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Contemporary Cluster #07: tre diverse declinazioni del mondo artistico contemporaneo

Da qualche mese la nuova sede di "Contemporary Cluster", progetto artistico del gallerista romano Giacomo Guidi, è Palazzo Cavallerini Lazzoroni, splendido edificio seicentesco nel cuore di Roma. Lo spazio, dedicato alle nuove tendenze dell'arte contemporanea, dal 3 marzo fino al 1 maggio 2018 accoglie tre percorsi artistici all'insegna dell'innovazione, della trasgressione e della sperimentazione: "VCTRX", "Malcøm X", "Ecdisi". Queste tre mostre compongono il settimo capitolo del progetto: Contemporary Cluster #07.
All'ultimo piano del Palazzo, le opere neofuturistiche dai colori fluo di J. Demsky - celebre street artist spagnolo - creano un interessante contrasto con i sontuosi affreschi barocchi che decorano il soffitto. E' un J.Demsky 1.jpgcostante gioco di contrapposizioni a dominare in "VCTRX", prima mostra personale in Italia dell'artista, realizzata in collaborazione con DRAGO Publisher. Nell'universo creativo di J.Demsky convivono ordine e caos, forme geometriche e forme irregolari, staticità e dinamismo. Le opere esposte - undici pannelli in alluminio smaltato e sei sculture - sono il risultato dell'incontro tra street art messicana e arte urbana romana. Se la prima ha fortemente influenzato i lavori di J.Demsky, l'arte urbana capitolina è invece legata al curatore della mostra: Dylan Thomas Cerulli, in arte Dark Pyrex, membro del gruppo musicale Trap "Dark Polo Gang".
Lo street artist, che ha iniziato ad usare la bomboletta spray negli anni 90', nell'ultimo decennio - sperimentando nuove tecniche, supporti e materiali - è riuscito a far arrivare la sua arte dalla strada alle gallerie. Questa volta è "Contemporary Cluster #07" ad ospitare la sua "VCTRX" (nome ispirato alla fortezza legionaria romana "Deva Victrix"), un'esposizione fluorescente in grado di catturare immediatamente lo sguardo del visitatore.

28821758_10215780150077422_1587254314_o.jpg"Malcøm X", percorso artistico incentrato sulla trasgressione, si trova al primo piano dell'edificio. La mostra, curata da Giacomo Guidi e Paulo von Vacano, comprende alcune fotografie selezionate dall'archivio personale del porno attore Francesco Malcom. Gli scatti raccontano le atmosfere dei set e dei backstage del cinema porno tra la fine degli anni 80' e i primi anni 2000. Un breve reportage fotografico sulla carriera dell'attore hard dal fascino efebico, porta lo spettatore all'interno di un mondo parallelo.
Quello che invece propone Erica Curci nel suo progetto "Ecdisi", è un viaggio all'interno del mondo della Bioarte. Il nome scelto per la mostra non è casuale: l'ecdisi, in biologia è il processo di perdita e di riformazione dello strato superficiale dei tessuti di rivestimento di un organismo che si verifica in vari gruppi di animali. La sua ricerca è incentrata sulla pelle - lo strato più esterno del corpo umano e animale - e sulla sua relazione con i capi d'abbigliamento.Erica Curci.jpg La giovane artista ha creato degli indumenti servendosi di sostanze di origine vegetale; lo scopo era quello di renderli il più possibile simili all'epidermide. L'abito viene considerato non più come semplice oggetto usato per coprire il corpo, ma come una sorta di seconda pelle. In "Ecdisi" di Erica Curci, arte e scienza si fondono: la creazione artistica parte dalle colture batteriche e dalla bio-sperimentazione.
Contemporary Cluster #07 presenta agli spettatori tre espressioni artistiche contemporanee all'interno di un'insolita location. È un edificio costriuto nel XVII secolo ad accogliere Street art, fotografie di set pornografici, Bioarte. Un luogo in cui oltre alle opere d'arte c'è spazio anche per la moda, i profumi, le riviste e il design.

Chiara D'Andrea 08/03/2018

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