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Continua il tour di “In-spiration”: lo spettacolo della catarsi

Dopo il debutto al Teatro della Visitazione di Roma, “In-spiration”, spettacolo di danza contemporanea coreografato da Antonio Barone, verrà riproposto nella capitale il prossimo 27 settembre al Teatro Greco e proseguirà la sua tournèe italiana il 7 ottobre presso il Teatro Filodrammatici a Treviglio, per poi tornare nuovamente a Roma, presso il Teatro Libero Molinari Art Center e, infine, a Sala Consilina.

Così la danza contemporanea svela nuovi percorsi di vita. Uno di questi è quello intrapreso proprio da Barone, ballerino e coreografo emergente. Nonostante la giovane età Antonio vanta già alle sue spalle numerose e importanti esperienze artistiche. Ottimo danzatore in varie produzioni in Italia e all’estero, sceglie di dedicarsi anche alla coreografia per rispondere ad un'esigenza personale: quella di “dire la sua e dar voce alle esperienze e alle emozioni vissute con il proprio corpo". Il tema del percorso, già presente nelle sue prime creazioni, diventa il protagonista assoluto in questo suo ultimo lavoro. "In-spiration" nasce, infatti, da un’esperienza molto forte intrapresa dal coreografo la scorsa estate quando ha deciso di affrontare il cammino di Santiago. Al ritorno da questo viaggio spirituale il ricordo e la ricchezza di quest’ultimo ha assunto una forma vera e propria in sala-prove. Unici suoi strumenti sono stati i corpi di sei danzatori: Stefano Candelori, Stefania Tudini, Vittorio Ardovino, Naomi Mele, Vanessa Guidolin e lo stesso Barone.Barone2

Le coreografie sono permeate da una naturalezza portata all’estremo e confermata dalla sobrietà delle luci e dei costumi, semplici tunichette o pantaloni color sabbia, per rimandare con la mente ai sentieri polverosi di quel cammino infinito, lo stesso dell’esistenza umana. Essa non è che il prodotto di un’illuminazione, di una vocazione fisica e mentale la cui forza genera un’azione che rende la materia puro spirito. I movimenti dei danzatori disegnano tutto ciò che è mosso dall’ispirazione: un incontro, un amore, un’opera d’arte, la vita stessa. Ai quadri corali si alternano assoli e duetti. Degne di nota sono le figure femminili, mai maliziose o volgari, ma svelate nella loro essenza più intima con semplicità. Muse ispiratrici, donne da amare castamente o con passione, con il corpo e con la mente, realizzano un connubio indissolubile, un legame che si materializza, ad esempio, in un delicato passo a due danzato sulle punte o, ancora, in momenti nei quali il contatto con il suolo e tra gli stessi danzatori amplifica le musiche sensoriali che rimandano continuamente ai principali elementi della natura: l’acqua e la terra.

Quelle dei ballerini sono figure idealizzate, quasi divine, la cui bellezza illumina l’uomo-coreografo forgiandone l’intelletto e plasmandone l’innata creatività. Egli diventa capace, una volta ispirato, di realizzare qualsiasi opera d’arte e raggiungere finalmente, dopo infinite ricerche, uno stato di catarsi. Proprio come dimostra nel finale quando modella con le sue stesse mani i corpi dei danzatori facendo assumere loro le sembianze di celebri sculture. Essi diventano allegorie dei sentimenti: l’amore, la psiche e la pietà. E non si tratta solo di Canova o Michelangelo.

Roberta Leo 09/06/2017

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