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Cinquant’anni di romanzi a fumetti - e di fumetti romanzati - in mostra a Roma

“Sono un autore di letteratura disegnata: disegno la mia scrittura e scrivo i miei disegni” diceva Hugo Pratt. È proprio con questo spirito che è stata allestita la mostra “Fumetto italiano. Cinquant’anni di romanzi disegnati” al Museo di Roma in Trastevere.
Quaranta fumetti scelti per raccontare cinquant'anni di storia della nona arte in Italia. Un progetto ambizioso, una scelta ardua, affrontata con la volontà di celebrare il percorso fatto nell'ultimo mezzo secolo da autori che hanno sia scritto che disegnato le proprie opere, senza dare troppa importanza al formato ma piuttosto alla potenza e coerenza narrativa delle stesse.
Una panoramica costruita su quaranta opere meritevoli a tutti gli effetti di essere chiamate romanzi, grafici o illustrati che siano apparsi inizialmente su settimanali, almanacchi, riviste da edicola, e successivamente editi direttamente in volume unico. Un percorso appassionato attraverso il Museo che parte dal 1967, anno della prima pubblicazione di “Una Ballata del Mare Salato”, capolavoro proprio di Pratt che presenta il suo personaggio (poi divenuto icona) Corto Maltese, considerato dai critici europei il primo vero romanzo a fumetti; per arrivare all'appassionata autobiografia familiare di Zerocalcare intitolata “Dimentica il mio nome”, tra i finalisti del Premio Strega 2015. Senza dimenticare un esclusivo inedito di GIPI intitolato “Walker”.
I curatori della Mostra, la cui scelta è ricaduta su autori “completi” (ovvero sia scrittori che disegnatori) e decisivi nell'aver instaurato o modificato sostanzialmente un genere, hanno optato tra gli altri per la “Valentina” di Crepax, “Sheraz-De” di Sergio Toppi ispirato da “Le mille e una notte”, “Le Straordinarie avventure di Pentothal” di Andrea Pazienza tra il politico e lo storico, “Lo Sconosciuto” di Magnus, “Fuochi” di Lorenzo Mattotti, “Max Fridman” di Vittorio Giardino, “Cinquemila chilometri al secondo” di Manuele Fior, l'opera di Altan, creatore della celebre Pimpa, le linee sinuose di Milo Manara, l'infanzia a fumetti di Kurt Cobain raccontata da Tuono Pettinato, il campione Carnera narrato da Davide Toffolo, il “Rat-Man” alter ego di Leo Ortolani.
È interessante notare come possibili fili conduttori delle opere qui esposte siano da un lato l'aspetto crime-investigativo di molte storie selezionate, che evidentemente ancora oggi appassiona il grande pubblico, e dall'altro quello autobiografico, a vari livelli, degli autori che decidono quindi di mettere in gioco se stessi e di mettersi a nudo per il lettore, ottenendo una maggiore immedesimazione da parte di quest'ultimo.
“Fumetto italiano. Cinquant’anni di romanzi disegnati” celebra la magia del linguaggio delle vignette, che possiedono una sinergia unica fra parola e immagine e sono capaci di catturare l'attenzione del lettore/visitatore e non mollarlo più fino all'epilogo finale. Si passa tra le circa 300 tavole originali esposte, affiancate da una breve presentazione dell'opera in questione e del suo autore, dal romanzo a puntate all'odierna graphic novel, da storie d'azione a quelle satiriche, da adattamenti di classici della letteratura a confronti psicologici. Si attraversano generi diversi, senza una scala di importanza, se non quella del fumetto stesso: le opere così variegate risultano però, grazie all'attento percorso espositivo, esse stesse dei capitoli di un romanzo in divenire, un avvincente racconto da seguire dall'inizio alla fine, confidando in un seguito altrettanto appassionato (ce lo auguriamo e invitiamo gli organizzatori della Mostra a pensarci).
Accompagna l'esposizione un catalogo edito da Skira acquistabile al bookshop che contiene anche dei saggi sull'argomento e gli incipit, composti dalle prime cinque pagine in bianco/nero e a colori, di tutti i romanzi disegnati trattati. La Mostra è visitabile dal 27 febbraio al 24 aprile 2016. Per maggiori informazioni: www.romanzidisegnati.it; www.museodiromaintrastevere.it 

Mostra visitata il: 08/03/2016

Federico Vascotto 12/03/2016

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