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"Invisible Light": lo sguardo di Sheila McKinnon sugli ultimi della terra

Le società più povere sono quelle che maggiormente soffrono”.

Nella splendida cornice della Sala del Cenacolo del Complesso di Vicolo Valdina, si è svolta il 14 febbraio la presentazione della mostra fotografica di Sheila McKinnon, Invisible Light”.
Da sempre attenta alla realtà della nostra società, in questo caso la fotografa canadese punta il suo obiettivo su due argomenti molto caldi nel panorama attuale: i cambiamenti climatici e come questi influenzino soprattutto i paesi più poveri della terra, Yemen, Nepal, Etiopia e Vietnam.
Le foto che compongono l’esposizione vanno comunque oltre, ad essere messe in primo piano sono tutte quelle donne e ragazze che subiscono più di altri le condizioni estreme in cui versa il nostro pianeta. 
Come spiegato da lei stessa, “un’immagine può dire più di cento parole”, così i suoi scatti pongono il pubblico davanti a rappresentazioni di donne del sud del mondo intente nei loro lavori abituali, ma inserite in un contesto di desolazione che non lascia spazio a speranze.1
Scopo della mostra fotografica è chiaramente quello di coinvolgere lo spettatore in una discussione ancora troppo marginale e poco sentita dai governi mondiali, basti pensare alle attuali politiche ecologiche del governo Trump. Le immagini sorprendono soprattutto per le scelte cromatiche, quasi tutti hanno colori saturi, a voler sottolineare in maniera estrema l’incongruenza di una situazione tanto triste.
Una rassegna spinta da un forte attivismo politico, per muovere le coscienze del pubblico e dei poteri forti ad affrontare una volta per tutti questi problemi in maniera più decisa e come una priorità da non trascurare.
Nelle sue fotografie è presente ancora la bellezza del nostro pianeta, ma è altrettanto palese come questo si stia man mano perdendo e che insistendo a sottovalutare il cambiamento climatico, tutto ciò che ci è stato lasciato verrà irrimediabilmente perso.
Molti paesi si stanno muovendo, novantasette stati sono d’accordo e si stanno impegnando a partecipare attivamente a invertire il problema. Ma è ancora poco.
La mostra di Sheila McKinnon deve essere da stimolo per ogni singolo individuo a rendersi conto che, i cambiamenti climatici sono una tra le prime sfide da combattere e che la tanto decantata partecipazione attiva deve partire proprio da questi argomenti. 

Marco Baldari 15/02/2018

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