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"MIRò! Sogno e colore": a Bologna la mostra del genio spagnolo

Dopo Escher e Brueghel Palazzo Albergati e Artemisia Gruop celebrano un altro importante artista della scena europea: Joan Mirò. Nel cuore di Bologna ha infatti preso vita, l'11 aprile, la mostra "MIRò! Sogno e colore" che vede esposte 130 opere dell'artista catalano.
Provengono dalla Fondazione Pilar i Joan Miró di Maiorca, custode più di 5000 opere per volere dello stesso pittore, e rimarranno a Bologna fino al 17 settembre.
La mostra è articolata su due diversi piani del palazzo e coinvolge il pubblico in una vera e propria ascesa all'interno del pensiero e nell'intimità di Mirò.
Era il 1901, all'età di otto anni, quando il giovane Joan si avvicinò alla pittura e il 1956 quando si stabilì definitivamente a Palma di Maiorca. È attraverso oli, litografie, sculture e illustrazioni che la mostra Mirò! Sogno e colore racconta la profonda unione a una terra molto più che ispiratrice.
Il percorso artistico di Mirò lo vide confrontarsi e dialogare con altri grandi artisti del Novecento (come Picasso) e cercare la propria strada anche oltre i confini europei. L'irrazionalità del dadaismo, il mondo onirico del surrealismo, l'urgenza dell'espressionismo si accendono e si rinnovano nei tratti e nei segni che questo selvatico artistica ha lasciato su tele, stampe e terre cotte.
Il percorso pensato dai curatori permette al visitatore di immergersi veramente nella mentalità eccentrica di Mirò, grazie anche alla proiezione di alcuni estratti di “Teatro dei Sogni”, lungometraggio in cui Roland Penrose intervista e racconta l'amico pittore, già stabile a Maiorca.
"MIRò! Sogno e colore" ha l'onore di poter portare in Italia un cospicuo numero di originali di Joan Mirò e l'onere, magistralmente assolto, di rendere intelligibile il suo messaggio.

Elena Pelloni

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