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New York ha criminalizzato l’acquisto da parte di bot di biglietti per eventi e concerti

Centro e cuore dello spettacolo, New York è la città che si è prestata maggiormente alle pratiche di sfruttamento da parte dei bagarini nei confronti del pubblico sui biglietti di concerti e spettacoli.
Non è sempre detto infatti che ogni biglietto sia stato acquistato da un vero compratore, bensì da un bot. Tale sistema nasce dalla speculazione che vede la frustrazione di moltissima gente che non riesce ad acquistare un biglietto perché puntualmente è “tutto esaurito” e a costo di vedere il proprio cantante o gruppo preferito è disposta a sborsare cifre esorbitanti. Fu clamorosamente chiara la faccenda quando una volta per il concerto degli U2 al Madison Square Garden di NY un bot comprò più di mille biglietti in meno di un minuto.
N.B. I Bot sono programmi in grado di eseguire accessi e compiti e sono generati spesso allo scopo di interfacciarsi per automatizzare un compito che dovrebbe essere gestito da un essere umano, in modo da renderlo scalabile perché per un uomo sarebbe impossibile eseguirlo verso procedure ripetitive in breve tempo. Possono essere sfruttati nell’ambito dell’hackeraggio (botnet) per infiltrarsi, compromettere dati o rubarli. In questo specifico caso legato al bagarinaggio, la funzione del bot non è strettamente illegale per il compito che svolge, cioè quello dell’acquisto, lo è piuttosto il fine ultimo. In generale comunque l’uso dei bot non è quasi mai eticamente corretto.
Lo scopo qui, sarebbe stato ovviamente un aumento considerevole sul prezzo del biglietto da rivendere. Lo Stato di New York ha quindi dichiarato che tali pratiche saranno perseguibili penalmente tramite multe e addirittura il carcere.
Un’ indagine condotta dal procuratore generale Eric. T. Schneiderman ha fatto emergere questo diffusissimo problema. Biglietterie, punti vendita online e Società sotto osservazione hanno rivelato quanto rapidamente un bot riesca a comprare i posti migliori. I bagarini che sfruttano questi bot, rivendono poi i biglietti a cifre esorbitanti. Oltre questi è emerso quanto sia disturbante il comportamento di alcune agenzie che caricano di tasse i biglietti e, a volte, persino quello degli “addetti ai lavori”: è capitato infatti che molti biglietti - a volte fino alla metà dei posti - li abbiano riservati a se stessi.

Emanuela Platania 26/06/2016

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