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Milano: al via "NAO Performing Festival" un evento dedicato all’esplorazione dei linguaggi performativi e digitali

E' tornato a Milano il NAO Performing Festival, quest’anno alla sua ottava edizione, fino al 17 dicembre, dieci giorni di programmazione dedicati a una nuova generazione di autori nell’ambito della danza e della performance presso il DID Studio – Fabbrica del Vapore. L’appuntamento, organizzato da DID Studio con la direzione artistica di Ariella Vidach e Claudio Prati e la cura di Maria Paola Zedda presenta una piattaforma di artisti, coreografi e performer italiani e internazionali che si distinguono per una forte attenzione all’interdisciplinarietà dei linguaggi, tra coreografia, performance e arti visive, e all’intersezione dei codici e dispositivi performativi diversi.
Il festival quest’anno evidenzia il suo ampio respiro internazionale con la Swiss Contemporary dance Factory, progetto nato dalla collaborazione tra DiDstudio, Ariella Vidach Aiep e Danae Festival, con cui interseca e cura la programmazione. Il focus, iniziato il 22 ottobre, è realizzato grazie al prezioso sostegno di Pro Helvetia e Istituto Svizzero di Cultura.
Il NAO Performing Festival ospita, inoltre, lavori in forma di studio e compiuta di coreografi e performer cresciuti grazie al supporto del progetto di residenza artistica NAOCREA di Ariella Vidach AiEP e che presentano l’esito recente del loro percorso creativo. Tra questi Salvo Lombardo (8 dicembre), Fabritia D’Intino (15 dicembre) e gruppo nanou (17 dicembre). Mettendo a fuoco la relazione tra processo e opera conclusa, il festival invita a un confronto critico e a un dialogo tra pubblico, artisti, operatori e studiosi.
La formazione torna al centro della programmazione del NAO Performing Festival con la masterclass di Martin Schick e con uno sguardo alla storia della danza e alle icone della post modern dance attraverso il reenactment dei primi soli di Lucinda Childs, Leone d’Oro alla Biennale di Venezia 2017 a opera della nipote Ruth Childs.
Il festival ha aperto il 7 dicembre con lo spettacolo della compagnia romana ATACAMA Migranti nato dalla necessità di sondare, attraverso la creazione artistica, il tema delle migrazioni, la mobilità, territoriale e corporea, la diversità culturale. L’8 dicembre prosegue con l’ultima creazione di Salvo Lombardo Present Continuous _ White Specific, in cui l’artista approfondisce la pluriennale indagine sul rapporto tra memoria, percezione e movimento nell’osservazione del reale. Un ready made gestuale in cui il pretesto cinetico si basa sulla memoria condivisa di una stessa esperienza - una serata in un music club.
Il Festival torna poi l’11 dicembre con Halfbread technique performance dello svizzero Martin Schick, realizzata per la tappa milanese con la collaborazione di Cesare Benedetti (Fattoria Vittadini). Riflessione sulla bellezza della condivisione e sul post capitalismo il lavoro mostra, con l’aiuto di un danzatore migrante e del pubblico, la relazione ambigua tra benefattori e sistema della beneficenza attraverso un accattivante dispositivo di natura performativa e concettuale. L’artista svizzero terrà una masterclass il 12 dicembre dedicata a performer, danzatori e artisti.
Sempre il 12 dicembre, un omaggio al Simbolismo e all’arte viennese di inizio ‘900 da parte del coreografo toscano Leonardo Diana, con “Egon - introspettiva da Klimt e Schiele”, un lavoro che sviluppa la relazione tra corpo, gesto e nuove tecnologie. Incentrata sulla poetica dei pittori Gustav Klimt ed Egon Schiele, la coreografia si muove tra conflitti e opposizioni archetipiche: eros e thanatos, apollineo e dionisiaco, ordine e caos.
Il 15 dicembre Fabritia D’Intino presenta per la prima volta in Lombardia la creazione 2017 Wannabe, collaborazione tra la coreografa e il musicista Federico Scettri, sul rapporto tra danza e musica, sull’attrazione nella cultura contemporanea verso modelli artificiali in cui il virtuosismo del corpo è esaltato in forma quasi pornografica. La performance nel 2017 vince il Premio (In)Generazione promosso dalla Fondazione Fabbrica Europa ed il Premio Tu 35 Expanded promosso dal Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci.
Il 16 dicembre è la volta della svizzera Ruth Childs che presenta i primi assoli di Lucinda Childs, Leone d’Oro alla carriera alla Biennale di Venezia 2017, nuovamente in scena grazie a un’attenta operazione di reenactment dei lavori che hanno caratterizzato le esperienze dell’icona della postmodern dance nel periodo del Judson Theatre. Pastime (1963), Carnation (1964), Museum Piece (1965) rappresentano ancora oggi, dopo 50 anni dal loro debutto, esempi di freschezza compositiva e audacia nella sperimentazione, infrangendo e decostruendo le consuetudini del corpo e della sua rappresentazione.
Seguono lo spettacolo le proiezioni dei film Calico Mingling con la coreografia di Lucinda Childs, regia e montaggio di Babette Mangolte, Katema, con la coreografia e interpretazione: Lucinda Childs. I film di Lucinda Childs saranno riproposti e proiettati nei giorni seguenti al Museo del Novecento.
il 17 dicembre dopo la residenza NAOCREA 2017 negli spazi del DiDstudio a Milano, gruppo nanou presenta Alphabet /Mappe, un inedito passaggio del lavoro di analisi sulla scrittura coreografica. Il progetto declina la relazione tra coreografia e spazio secondo piani molteplici in cui la mappa diviene accesso a quel limite capace di verificare l’evidenza del lavoro, ma anche strumento di lettura dell’azione coreografica in svolgimento. Segue l’incontro con gli artisti.
Il NAO Performing Festival è realizzato con il sostegno di Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Regione Lombardia, Comune di Milano, Pro Helvetia, Istituto Svizzero, in collaborazione con Ariella Vidach AieP, Danae Festival, Fondazione Milano.

Davide Antonio Bellalba  08/12/2017

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