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Lo Schiaccianoci. A Bologna è già Natale con il Balletto di San Pietroburgo

Durante il mese di dicembre in ogni teatro che si rispetti non può mancare “Lo Schiaccianoci”, il classico natalizio per eccellenza. Il balletto, coreografato sulle musiche di PëtrIl'ičČajkovskij, dal coreografo Marius Petipa e successivamente dal suo successore Lev Ivanov, andò in scena per la prima volta il 18 dicembre 1892 al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo. Da allora il racconto danzato di E.T.A. Hoffmann è diventato un appuntamento fisso per le stagioni di balletto dei maggiori paesi del mondo,oltre che un intramontabile classico del repertorio. La struttura coreografica,che negli anni è stata oggetto di innumerevoli rivisitazioni,ha spesso subito considerevoli modifiche in favore delle versioni più contemporanee. Il Balletto di San Pietroburgo continua, invece, a mantenere viva nel tempo la versione classica originale. Infatti, la storica compagnia di danza nasce a San Pietroburgo nel 1887 per volontà di nobili borghesi russi proprio con lo scopo di sviluppare la grande tradizione del balletto classico. Già in tour in Italia con tre grandi classici del balletto (Lo Schiaccianoci, Il Lago dei cignie Giselle), il 23 novembre la compagnia russa ha anticipato la prima del suo Schiaccianoci al Teatro delle celebrazioni di Bologna e con essa la gioia degli spettatori più legati alla tradizione.thumbnail Schiaccianoci2

In questo riallestimento proposto dalla coreografa TatianaLinnik, Clara, la dolce bambina che riceve in regalo lo Schiaccianoci dall’amico di famiglia Drosselmeyer, racconta semplicemente il suo sogno d’infanzia. Un sogno che qui resta privo di riletture psicologiche o espliciti riferimenti (tanto frequenti in altre versioni del balletto) al suo percorso di crescita che, da adolescente a giovane donna, la porta a scoprire l’amore attraverso la fiaba. La storia, ripartita in due atti, si sviluppa dalla casa di Clara al Regno della Neve fino a giungere al Regno dei Dolci. Le coreografie rispettano le regole tecniche e compositive di Petipa. A fare la differenza sono le sontuose scenografie di Gurenko Evgenii e i costumi ottocenteschi dai colori accesi di Kulichenko Valeri che sceglie anche parrucche barocche dal fascino antico. Appositamente creati per il tour italiano scene e costumi sono stati pensati basandosi sui canoni artistici del grande teatro imperiale russo. Non manca, infatti, lo sfarzo delle ambientazioni e dell’albero di Natale che diventa gigantesco nel sogno della protagonista. L’atmosfera natalizia che tanto piace ai più piccoli dona al balletto quel suo caratteristico tocco fiabesco presente tutte le sue danze. Gli allegri galop dei bambini durante la festa di Natale si alternano ai valzer degli adulti e ai giochi di prestigio eseguiti da Drosselmeyer; il suo teatro dei burattini è colorato e divertente, arricchito dall’assolo del mimo Pierrot, dai grandi salti di un Moro venuto da molto lontano e dal vezzoso duetto di Arlecchino e Colombina.thumbnail Schiaccianoci3

Allo scoccare della mezzanotte Clara comincia a sognare e la magia porta nel suo salotto una miriade di topi guidati da Re Topo che combattono con l'esercito di soldatini accorso in aiuto dello Schiaccianoci. La coreografia qui diventa schematica e ricca di incroci e sovrapposizioni tra i due reggimenti battaglieri. La scarpetta di Clara che colpisce il re Topo uccidendolo rompe l’incantesimo di cui era vittima lo Schiaccianoci che si trasforma in un principe. Un romantico pas de deux introduce i protagonisti nel Regno della Neve dove cadono delicati fiocchi di neve danzanti. Anche qui gli schemi coreografici restano puliti ma si ammorbidiscono i port de bras delle ballerine dai tutù trapunti di cristalli.

Finalmente giunti nel Regno dei Dolci i protagonisti assistono al famoso divertissement delle danze di carattere, eseguite dalle bambole e dai pupi spagnoli, arabi, cinesi, russi e francesi. A concludere le danze restano gli eleganti intrecci danzati dalle coppie del celebre Valzer dei Fiori. Il Grand Pas de deux finale dei due protgonisti è carico di virtuosismi anche se la variazione pizzicata della Fata Confetto, danzata dalla stessa Clara, subisce uno spiacevole taglio. A parte questo piccolo neo conclude il balletto la sfilata danzante dei personaggi che salutano ciascuno con un passo caratteristico del loro paese. Il risveglio di Clara che stringe tra le braccia il suo  Schiaccianoci la mattina di Natale è l’atteso finale a lieto fine che soddisfa ogni pubblico. Adesso che il balletto di Natale è andato in scena può dirsi finalmente iniziata la festa più magica dell'anno. Del resto è così che vuole la tradizione.


Roberta Leo
1/12/2017

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