Questo sito utilizza cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione e rispetta la tua privacy in ottemperanza al Regolamento UE 2016/679 (GDPR)

                                                                                                             

CoBrA – il serpente del dopoguerra che ha fatto il giro d'Europa

Introdotta dal presidente della Fondazione Roma, Emmanuele Francesco Maria Emanuele, l'esposizione viene presentata con le definizioni d'identità stilistica del gruppo Co.Br.A:
“Riluttanza dalla razionalità dell'astrattismo geometrico, dalla retorica del realismo socialista, dal modernismo formalista degli artisti post-cubisti” e infine “dall' «astrazione lirica» della scena artistica parigina. “Quando sono entrata a vedere la mostra mi sono accorta che la descrizione di un'esposizione di pezzi d'arte del genere, ai giorni nostri, risulta proibitiva per molti, perché questo tipo di influenze europee che partono dall'imminente dopoguerra fino alle Neoavanguardie degli anni Settanta, vengono spesso etichettate in termini comprensibili esclusivamente agli “addetti al settore”.Se si evitassero le incognite di fronte a certe parole che ruotano attorno a se stesse - spiegando prima il significato genuino che porta in sé una corrente artistica - si potrebbe arrivare a capire, persino a saper utilizzare, certe espressioni. Infatti spesso si cade nel tranello dell'oblìo o dell'ambiguità di certe manifestazioni guizzanti della storia europea.
Molti probabilmente non sanno che alla fine degli anni Quaranta, a ridosso di una lenta e faticosa ripresa umana dopo la seconda guerra, un gruppo di giovani artisti già scalpitava attorno a un pensiero che prende forma da una riflessione critica sull'arte tutt'altro che banale. Il gruppo Co.Br.A., prende nome dalle iniziali della città da cui provengono i vari componenti (Copenaghen, Bruxelles, Amsterdam) e aveva già capito che la disputa nell'ambiente artistico che tergiversava tra “figurazione” e “astrazione” doveva arrivare a delle conclusioni. Insomma stiamo parlando di chi da un lato rappresenta una rigidità verso un'astrazione che si riversa in campo artistico in linee e forme geometriche, concepite a ridosso del pensiero detto appunto “strutturale” (quindi artisti che vanno da Malevič a Mondrian) e dall'altro c'è il pensiero legato alla forma, quello che aveva un legame forte con la figuratività di ciò che viene dipinto sulla tela, il Cubismo ne è un esempio, anch'esso, secondo me, purtroppo poco compreso. Arrivati a questo punto, in più avendo il Surrealismo alle spalle (da cui molti di loro erano influenzati inizialmente), il gruppo decide di partire da un “grado zero” del segno. Un percorso a ritroso che però viene reso significativo, da tutto il bagaglio che aveva effettivamente saturato i canali artistici. Se ci pensiamo è ricorrente nella storia dell'arte e della civiltà l'azzeramento ricorsivo. Sappiamo bene che ogni fase percepisce una sua evoluzione e involuzione. La spontaneità dell'azione, l'automatismo grafico e un voluto ritorno al primitivo, sono quindi gli ingredienti che danno come risultato magmatiche e primordiali tele. Tutto questo si rispecchia attraverso diverse sfumature in ogni artista: dalla corposità densa del colore resa tangibile sulle tele di Karel Appel, all'iconografia preapocalittica nelle stilizzazioni di Lucebert, fino ad una riflessione sul gesto e sull'impronta del mezzo/pennello messa a punto da Gӧtz. Le sculture, le cui scanalature lasciano scoperti i morsi dello scalpello, rendono il lavoro di Heerup sospeso a metà tra l'idea dell'incompletezza e quella di un'iconografia primordiale, mitologica e folkoristica.
Il rifiuto di uno stile diventa simbolico non solo nella prassi ideologica del gruppo, ma anche in quella politica.
L'8 novembre 1948 Asger Jorn, Karel Appel, Constant, Corneille, Christian Dotremont e Joseph Noiret, riuniti attorno a un tavolo del caffè dell'Hotel Notre-Dame decidono di instaurare la prima avanguardia internazionale del secondo dopoguerra. La fondazione del gruppo Co.Br.A. se non ha avuto un seguito apparentemente pregnante nel percorso storico-artistico è stato perché ha gettato le basi di molta critica nei confronti di un'arte imborghesita dal sistema capitalista. Quello che non a caso succede in maniera manifesta e prorompente all'interno delle Neoavanguardie degli anni Settanta è imprescindibile da queste prime manifestazioni europee, di cui purtroppo si parla poco. Assieme al gruppo MIBI (movimento internazionale per una Bauhaus immaginista), all'Internazionale Lettrista, il gruppo Reflex, il gruppo Høst e il movimento nucleare italiano, il gruppo Co.Br.A. raccolse intellettuali, artisti e filosofi provenienti da tutta l'Europa smuovendo radicalmente il terreno ideologico dell'arte e della politica.
Distanti ormai anni luce da un pensiero critico ed ermetico, dovremmo riconsiderare quelle manifestazioni che in maniera lungimirante andavano ad intaccare le fondamenta della critica capitalista che andava verso la strumentalizzazione dell'arte. Sarà poi l'Internazionale Situazionista, nel 1957, a far convergere tutte queste idee raccogliendone i rispettivi esponenti e manifestando dichiaratamente queste posizioni sull'arte, la filosofia e la politica.
La mostra in esposizione fino al 3 aprile al Palazzo Cipolla dove risiede la Fondazione Roma Museo, espone una selezione accurata di150 opere provenienti dalla Die Gallerie di Francoforte, lo Stedelijk Museum di Amsterdam, il Cobra Museum di Amstelveen, Il Centre Pompidou di Parigi e molte altre fondazioni, sotto l'eccellente curatela di Damiano Femfert e Francesco Poli.

Emanuela G. Platania 03/03/2016

Opere, nell'ordine:
Carl Henning Pedersen Venezia ofrer til havet (Venezia fa un sacrificio al mare), 1950 Olio su tela 208 x 158 cm
Carl-Henning Pedersen & Else Alfelts Museum, Herning
© Carl Henning Pedersen by SIAE 2015

Henry Heerup Ezel met mand (Asino con cesto), 1950 Scultura in arenaria 30,5 x 33,5 x 19,5 cm
Collection Cobra Museum of Modern Art, Amstelveen Purchased with the support of the BankGiro Loterij
© Henry Heerup by SIAE 201

Karel Appel Begging Children (Bambini che elemosinano), 1948 Olio su tela 70 x 104 cm
DIE GALERIE, Frankfurt am Main
© Karel Appel Foundation by SIAE 2015 per Karel Appel

Karl Otto Götz Stördö 8.11.1957, 1957 Tecnica mista su tela 145 x 175 cm
DIE GALERIE Frankfurt am Main
© Karl Otto Götz by SIAE 2015

Libro della settimana

Facebook

Formazione

Recensito su Twitter

Digital COM