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The Most Influential Brands 2018: è tutta hi-tech la top ten dei brand preferiti dagli italiani

Amazon, Google, Whatsapp. Questi sono i tre brand più influenti nella vita degli italiani, almeno stando a ciò che emerge dallo studio Ipsos, i cui risultati sono stati rivelati al pubblico durante l’evento a Base Milano, lo scorso 14 giugno.The Most Influential Brands 2

The Most Influential Brands è un’indagine internazionale sui marchi più influenti, ormai alla sua quinta edizione, che in Italia ha coinvolto un campione ponderato di 4552 intervistati. Il suo scopo è quello di capire quali marche abbiano un impatto più profondo sulla quotidianità delle persone, quanto possano modellare e imporre stili di vita alternativi, fino a che punto riescano a influenzare anche le scelte più minuscole. 

Definire e quantificare il concetto di “influenza” di un brand non è semplice. Ipsos lo ha fatto basandosi su cinque diversi parametri: Corporate Citizenship, ossia la capacità di un marchio di mostrarsi parte integrante della società, veicolando valori e non solo vendendo prodotti; Engagement, ossia la capacità di coinvolgere il consumatore, diventando un pezzo importante della sua vita anche fuori dal punto vendita; Leading Edge, quando il marchio si fa vettore di innovazione, anticipando le novità e guidando il rinnovamento; Presence, perché il marchio dev’essere attivamente presente, per poter influenzare le vite dei consumatori; Trustworthy, il marchio deve generare fiducia ed essere percepito come affidabile.

In base a queste cinque dimensioni dell’influenza, come le definisce lo studio Ipsos, nella top ten del 2018 non solo Amazon scalza Google dal primo posto – rivelandosi così il brand più influente in terra italica; ma soltanto uno dei dieci marchi più influenti non è né una società di servizi, né un brand hi-tech. Si tratta di IKEA: l’azienda svedese con la sua strategia comunicativa è riuscita a imporsi come un marchio “familiare”, indispensabile nella vita del cittadino medio persino più di un barattolo di Nutella (brand che occupa soltanto il dodicesimo posto).

I marchi del comparto alimentare continuano ad occupare comunque posizioni molto alte: Parmigiano Reggiano, Barilla, Grana Padano, Ferrero e Mulino Bianco si attestano tutti sopra la ventesima posizione. Molto più interessante, invece, è notare come PayPal con il suo quarto posto distanzi di molte posizioni tutti gli altri circuiti di pagamento: Visa è all’undicesimo posto, Mastercard al quattordicesimo, American Express addirittura al cinquantasettesimo. Anche in questo caso si scatenano riflessioni interessanti sul tipo di comunicazione pubblicitaria con cui questi marchi si sono fissati nella nostra memoria collettiva.

The Most Influential Brands 3Un’altra rivoluzione, che sta avvenendo in sordina oltre il ventesimo posto è quella delle piattaforme di visione e ascolto in streaming: Netflix e Spotify scalano la classifica, la prima di ben sessanta posizioni rispetto allo studio del 2017, la seconda di quasi trenta. Sono il sintomo di una tendenza, che si va sempre più assestando, a preferire quei brand che sappiano offrire un’esperienza “cucita su misura” sulle esigenze del cliente. E cosa c’è di più personale della possibilità di costruire un proprio palinsesto televisivo o radiofonico, negli orari più vari della giornata? Dall’altro lato, anche la presenza di alcune piattaforme di acquisto di beni e servizi online (spicca Zalando al ventinovesimo posto, Booking.com all’undicesimo e il primo posto di Amazon, ovviamente) rafforza l’idea che rapidità nell’ottenere un servizio e alta personalizzazione di quest’ultimo siano due delle caratteristiche più cercate e apprezzate dai consumatori.

 Lo studio Ipsos, però, si occupa anche di mostrare come e quanto le preferenze cambino a seconda della generazione di appartenenza. Così si può notare l’amplissimo divario fra gli esponenti della Gen Z (15-22 anni) e i Baby Boomers (53-71 anni): nella top ten dei primi non compare alcun servizio di pagamento online ma fanno il loro ingresso prepotente Instagram e YouTube; i secondi sono invece molto più interessati al comparto alimentare (vedi alla voce Grana Padano e Parmigiano Reggiano). Importante, però, è anche la trasversalità di altri marchi: l’onnipresente triade Amazon-Google-Whatsapp, Facebook, Microsoft e Samsung. Comunicare, acquistare e fare ricerche con rapidità sono insomma i tre pilastri cardine della vita di ognuno di noi, non importa l’età.

Ancor più, però, The Most Influential Brands dimostra un dato di fatto, ben evidenziato dalle parole dell’Amministratore Delegato Ipsos, Nicola Neri: “i brand contenitori che propongono un’ampia libertà di scelta in cui ognuno può trovare il suo servizio/prodotto personalizzato stanno diventando i nuovi punti di riferimenti in ogni nostra azione quotidiana. Le strategie di marketing e comunicazione vincenti non possono prescindere dal porsi interrogativi sull’identità di marca e soprattutto su come creare engagement ed empatia con il target di riferimento”.

Di Ilaria Vigorito, 20/06/2018

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