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"EXCERPTⒶ" alla Galleria Nazionale di Roma, ovvero come eravamo e come siamo di Enrico Corte e Andrea Nurcis

Tra le mission impossible del mondo della cultura certamente degna di nota è la crociata di Cristiana Collu. Sarda, classe 1969, dal 2015 direttrice della Galleria Nazionale (Gnam per i Romani), ha dato nuova vita al museo di arte contemporanea con un innesto di luce e gioia, prerequisiti reputati - a ragione - indispensabili per una piena fruizione sensoriale ed emotiva delle esperienze artistiche ospitate nel museo. E non solo.
Martedì 6 febbraio ha avuto luogo l'incontro-conversazione con gli artisti Enrico Corte e Andrea Nurcis e con Gianluca Marziani, curatore della loro ultima mostra "EXCERPTA". Resterebbe, però, invariabilmente deluso chi cercasse alla Gnam un saggio del loro lavoro. Non sono qui, infatti, i "passi scelti" del cammino artistico del duo - questo il significato della parola latina eletta a titolo e che al suo interno racchiude curiosamente le lettere che compongono la parola arte. È lungo i 7000 m2 del settecentesco Palazzo Collicola di Spoleto che, dal 16 dicembre 2017 al 18 marzo 2018, sono esposte le opere di Corte e Nurcis da loro selezionate di persona personalmente per un'antologia sui generis che di 37 anni di onorata carriera estrapola opere singole o di collaborazione. Enrico Corte e Andrea Nurcis, sardi GNAM Excerpta foto2 in salaclasse 1963 e 1962, sono due rette parallele che si incontrano periodicamente, tendono a infinito ma hanno punti di criticità su cui ragionano insieme - artisticamente parlando - dal 1981. Rifuggono con decisione l'etichetta di eclettismo. A sostegno del rifiuto, di cui si fa portavoce Corte, è addotta una costante esigenza di applicare tecniche e linguaggi diversi a tematiche diverse, da cui le incursioni compiute, in duetto o in assolo, nei regni del fumetto, del video, dei tatuaggi. Lo conferma il curatore, Marziani, che segue da anni l'evoluzione della coppia: parla di "un'impossibilità di incasellamento" dovuta all'inesausto work in progress di chi sperimenta e si mette in gioco con una sensibilità profetica per i temi e i fenomeni socioculturali.
Sono gli stessi artisti a presentare, a Roma, le opere esposte a Spoleto tramite la voce di Enrico, il più estroverso e audience-friendly della coppia. Particolare peso specifico viene assegnato alla chiavetta USB in cera che apre il percorso di mostra, realizzata attraverso il riciclo del materiale impiegato in occasione della prima collettiva nell'orto botanico della nativa Cagliari. Seguono esempi dell'attività individuale. Corte considera l'arte come un campo di ricerca sulle potenzialità del linguaggio e come strumento di analisi sociologica: ecco spiegati, tra gli altri, la matita bianca munita di mina d'osso umano (a significare l'importanza dell'introspezione nella progettualità del sé?) e un ideale dittico di ritratti a confronto di Padre Pio e Chantal Sébire (chiaramente legati al tema della santità e dell'eutanasia). Il più schivo e sciamanico Nurcis, invece, parla la lingua dell'antropologia e spiega il rituale che ripete ogni notte: armato di una semplice bic nera, disegna fino all'esaurimento dell'inchiostro, sangue sacrificale e metafora del rinnovarsi ed esaurirsi dell'ispirazione artistica. Nella costanza e nella serialità del gesto scorge una disciplina e un rigore dell'arte. E questo basta a presentare Andrea come creatore e creato artistico.
Nell'intenzione di Collu e Marziani di creare una rete di musei in dialogo tra loro e permeabili a reciproche influenze, nasce il paradosso maggiore di "Excerpta". Combinato disposto di idee e prodotti grafici, audiovisivi, scultorei inclassificabili per statuto ontologico, "EXCERPTA" si articola come paradossale retrospettiva in vita, l'incontro alla Gnam come conversazione a una sola direzione, l'esperienza artistica come immaginata in absentia. O a distanza. Una tele-conversazione che sfrutta la tecnologia di un videoproiettore e la vis affabulatoria dei relatori, meno l'aura impalpabile dell'opera d'arte. "Tiene in sé la pittura forza divina non solo quanto si dice dell'amicizia, quale fa gli uomini assenti essere presenti", si legge nel "De Pictura". Ebbene, da Leon Battista Alberti a Walter Benjamin, dal Manzanarre al Reno, nell'eterna lotta alla sopravvivenza è la riproducibilità dell'immagine ad aggiudicarsi l'oro.

Alessandra Pratesi 13/02/2018

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