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Teatro

Accordino e "La danza immobile" in scena al Teatro Elfo Puccini con una trasposizione del romanzo di Manuel Scorza
Arriva al Teatro Elfo Puccini, anche solo per pochi giorni, “La danza immobile” tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore latinoamericano Manuel Scorza, con la regia e l’interpretazione di Corrado Accordino, affiancato da Riccardo Buffonini, Federica Castellini, Roberta Lanave, Giancarlo Latina. In una messa in scena figlia delle produzioni tipiche del Teatro Libero, lo spettatore assiste al dipanarsi di due vite parallele, sempre in bilico (metaforicamente anche su delle travi), sia nella sfera affettiva che in quella socialmente impegnata.“La danza immobile” è la storia di un’amicizia, quella tra un guerrigliero e un ex-guerrigliero, la storia di un amore, quello tra Santiago e…
Antonio Salines è Barney Panofsky al Teatro Belli. Ancora una volta, egregiamente.
L’attore, oggi ottantenne, torna a vestire i panni di un anziano produttore televisivo, di un uomo dalla vita piena, dal passato complicato e dal presente confusionario. “La versione di Barney” di Massimo Vincenzi è la trasposizione teatrale dell’omonimo romanzo di Mordecai Richler; una riscrittura sapientemente affidata alla regia di Carlo Emilio Lerici e alle indiscusse doti interpretative di un artista che calca le scene da quando aveva appena quattro anni. Un’opera di successo che torna, al Teatro Belli di Roma, e che sarà in scena fino al 22 maggio.Sul palco si scorge, in penombra, Antonio Salines. È solo col suo…
Il teatro che sfida la gravità (della violenza): “Battlefield” di Peter Brook
Si prova come un brivido lungo la schiena nel sentirsi chiamati a raccontare il lavoro di uno degli storici maestri della ricerca teatrale, Peter Brook, e in particolare un grande “classico” del suo repertorio come il “Mahabharata” – ammesso che possa definirsi “classico” ciò che classico non è, ma che ha assunto il valore esemplificativo di una visione di sintesi della realtà attraverso un linguaggio – di cui “Battlefield”, da poco passato per la capitale sul palcoscenico del Teatro Argentina, e in arrivo prossimamente (il 24 e il 25 maggio) al Teatro della Pergola di Firenze e poi al Teatro Storchi…
Quel che resta di un soldato: “Trincea” di Marco Baliani
Cos’altro si può dire sulla Prima Guerra Mondiale che non sia stato già detto, su una carneficina costata milioni di morti e che ha cambiato per sempre la scena socio-politica e culturale del mondo occidentale? Nel centenario della Grande Guerra, Marco Baliani prova a riflettere con spirito critico sul primo conflitto moderno, partendo dalla piccola storia di un uomo qualunque, un soldato senza nome e dalla nazionalità imprecisata, “incastrato” nel luogo più emblematico delle battaglie consumate tra l’estate del 1914 e la fine del 1918. “Trincea” è il titolo dello spettacolo che l’attore e regista piemontese ha portato in scena…
Al Festival Inventaria “Io, mio fratello e sua sorella”
Le tavole di legno scricchiolano sotto i piedi mentre ognuno prende posto nella piccola platea della Sala Moretti al Teatro dell’Orologio.«Sono qui per raccontarvi la mia storia» esordisce Massimiliano (Marcello Paesano), autore, attore e regista della commedia. “Io, mio fratello e sua sorella” è uno sguardo intimo rubato alla vita quotidiana di due fratelli e una sorella nel loro piccolo appartamento di Roma, due mesi dopo la perdita della madre.Degli scatoloni arredano uno spazio che è familiare e al contempo di passaggio, come diventa la casa quando si ha poco più di vent’anni. “Chi si ferma è perduto ma si…
“Sacro romano Gra”: un’instabile narrazione urbana per voce e suoni
Nel buio del Teatro del Campus di Cinecittà Studios di Roma, la prima cosa a essere illuminata non è un attore o una scenografia, è qualcosa di diverso, qualcosa che di norma non occupa la ribalta ma solo il retroscena: una console musicale è posta al centro della scena e fa comprendere che quel sottotitolo che recita “narrazione urbana per voce e suoni” non è semplicemente decorativo.“Sacro romano Gra” è uno spettacolo che possiede tante suggestioni, ma non si esaurisce in nessuna di esse (e, probabilmente, questo è il suo più grande pregio): un monologo, un laboratorio di narrazione della…
La società della bolla culturale in Vania
La storia di Zio Vania è soggettiva, lo spioncino da cui si guarda il mondo è l'occhio di Vania. Aleksandr possiamo anche non ascoltarlo, perché non fa altro che incalzare il fratello e dargli un motivo per difendere i suoi valori, per parlare di sé, per ribellarsi al progresso e dimostrare la sua assenza di coraggio nel vivere, il suo timore nel cambiare.La compagnia Oyes, con la regia di Stefano Cordella, ha presentato il 12 maggio scorso, al Festival Inventaria, il proprio “Vania”, il mondo di Cechov ai nostri tempi, dove Sergio, il professore, è in stato vegetativo e sopravvive…

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