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Roberto Bolle a Caracalla. La “vera” danza in un sogno di una notte di mezza estate In una sera d’estate

Fra pietre e rovine intrise di storia si riflette la luce delle stelle che illuminano il loro astro più splendente: Roberto Bolle. La naturale scenografia delle antiche Terme di Caracalla triplica la già fortissima emozione regalata dall’arte della danza. Con “Roberto Bolle and friends” ieri sera si è conclusa la terza e ultima rappresentazione del galà che già da alcuni anni è un appuntamento fisso dell’estate romana con le grandi stelle del firmamento della danza. L’etoile internazionale continua, instancabile, la sua missione portando la danza nella vita e nel cuore della gente comune. È un grande spettacolo dal gran finale in cui Bolle e i suoi friends sono stati accolti da oltre dieci minuti di applausi finali.

Una serata in cui trionfa l’eleganza e l’alta qualità, apertasi con la partecipazione straordinaria dell’attore Francesco Pannofino che, con la sua voce, ha accompagnato Bolle nel “Ballet 101”. È un inizio divertente ma segnato dall’esplosione di rapidità e forza fisica in cui l’etoile si cimenta in ben 100 figure di danza, ciascuna corrispondente a un numero che va, appunto, da 1 a 100. Fingendosi stremato dal confuso conteggio di Pannofino, che si è divertito “a dare i numeri” e “a tenere il tempo”, il ballerino può sdraiarsi finalmente a terra nella simpatica posizione numero 101. La serata prosegue con i grandi classici, un trittico di balletti del repertorio classico dall’atmosfera gitana e spagnoleggiante. Gli artisti d’oltreoceano Misa Kuranaga del Boston Ballet e Daniil Simkin dell’American Ballet Theatre ci portano a Siviglia con il pas de deux del “Don Chisciotte” mentre i principals Anna Ol e Young Gyu Choi del Dutch National Ballet di Amsterdam interpretano perfettamente e senza alcuna sbavatura il pas de deux tratto da “Esmeralda”. Si torna in Spagna con il duetto della “Carmen” che Bolle danza insieme a una sensualissima Polina Semionova, l’etoile russa trapiantata allo Staatsballet di Berlino. La passione danzata dei due amanti si trasforma in un amore talmente puro da andare oltre la vita terrena quando la coppia prosegue nell’interpretazione del passo a due di Solor e Nikiya, protagonisti del balletto romantico ed esotico “La Bayadere”. Le coreografie classiche sono tutte fedelissime a quelle originali dei coreografi Marius Petipa e Roland Petit e sono accentuate dalla perfezione e dalla pulizia degli eccellenti interpreti che incantano con complessi virtuosismi e incredibili aplomb. Ma c’è spazio anche per il coreografo russo George Balanchine, padre della danza neoclassica con il suo "Tchaikovsky Pas de deux", famoso per la velocità dei piccoli salti e le brillanti batterie, danzato ancora da Misa Kuranaga, questa volta accompagnata dall’argentino Herman Cornejo.Bolle2

Oltre ai classici intramontabili del repertorio, Bolle non dimentica la danza contemporanea ma senza mai abbandonare le punte e le linee dei movimenti. Sua partner fissa, otre alla Semionova, è l’acclamatissima Melissa Hamilton del Royal Ballet di Londra. Insieme omaggiano la coreografia italiana con “Caravaggio” di Mauro Bigonzetti. Attraverso spirali delle braccia e ripetuti incroci delle mani si fondono i corpi seminudi di un uomo e una donna in quella perfezione idealizzata che può nascere solo dall’amore incondizionato per l’arte, in una danza fatta di pennellate di luce. Dopo Balanchine il neoclassico si tinge di romanticismo con Anna Ol e Young Gyu Choi. La coppia olandese, danza ancora con “Penumbra” una coreografia di Remi Wörtmeyer dal sapore malinconico disegnata tra violoncelli e lune d’argento. L’atmosfera notturna e i costumi blu notte ricordano un amore al tramonto, un ultimo incontro prima dell’abbandono, una danza che è un abbraccio senza fine. Ma forse il successo di Bolle sta nel rendere la tecnica classica sostegno e complemento di uno stile moderno che non è mai volgare e mantiene la raffinatezza accademica anche nei pezzi più ironici e sbarazzini proprio come in “Les Bourgeois”, la nota coreografia di Ben Van Cauwenbergh danzata dalla celebrità russa Daniil Simkin, accolto da grandi ovazioni del pubblico, e che dal Basilio del “Don Chisciotte” si trasforma in uno vivace monello francese in cravattino. Schiocchi di dita e percussioni introducono “Take me with you”, l’atletica coreografia di Robert Bondara, in cui Bolle e la Hamilton, pantaloncini neri e camicia bianca, rimbalzano continuamente l’uno sul corpo dell’altra. Il corpo diventa esso stesso strumento da suonare, percussione e punto d’appoggio per prese e cadute. Soprattutto qui le tecniche moderne, ormai contaminate e imbastardite da una vergognosa commercializzazione, ritrovano finalmente la loro autenticità.

Ed è questo il merito di Bolle. Questo nostro orgoglio italiano non tradisce nè inganna mai il suo pubblico. Che si tovi in un teatro prestigioso, in una piazza o in televisione mostra sempre la "vera" danza con umiltà ed eleganza, avvicinando anche gli animi meno sensibili all’arte di Tersicore. Il finale a sorpresa, dopo gli inchini di tutti i danzatori, arriva con “Rencontre” la coreografia scaligera di Massimiliano Volpini, carica di effetti speciali e multimediali realizzati dallo staff tecnico di Renè Aubry. Una grafica fatta di lucciole e polvere di stelle, la magia di una sera in cui tanti Roberto Bolle e Melissa Hamilton stilizzati danzano sfidando i limiti dell’immaginazione. Come un moderno Leonardo Da Vinci, Bolle si fa arte e scienza al tempo stesso, prolungandosi in uno spazio e in un tempo infiniti, disperdendo i suoi movimenti nel cielo stellato di un sogno di una notte di mezza estate.

Roberta Leo

14/07/2017

 

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