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Teatro

“L’ultima volta che mi sono suicidato”: Claudio Morici legge il 2089 prossimo venturo
Claudio Morici ci ha rassicurato. È possibile assistere a spettacolo divertente a teatro. Non una “cruda denuncia contro”, nemmeno una “coraggiosa rivisitazione di” o uno “spietato ritratto del”. Non intendiamo “divertente” nel senso che si paga una cifra da ristorante stellato per vedere un comico della tv che racconta della moglie bisbetica all’Ikea o delle vessazioni di Equitalia. No, era proprio uno spettacolo divertente a teatro. Anzi, un reading. Un reading intitolato “L’ultima volta che mi sono suicidato”.Siamo nel 2089. I ragazzi nati intorno agli anni duemila – i millenials! I nativi digitali! – sono ormai vecchietti nostalgici trattati con…
Il viaggio - psicodramma di Orfeo nelle viscere del proprio ego
GENOVA – Riprendendo la tradizione genovese degli spettacoli disposti in grandi spazi scenici, del teatro fuori dal teatro come quelli ancora negli occhi della gente, dalla Diga Foranea al Vecchio acquedotto, dal Forte Sperone alla Fiumara Ansaldo, questo “Orfeo rave” (ci ha ricordato per acume e complessità, per cromatismi e stratificazioni, per stupore e monumentalità alcune evoluzioni de La Fura dels Baus) è al tempo stesso esperimento riuscito (e non era affatto scontato all'interno della Fiera del Mare, adesso commissariata ed in procedura di fallimento, un tentativo questo di “restituirla” alla città) mastodontico, gigantesco, cantiere di idee sciolte in azioni…
Ridete di loro, e non fate che si abbia a rider di voi: “Gli Innamorati” di ieri e di oggi, secondo Andrée Ruth Shammah
«Oh quante stravaganze prodotte furono dal nostro amore! Vicendevoli sono state le nostre gelosie, i nostri affanni, le nostre pene. Chi potrà dire che non fummo noi, e che non siamo tuttavia Innamorati? Oh quanti si saranno specchiati in noi! Deh quelli almeno, che si trovassero nel caso nostro, alzin le mani, ed applaudiscano alle nostre consolazioni...» Se davanti a queste parole provassimo ad adottare una modalità di pensiero che oltrepassi il tempo, l’immaginario dischiuso ci condurrebbe verso le romanticherie dei feuilleton e delle moderne soap opera lasciandoci affermare che “tutto il mondo è paese”. Le interiezioni melodrammatiche e il…
Rosso è un colore, uno stato d'animo, un ricordo?
“Cosa vedi?” chiede il pittore Rothko al suo assistente, che risponde “Rosso”. La tela effettivamente è così, ma il rosso è soltanto un colore? Rosso è uno stato d'animo, è un ricordo, è un pensiero, è una scelta, è una presa di posizione. Rosso è una porta che apre suggestioni, come il sangue, come le rose, come il rossetto, come “Babbo Natale”, come “Satana”. Rosso è il titolo dello spettacolo di John Logan, con la regia, le scene e i costumi di Francesco Frongia, in scena al teatro India dal 10 al 15 maggio.Mark Rothko (Ferdinando Bruni) è un pittore…
Angeroula Pitsaki racconta la crisi greca a suon di rebetiko: “Tefteri - il libro dei conti in sospeso”
Nel 2011 i rappresentanti della Commissione Europea, insieme alla BCE e al Fondo Monetario Internazionale, convincono la Germania ad attivare il fondo salva-Stati per garantire ossigeno economico alla Grecia. In cambio degli aiuti, i creditori richiedono l’istituzione di rigide politiche di austerità attraverso ingenti tagli alla spesa pubblica. Nell’anno del tracollo finanziario della penisola ellenica, Vinicio Capossela percorre le strade di una nazione in ostaggio perenne della Troika, raccontando un Paese inedito, sofferente e fiero, che riscopre il rebetiko come musica della “Krisis”.Il 10 e l’11 maggio Angeroula Pitsaki ha portato in scena al Teatro Palladium una performance multimediale tratta…
“Chiudi gli occhi”, una tragedia moderna al di là del bene e del male
“Noi occidentali siamo abituati a guardare alla storia come a una soap-opera truculenta”. “Chiudi gli occhi” (in scena al Teatro India fino al 15 maggio) porta in scena le storie di Ameneh Bahrami, donna di Teheran, studentessa universitaria di ingegneria informatica, e di Majid Mohavedi, che di Ameneh si è innamorato. Majid inizia a corteggiare Ameneh, la segue, la importuna. Majid è un uomo arabo, un esponente maschio delle popolazioni contadine, il bacino elettorale dei fondamentalisti di Ahmadinejad: nel momento in cui posa gli occhi su Ameneh, senza nemmeno mai averle rivolto la parola, lui l’ha scelta. È così che…
Al Teatro Manzoni in scena uno spietato gioco a quattro ne “Il metodo” per la regia di Lorenzo Lavia
Molte sono le riflessioni sul mondo del lavoro, che scaturiscono spontanee dopo aver visto “Il Metodo”, testo del catalano Jordi Galceran, per la regia di Lorenzo Lavia al Teatro Manzoni. Quattro magnifici interpreti, Giorgio Pasotti, Fiorella Rubino, Gigio Alberti e Antonello Fassari, per rappresentare quattro caratteri aziendali differenti, cinici e spietati ciascuno a suo modo.Una scena unica, una sorta di cubo dai colori pastello che funge da gabbia all’interno della quale si muovono i selezionatori ed i candidati interpellati per un colloquio per una grossa multinazionale. Costruito come un giallo di Agatha Christie, quelli che all’inizio della storia sembrano tutti…

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