Questo sito utilizza cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione e rispetta la tua privacy in ottemperanza al Regolamento UE 2016/679 (GDPR)

                                                                                                             

“Crowds”. La folla danzante di Sarah Friedland a Leggere Strutture

Gli artisti del programma di formazione Art Factory International portano in scena “Crowds” un lavoro di Sarah Friedland. I giovani danzatori di Leggere Strutture, centro di formazione e ricerca coreutica bolognese diretto dal danzatore e coreografo Mattia Gandini, hanno avuto la possibilità di lavorare con la nota regista e coreografa americana laureata al dipartimento di cultura moderna e media della Brown University. I suoi lavori sono caratterizzati dalla continua interazione tra immagini e movimento. I suoi scatti narrativi e film sperimentali di danza sono stati proiettati in festival come il New Orleans Film Festival, Cucalorus, il Festival Internazionale del cinema di Santa Barbara, Anthology Film Archives, in dozzine di festival di screendance a livello internazionale e sono stati pubblicati su Channel Thirteen di PBS e su Vimeo come “Music Video We Love”. La sua coreografia è stata presentata a Dixon Plce WestFest Dance presso Martha Graham Studio, Gibney Dance, Triskelion Arts, Brooklyn Arts Exchange e Earthdance. Si tratta di un’opportunità preziosa per un pubblico aperto alla contemporaneità e pronto ad accogliere le nuove possibilità di evoluzione della danza e della sua contaminazione con le nuove tecniche multimediali. “Crowds” è, infatti, un'installazione multi-channel di video danza che indaga la coreografia e i movimenti caratteristici della folla.images

A muovere l’idea di questo progetto d’avanguardia è sicuramente il fatto che un danzatore riesce a danzare in qualsiasi luogo, anche fuori dalla sala di danza. Può ballare mentre fa colazione al mattino oppure mentre va al lavoro; o anche quando la notte dorme e sogna. Un vero artista è capace di vedere la sua arte ovunque e in chiunque. La mente di un ballerino è talmente impregnata della danza e dei suoi passi che questi ultimi trasmigrano dall’immaginario alla sua realtà quotidiana. La danza diviene una musa insostituibile, una presenza fisica costante. La sua concretezza s’incarna nel fornaio che impasta il pane nel forno, nel bambino che gioca a pallone, nella ragazza che prende il tram, nei fidanzati che litigano e poi fanno pace baciandosi sulle panchine. La danza è il tutto nel tutto. È perfino nell’aria, nei clacson nervosi del traffico, nel violino dello zingaro che suona in metropolitana per qualche spicciolo, nel vento che soffia negli alberi, nel gelato e nei croissants che gustano le signore nei cafè. La danza è democratica, appartiene a tutti. L’aveva detto Isadora Duncan, pionera della modern dance americana. Lo diceva anche Pina Bausch, regina del Tanztheater tedesco, con le sue silenziose sfilate di uomini e donne, danzatori e non. L’appartenenza della danza al tessuto culturale della collettività è ormai un concetto radicato nel nostro tempo, quello dei Millenial Generation nel quale grazie alla tecnologia nulla è impossibile.

 

“Crowds” sarà in scena a Bologna presso Art Factory International (Via della Casa Buia 4/A) domenica 17 dicembre alle ore 21 con aperitivo a partire dalle 20.30.

Roberta Leo
15/12/2017

Libro della settimana

Facebook

Formazione

Recensito su Twitter

Digital COM