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“Atmos” e “Ritornello”: la danza al Teatro India è di “Dominio Pubblico”

"Nessuno può appropriarsi in maniera esclusiva di ciò che è di Dominio Pubblico, piuttosto ciascuno può prendere quel bene e goderne".

Dominio Pubblico – La città agli Under 25” è il primo festival italiano completamente dedicato alla creatività under 25, un format originale giunto alla sua quinta edizione e che vede la collaborazione col Teatro Nazionale di Roma. Gli eventi sono ospitati dal Teatro Valle e dal Teatro India, dove dal 29 maggio sono in corso esposizioni, sessioni di musica live, spettacoli di teatro e non solo: spazio anche alla danza.

Due sono i corti presentati sabato 2 giugno: “Atmos” di Vera Sticchi e Claudia Gesmundo e “Ritornello – Disintegration Loop” di Greta Francolini.

Il lavoro portato in scena dalla due danzatrici e coreografe baresi è stato mostrato in anteprima durante la rassegna “AbelianoDanza” ottenendo anche la selezione per il festival di danzaAtmos contemporanea e performing art “Idaco (Italian DAnce COnnection)” di New York, dove si sono esibite lo scorso maggio. I corpi sono fluidi e morbidi, quando inizia la musica (originale di Fabio Gesmundo) la danzatrice in primo piano occupa tutto il quadrato di spazio illuminato a sua disposizione, prolungando all’estremo il suo corpo, come fosse un liquido che occupa un recipiente. Lo stesso fa la seconda danzatrice, nell’angolo a destra, più in penombra, mentre avanza. Spesso fuori asse, i corpi si allungano, si estendono, facendo largo utilizzo di braccia e gambe, grazie anche alla rotazione delle spalle, al movimento dei fianchi, all’uso delle ginocchia. Nella seconda parte le due si muovono non solo insieme, ma entrano fisicamente in contatto tra loro, si toccano, i loro corpi diventano complementari, come fossero particelle liquide compenetranti. La terza parte si svolge avanti e dietro ad un ampio e leggero velo posto in fondo alla scena che, mosso dalle mani e illuminato (light designer Michelangelo Volpe), ricrea l’effetto di bolle d’aria e increspature d’acqua. È quel velo a dividerle, per poi inglobarle entrambe. Il concetto sociologico a cui le performer si sono ispirate è quello di ‘società liquida’, di Zygmunt Bauman, cioè la condizione moderna in cui l’individuo e le sue relazioni sociali sono soggetti a mutazioni, composizioni e scomposizioni continue, che rendono tutto labile, fluido e volatile. È come se la società moderna si sciogliesse e l’uomo faticasse a rimanere a galla, costretto in una bolla liquida e informe incapace a solidificarsi e a farsi materia. Questa instabilità perenne è in continua trasformazione, ma non c’è possibilità di emergere: è un lento essere sopraffatti, è un annegare piano, un affondare progressivo. Infatti, dopo aver iniziato l’esibizione singolarmente e dopo aver danzato insieme ed essersi toccate, le due danzatrici si trovano nuovamente divise e poi, ineluttabilmente, estraniate. 

RitornelloRitornello – Disintegration Loop” è una produzione completamente diversa, progetto finalista per "DNAppunti Coreografici 2017": in scena la giovane Greta Francolini, performer e coreografa classe 1993 attiva da circa tre anni sulla scena contemporanea. L’artista toscana ha come punto di partenza “The disintegration Loop” del compositore statunitense William Basinski, strutturato sulla replica di un campione sonoro che si disfa e si scompone fino a che non resta solo una parvenza sonora, frutto di una progressiva disintegrazione. La Francolini punta proprio sul concetto di ‘ripetizione’, non solo musicale, ma anche di uno stato d’animo. La vediamo entrare in scena annoiata, svogliata, così per tutta la durata del pezzo. La coreografia si sviluppa sulla stessa traiettoria spaziale: avanti e indietro su una immaginaria linea orizzontale parallela alla lunghezza del palco. Una volta, due volte, tre volte, quattro, cinque, sei e ancora così fino alla fine, salvo alcuni momenti che si sviluppano in modo circolare a centro scena. La musica è assolutamente fondamentale, non solo dal punto di vista ‘ideologico’: il loop che la performer porta avanti è l’esasperazione di un sentimento, di una emotività, che non resta chiusa entro i confini della musica, ma che da questa scaturisce e si autoalimenta.

 

Giuseppina Dente
03/05/2018

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