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“Onirica”: Vittoria Regina e l’eco dei sogni

Dal sogno all’obiettivo, le visioni di “Onirica”, della fotografa e modella Vittoria Regina, inaugurano il quarto appuntamento di VISIONAREA, progetto a cura dell’artista Matteo Basilé e dall’Associazione Amici dell’Auditorium Conciliazione, ospitato, fino al 2 maggio, nelle sale del Visionarea Art Space di Via della Conciliazione.
Nata a Roma e vissuta tra Bruxelles e Milano, Vittoria Regina coltiva sin da giovanissima la passione per la fotografia, ponendo di fronte alla macchina se stessa e il suo corpo come punto focale del proprio studio: “Sono protagonista e artefice dei miei lavori e questa ricerca sull’autoritratto assume punte anche di ossessione pittorica”. Uno stile, quello di Vittoria, austero ma che allo stesso tempo tocca apici di barocchismo pittorico, appunto, con continui richiami all’arte fiamminga, alle figure rinascimentali, ai riverberi caravaggeschi, sino al surrealismo di Frida Kahlo, con l’inserimento di elementi di grafica digitale. “I rimandi nelle mie foto appartengono all’immaginario collettivo. Il mio lavoro scaturisce da una voce che nasce dall’interno: non a caso ho scelto il nome Onirica perché le visioni che vedete di fronte a voi nascono proprio dai miei sogni”.
Le foto di Vittoria Regina scaturiscono dunque dal percorso interiore dell’artista, indagando temi quali la solitudine, il mito e il viaggio, studiando attentamente ogni dettaglio, dalla costruzione del set, alle luci, ai costumi e scattando le foto in prima persona, senza l’ausilio di assistenti. La fotografa lavora sulla propria figura come su una tela vergine, sulla quale imprimere le proprie visioni notturne, attraversate da una sottile linea di dolore, come la lacrima di miele ambrato di “Fascinating #1”, in cui si condensano l’incertezza e lo sgomento che i sogni lasciano come eco del nostro inconscio.
Interessante la scelta, per le foto esposte, della stampa diretta su plexiglass: “Mi attraeva l’idea di riportare le mie visioni su una superficie cristallina e il contrasto tra l’immagine così severa dei miei soggetti con un materiale tanto moderno. Uno sguardo che dal passato guarda al contemporaneo”.
A rompere (senza distruggere) la poetica visionaria delle foto dell’artista, quattro ritratti in bianco e nero, stampati a getto d’inchiostro questa volta, che ritraggono la fotografa come una candida Audrey Hepburn. Non solo un omaggio cinematografico: “Sono ispirate alle foto che le vennero scattate sul set di Sabrina. Mi colpì moltissimo questa immagine così semplice che nello stesso tempo era una trasfigurazione di quanto lei fosse vera. Non era più solo l’attrice, ma era lei: Audrey Hepburn, così fragile. Un tema, questo della fragilità, che come donna mi tocca particolarmente”.
“Onirica” è un piccolo viaggio alla ricerca dell’identità attraverso la trasfigurazione. Vittoria Regina trova nella macchina fotografica il mezzo con cui tradurre nella realtà un mondo che sfugge alla quotidianità, che si affranca dall’abitudine e dal tempo: il suo mondo dei sogni.

Federica Nastasia 06/03/2016