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Picasso a Roma cento anni fa – Partitura d’arte, danza e genio: il ritorno di Picasso nella città eterna

Pablo Ruiz y Picasso, il famoso pittore spagnolo, torna a vivere in una serata dedicata all'arte e tutte le sue forme.
Siamo al Teatro dell'Opera dove, il 10 aprile 2017, la musica, il teatro e la pittura diventano i protagonisti assoluti di un evento intitolato 'Picasso a Roma cento anni fa – partitura d'arte, danza e genio' per ricordare il soggiorno a Roma del pittore che ha rivoluzionato per sempre il mondo artistico.
Esattamente cento anni fa, infatti, Pablo Picasso si stabilì a Roma per otto settimane. In quel periodo la città divenne, ancor di più, il centro del mondo, permettendo importanti incontri tra i protagonisti dell'Avanguardia dell'epoca. Ciò accadde grazie alla tournée romana, presso il teatro Costanzi, della compagnia dei Balletti Russi di Sergej Pavlovič Djagilev. Fu proprio su iniziativa del famoso impresario teatrale russo che Picasso iniziò a lavorare sul sipario di Parade, il balletto ideato da Jean Cocteau sulle musiche di Satie.
La magia di quegli incontri viene riproposta al pubblico attraverso uno spettacolo raffinato che, unendo il racconto alla musica e alla pittura, permette di rivivere un pezzo di storia segnato dallo spirito delle Avanguardie e che proprio nella città eterna ha avuto la sua origine. Picasso1Lo spettatore è immerso nel buio, mentre sul palco Maddalena Crippa e Massimo Popolizio, leggendo il testo di Lorenzo Pavolini, descrivono quella che è stata la vita di Picasso a Roma. Il racconto è accompagnato dalle musiche di Erik Satie e Igor Stravinskij, suonate magnificamente al pianoforte da Enrica Ruggiero e Antonio Maria Pergolizzi, mentre su uno schermo dietro alle loro spalle si ammirano delle proiezioni che ritraggono gli schizzi e i quadri del pittore spagnolo. Le parole e le immagini accompagnate dalle note musicali conferiscono, in questo modo, vita al racconto quasi a voler regalare una seconda esistenza all'artista. 
Quello che accade sul palco colpisce profondamente, quasi ubriaca, lo spettatore che si trova completamente immerso nel mondo dell'arte, così come avveniva sullo stesso palco cento anni fa. Un evento che cattura l'attenzione per la delicatezza con la quale si è presentato alla platea, ma anche per la capacità di scavare nel profondo ricordando Picasso non solo in quanto artista poliedrico, ma soprattutto, in quanto uomo. È ormai risaputo, infatti, che solo conoscendo la vita di un’artista si riesce a comprendere fino in fondo il suo operato.
Così Crippa e Popolizio si trovano a ricordare al pubblico eventi storici importanti e al tempo stesso a confidare le parti più umane di Picasso come il suo grande amore per le donne e il matrimonio con la ballerina russa Olga Koklova, incontrata proprio a Roma.
Muovendosi continuamente tra pittura, eventi del passato, musica e aneddoti, si riesce, forse per la prima volta, a conoscere davvero la storia di un uomo e del suo lavoro artistico.
Serata necessaria, dunque, in grado di far ricordare a tutti l'importanza dell'arte e il rapporto che quest'ultima ha avuto con il nostro Paese.

Marilisa Pendino 12/04/17

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