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Progetto “Lunga Vita Festival”, tra classico e contemporaneo nel segno dell’apertura

«Col “Lunga Vita Festival” vogliamo aprire spazi, cuori, menti, in un momento storico in cui si chiudono i teatri, i porti e si restringono le idee»: introduce così Davide Sacco il progetto di cui è Direttore artistico, un festival nato insieme alla direzione organizzativa di Ilaria Ceci che andrà ad arricchire l’Estate Romana. Otto giorni di eventi non stop dedicati al Mito e al Contemporaneo, che porterà la grande prosa (e non solo) sul palcoscenico dell’Accademia Nazionale di Danza.

Dal 13 al 20 luglio si susseguiranno una serie di eventi, pomeridiani e serali, molto eterogenei tra loro, ma tutti nel segno dell’accoglienza del prossimo, dell’ascolto, dell’apertura, del dialogo. Il “Lunga Vita Festival” vuole essere un ponte che avvicina classico e contemporaneo sì, ma anche e soprattutto i luoghi dell’anima, fisici e morali, come spiegato da Sacco. Performance, stand up comedy, poesia, workshop, letteratura, danza, musica, teatro: ogni evento è stato scelto senza pregiudizio alcuno, affinché si venisse a creare (in uno dei luoghi più affascinanti e magici della Capitale, l'Aventino) una sorta di cittadella ideale, un punto di ritrovo dove veicolare arte e cultura, dove fare rete.

Per il ciclo classico degli spettacoli apertura affidata a Francesco Montanari e Alfio Antico con “Ulisse l’emigrante”, progetto di Davide Sacco (13 luglio). Nello stesso ciclo anche “La gara Lunga Vita Festival 2dell’arco – Canto XXI” di Moni Ovadia (17 luglio), “Moby Dick” scritto e diretto da Davide Sacco con Stefano Sabelli e Gianmarco Saurino (16 luglio), “Cassandra o Del tempo divorato” di e con Elisabetta Pozzi (19 luglio) e “Penelope – Canto XXIII” di Maddalena Crippa. Proprio la Crippa ha detto, nel corso della conferenza stampa di presentazione: «Sergio Maifredi mi ha dato la possibilità di tornare sui classici e di confrontarmi liberamente col canto. Il mio modo è mettermi al servizio del canto, rispettando le parole di Omero, lo leggerò integralmente».
Fanno parte, invece, del ciclo contemporaneo: “Il cielo la terra il popolo” (15 luglio), “Ballata dei senza tetto” con Ascanio Celestini (15 luglio), “Timothy Martin & The amazing Grace Gospel Choir” (18 luglio), “La morte della bellezza” (16 luglio), “Aspettando Godot” (18 luglio). E poi spazio a umorismo e satira, con Edoardo Ferrario e Giorgio Montanini (19 e 20 luglio), con due spettacoli prodotti da Altra Scena: “Diamoci un tono” e “Giorgio Montanini Live”.

Accanto a queste, tutta una serie di proposte collaterali, dedicate a grandi e piccini, come “Sperimentazioni”, contest di live painting con la pittrice Violetta Carpino, che ha sottolineato: «Tutte le arti sono importanti e hanno lo stesso valore». E ancora: il workshop di social media storytelling con Simone Pacini, gli incontri letterari organizzati dai giovani ragazzi dell’associazione culturale Zalib & i Ragazzi di via della Gatta e tanto altro ancora.

Merita una menzione particolare il progetto "Skenè Lab", giunto quest'anno alla sua quarta edizione e lanciato da Davide Sacco e Ilaria Ceci, un'idea innovativa e brillante pensata per i giovani artisti emergenti. Quest'anno (suddivisi in gruppi di un autore, un regista e 8 attori) a loro disposizione un workshop di drammaturgia con Stefano Benni, uno di recitazione con Filippo Dini e uno di movimento scenico con Lindsay Kemp. Trenta ore di sala prove per poi portare in scena una riscrittura di una tragedia classica, che verrà sottoposta al giudizio del pubblico: il vincitore riceverà un premio di produzione e il debutto dell'opera al Calatafimi Segesta Dionisiache Festival

La grande varietà di generi ed eventi punta a coinvolgere un'ampia platea di spettatori. In questo senso va anche la decisione di mettere a disposizione agevolazioni economiche in base al reddito ISEE, così come l'inserimento in programma di eventi pomeridiani gratuiti, così da consentire a tutti di avvicinarsi al teatro. 

Giuseppina Dente
15/06/2018

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