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“Corpi sonori”: quando la danza vibra

“Corpi sonori” è un progetto di Leggere Strutture, centro culturale con sede a Bologna nato dieci anni fa con lo scopo di divulgare l’arte della danza. Il centro di formazione coreutica con la relativa compagnia è anche un importante punto di riferimento per la formazione professionale di giovani danzatori i quali, terminato il loro percorso di studi, trovano una collocazione lavorativa presso le più prestigiose compagnie nazionali e internazionali. Al termine del corso di perfezionamento proposto da Leggere Strutture, che può essere definito un vero e proprio "vivaio" della compagnia, gli allievi migliori prendono parte stabilmente alle produzioni della compagnia bolognese, entrando a tutti gli effetti nel mondo del professionismo. Nonostante la compagnia sia principalmente orientata alla danza contemporanea essa mostra una notevole apertura verso tutte le altre discipline performative e la loro reciproca interazione. Grande importanza viene anche data alle influenze derivanti dalle nuove tecnologie che si pongono in una più o meno stretta correlazione con la danza. Come ribadisce Mattia Gandini, direttore artistico e coreografo della compagnia, "il teatro è tutto" e questo concetto viene costantemente ribadito anche nelle sue creazioni.bologna2 La performance, andata in scena lo scorso 29 novembre, è il frutto di un accurato lavoro di ricerca e di sperimentazione del movimento connesso a varie forme di disabilità. Dopo un lavoro a stretto contatto con i non vedenti, i danzatori della compagnia bolognese hanno dirottato il proprio lavoro verso una nuova indagine dedicata ai non udenti. Non a caso ad ospitare la performance è il “Senza nome”, primo bar di Bologna gestito da non udenti. Nato nel 2012 come un vivace locale del centro storico e divenuto un importante centro di aggregazione sociale culturalmente molto attivo, il “Senza nome” presta spesso i suoi spazi a vari eventi performativi, ricavando tra i suoi tavolini di legno un piccolo palcoscenico sullo sfondo di muri scrostati e vissuti. Lucas Delfino e Cesar Arrayago sono i due danzatori di Leggere Strutture protagonisti di “Corpi sonori”. La coreografia comincia attraverso l’interazione tra il pubblico e uno dei due danzatori in scena. Toccando il corpo del performer lo spettatore provoca delle vibrazioni sonore, percepibili sul proprio corpo grazie anche a speciali sensori presenti nel locale. Da ciò seguono movimenti che, attraverso gli interpreti, danno corpo e forma concreta alla musica. Scivolando l’uno sull’altro attraverso un contatto costante, i due danzatori rendono il proprio corpo strumento musicale che racconta qualcosa attraverso differenti gradazioni sonore. Nonostante sia eseguita in uno spazio ridotto, la danza, che appare inizialmente frammentata nelle sue componenti, risulta amplificata dalle vibrazioni. Così come la musica. Sembra quasi che essa, pur nascendo in un’area geometrica, cubica, spigolosa, esploda e oltrepassi i limiti immaginari che la circoscrivono. Il lavoro coreografico è l’esempio di come le vibrazioni siano assolutamente parte integrante del movimento. Ogni gesto, ogni tremore, ogni passo viene "udito" attraverso una percezione che va oltre i sensi comuni attraverso una loro ipersensibilizzazione. "Corpi sonori" si rivolge alla sensibilità più intima del suo pubblico, comunica con esso attraverso qualsiasi senso e lascia percepire che a creare il suono non è che il danzatore stesso.

Roberta Leo

03/12/2017

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