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Visioni di danza

Al Vie Festival “BiT” di Maguy Marin: un’ipnosi di gesti e suoni, ripetizione della società?
Suoni stridenti, rumori elettronici, percussioni entrano nelle orecchie, pian piano crescono, si fa luce sul palcoscenico. Enormi lastre che sembrano d’acciaio, costituiscono la scenografia, su di esse i sei danzatori saliranno, si sdraieranno, si rotoleranno.È l’inizio di “BiT”, la nuova creazione di un mostro sacro della danza contemporanea mondiale, Maguy Marin, che circa dopo vent’anni torna a Bologna per Vie Festival. All’Arena del Sole un’occasione unica, per conoscere sia il nuovo lavoro della coreografa francese, andato in scena il 17 e 18 ottobre, sia il suo ormai storico spettacolo “May B”, accolto con un lungo applauso della platea il 20…
Al Romaeuropa Festival “Le mouvement de l’air” non sposta una foglia
Dopo lo spettacolo del 2013 “Hakanai”, Adrien Mondot (metà scienziato e metà giocoliere) e Claire Bardainne, (grafica esperta di scenografia digitale) meglio conosciuti come collettivo Adrien M/Claire B, tornano al Romaeuropa Festival con “Le mouvement de l’air”.Una scenografia digitale di immagini proiettate e fasci di luce sulle tre pareti di un parallelepipedo aperto costituiscono il terreno virtuale su cui Rémy Boissy, Farid-Ayelem Rahmouni, Maёlle Reymond, realizzano le loro danze.Un’ora e un quarto in cui la lotta tra reale e immaginario viene raccontata attraverso lampi luminosi, inseguimenti, contrasti con un intangibile attrito, rumori di tempesta e musica dal vivo, in un’atmosfera,…
"In girum imus nocte et consumimur igni": l’universo parallelo disegnato da Roberto Castello
Dark - Light: le uniche parole udibili per l’intera durata dello spettacolo, dettano lo status interiore ed esteriore di una scattosa, tormentata e frenetica danza. La musica batte un ritmo ipnotico in quattro quarti, per più di un’ora i sei danzatori vestiti di nero, si spostano in quadri di luce tra movimenti accelerati e stasi inquietanti.Di luce e buio è fatta l’esistenza di questi strani zombie che continuano a vivere lo spazio incessantemente, cercando forse un senso dell’esistere e proseguendo, in automatico, un percorso tracciato dal chiarore in porzioni di scena.Guidati da Roberto Castello, gli interpreti Elisa Capecchi, Alice Giuliani,…
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