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Il "Present continuous" di Salvo Lombardo al Florida di Firenze

Present continuous”, un presente che si perpetua sul palcoscenico del Teatro Cantiere Florida di Firenze nell’ambito di Fabbrica Europa. Tra parodia e tentativo di portare in scena quelle danze davvero contemporanee e antropologiche come la disco dance di ultima generazione, Salvo Lombardo fotografa un momento di estrema attualità, uno stralcio notturno giovanile e alienante, creando un documentario divertente ma profondamente tragico in cui l’umano sembra annullarsi a ritmo di beat digitali. Via le quinte, via il fondale: la scenografia si compone di uno spazio cantiere, di una pista da ballo disegnata dalle luci di Loris Giancola e dalla sonorità palpabile gestita direttamente dal palcoscenico e firmata Fabrizio Alviti.

Salvolombardo1Un sincro fisico e mentale, frutto di una ricerca sul campo: «il pretesto cinetico della performance si basa sulla memoria condivisa di una stessa esperienza, ovvero una serata in un music club, durante la quel i performer hanno osservato e incamerato un sistema di posture, atti motori e modalità relazionali delle persone presenti». Luci psichedeliche, drink, tempo musicale incalzante e ripetitivo. Due coppie uomo/donna interscambiabili e quattro singoli, l’uno alla scoperta dell’altro: Cesare Benedetti, Lucia Cammalleri, Daria Greco e lo stesso Lombardo mettono da parte le loro capacità fisiche extra-quotidiane e si confondono in una qualsiasi serata dove l’anonimato generale prende il sopravvento sulle singole avventure. Altro tema che Lombardo affronta in danza è quello della memoria: «la memoria del dato reale si apre al dato affettivo dei performer, oltre la fissità dell’adesso, nella progressione di un tempo in divenire». Un’analisi di quel tempo che mette in crisi lo studio delle arti performative stesse, che si nutrono del momento della messinscena senza realmente fissarsi; il coreografo ne è consapevole e supera questa problematica spettacolare imitando una realtà che mentre si verifica diventa ricordo: dell’autore, del danzatore, degli spettatori. Tale reminiscenza, moltiplicata in tante gemelle singolarità, cerca spazio in una memoria condivisa fatta di gesti, luci e suoni costruiti come un puzzle e, come scrive Isabel Allende in uno degli episodi di “Eva Luna Racconta”, «aggiungendo ciò che mancava con il ricorso alla fantasia».

“Present Continuous” è un prodotto tutto 2018 che rispecchia perfettamente e con rammarico un’epoca in cui non è più l’essere comune a imitare la perfezione artistica ma è l’estro che si plasma, si sporca, si deforma guardando il reale. Quest’ultimo prende le distanze dalla natura e si relega in una scatola chiusa, caleidoscopica e tendenzialmente simmetrica, un momento autoreferenziale che si ripete senza prospettive, almeno apparentemente.

Benedetta Colasanti 25-05-2018

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