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La vita di Caravaggio illustrata da Milo Manara in mostra ad Arezzo con nuove attribuzioni

Sembra impossibile che una città d’arte di provincia possa scommettere sull’originalità e sull’arte del fumetto. Eppure può succedere. Con la mostra “Milo Manara biografo di Caravaggio”, Arezzo, ridente città capoluogo della Toscana, si rivela capace di allestire un percorso culturale innovativo principalmente dedicato al fumetto - certo di grandissima caratura come quello di Manara. 

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E lo fa attraverso una mostra che vanta la curatela del critico Claudio Strinati, assieme a Claudio Curcio. Un evento voluto fortemente dall’amministrazione comunale aretina e coordinato dal comitato scientifico della Fondazione Guido d’Arezzo, guidato dall’architetto Riccardo Barbetti e dalla storica dell’arte Francesca Chieli. Ma c’è di più della lungimirante scommessa di mettere il fumetto biografico di Manara al centro di una mostra, alle tavole disegnate sono infatti affiancate altre storie, quelle dei biografi più vicini (temporalmente) a Michelangelo Merisi e due tele di pregio: una è La disputa di Cristo tra i dottori del Tempio di Bartolomeo Manfredi (primo seguace e stretto amico di Caravaggio) che proviene direttamente dagli Uffizi; l’altra è lo “pseudo” ritratto di Marcello Provenzale, finora attribuito a Ottavio Leoni, concesso dalla Galleria Borghese di Roma. E qui Strinati ha messo il cuore di questa mostra, il cui intento è svelare le relazioni che ruotano attorno a Caravaggio, Manfredi e lo stesso Manara. Quest’ultimo ha il merito di aver fornito un ritratto vivo e onesto della vita del Caravaggio, raccogliendo frammenti di una vita ricostruita rispolverando documenti e cambiali, che parlano del forte rapporto di amicizia con Manfrendi

A partire da questo, Strinati ipotizza con forza che la tela custodita nel deposito della Galleria Borghese sia opera dello stesso Caravaggio (gli occhi dell’uomo ritratto non lascerebbero dubbio sulla mano del suo autore) e si tratterebbe non di Provenzale, bensì del fedele amico di Merisi, lo stesso Bartolomeo Manfredi. La mostra sembra quindi chiudere un cerchio. In cui un biografo contemporaneo di Caravaggio è capace di gettare luce sul passato del pittore. 

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Ma sarà una futura disputa tra critici a decretare la bontà delle autorevoli ipotesi di Claudio Strinati.

20181012 123133 minE non basta. La graphic novel di Manara è edita solo per la prima parte, La tavolozza e la spada, ma ad Arezzo sarà possibile vedere, in assoluta anteprima, il secondo volume, atteso per l’inizio del 2019, dal titolo La Grazia.Una mostra insomma tutta da gustare, che sarà capace di attrarre anche i più giovani riportandoli alla scoperta del genio di Caravaggio, sempre avvol

“Finalmente si parla di Caravaggio non in modo omologato, inoltre la probabile attribuzione offerta da Strinati impreziosisce ulteriormente la mostra – afferma Francesca Chieli del coordinamento scientifico della Fondazione Guido d’Arezzo – il nostro allestimento vuole essere soprattutto un contributo alla ricerca”. La mostra-evento, sarà visitabile dal 13 ottobre al 9 gennaio (orario 10-18, giorno di chiusura lunedì) nei locali della galleria di arte moderna e contemporanea di Arezzo. Che si trova in piazza San Francesco, praticamente adiacente ad una delle pietre miliari dell’arte, qual è il ciclo della vera croce di Piero della Francesca. Un ulteriore modo di mettere l’arte in dialogo, come già riesce allo spirito di questa peculiare esposizione.to dal mistero. Il mistero del mondo fatto di affetti e di amici che lui stesso si era costruito, preferendo la verità della gente della strada all’aurea delle alte istituzioni.

Ilaria Vanni 13/17/2018

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