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“DanzOpera”: quando la lirica diventa danza

La lirica approda al Vascello con due delle pagine più belle del melodramma italiano: “Cavalleria Rusticana” e “Il Barbiere di Siviglia”. Rossana Longo porta in scena la sua compagnia “Il cerchio e il Centro”, firmando le coreografie di “DanzOpera”. Il connubio tra lirica e danza, già impresso nel titolo dello spettacolo, pur rimanendo fedele alla drammaturgia tradizionale di Pietro Mascagni e Gioachino Rossini, analizza i personaggi attraverso dinamiche e movimenti che ne accentuano fortemente i caratteri. Laureata all’Accademia Nazionale di Danza, la coreografa si specializza negli Stati Uniti nella tecniche della modern dance, approfondendo, in particolare, quella del danzatore e coreografo Lester Horton. “DanzOpera”, afferma la coreografa, “nasce con l’intento di trovare una nuova dimensione dell’opera lirica che ha, così, modi di esprimersi attraverso la prototipica gestualità della danza e di enunciare una nuova profondità dimensionale. La fluidità del racconto riesce a condurre con levità anche lo spettatore nuovo a questa forma d’arte, attraverso il dramma prima e la divertente commedia dopo, dalla catarsi alla liberazione, dal dolore al sorriso, in un “unicum” che solo la danza sa offrire nella poesia del movimento”.Danzopera2

Lo spettacolo si articola in due soli atti che ripercorrono l’uno il verismo italiano, l’altro il brio dell’opera buffa. L’opera di Mascagni lascia trapelare tutta la passione del dramma siciliano attraverso le spiccate doti interpretative dei solisti. Lavorano molto sulla pantomima ma senza trascurare la tecnica, come dimostra la complessità degli assoli, soprattutto quelli maschili di Turiddu e Alfio (Mattia Di Napoli e Yari Molinari). Intensissima è stata l’interpretazione di Mamma Lucia (Sofia Scacciafratte) che tiene le fila di tutta la narrazione coreografica e che, con la sua imponenza di matrona del Sud Italia, attraverso importanti e introspettivi interventi di raccordo, tiene le fila di tutta la narrazione coreografica. Allo stesso modo Santuzza e Lola (Alessia Cutigni e Luana D’Anzi) danno libero sfogo all’amore e alla sensualità, entrambe facce della stessa medaglia ma riflettenti due lontanissimi prototipi femminili, sottolineati nel seducente pas de trois nel quale si contendono le attenzioni di Turiddu. Il corpo di ballo, coadiuvato da alcune videoproiezioni (curate da Thomas Battista), riproducenti sullo sfondo i passi eseguiti dagli stessi danzatori sulla scena, interpreta un gruppo di donne siciliane nel primo quadro attraverso rigidi schemi coreografici, in cui sono chiaramente leggibili le linee della tecnica Horton, delineando un interessante contrasto rispetto ai tumulti del dramma rappresentato.

Dalla tragedia scaturita dal tradimento e dalla gelosia si passa all’allegria di Figaro (Mattia Di Napoli) e delle sue arie. I gesti quotidiani del protagonista, come fare la barba o ripulire e conservare gli attrezzi del mestiere, diventano una danza giocosa anche grazie alle due spumeggianti assistenti (Luana D’Anzi e Federica Santinelli), del barbiere più chiacchierone della Spagna. Le coreografie si fanno, qui, scherzose anche per assecondare gli equivoci di cui sono vittime i due innamorati Lindoro (Yari Molinari) e Rosina (Martina Tassotti), che divertono il pubblico con i loro duetti e le loro schermaglie amorose. Anche qui l’ensamble, da elemento di supporto meramente accessorio, come era nelle principali arie ballabili della tradizione operistica, assume un rango pari a quello dei danzatori solisti. Sei affascinanti coriste danzano con estrema precisione mettendo in luce, come nella prima opera, la pulizia delle linee che, però, questa volta restano più classiche. Anche i costumi, curati da Daniele Amenta e Yari Molinari, da mesti e austeri in “Cavalleria” si fanno colorati e divertenti nel “Barbiere”, si accorciano le gonne femminili rendendole più sbarazzine, dando un respiro i freschezza dopo l’impeto della tragedia.
Un buon esempio di trasposizione della lirica in danza che riconferma il suo successo, a distanza di quattro anni dal suo primo debutto. Un successo che auguriamo si ripresenti anche nella prossima tournée estiva in cui sarà impegnata la giovane compagnia romana.

Roberta Leo 07/05/2017

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