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Roma: alla GNAM c’è “I is an Other / Be the Other”: in mostra il rapporto tra arte africana e alterità

“Je est un autre” è l’espressione enigmatica con la quale Arthur Rimbaud definì la sua concezione della creazione artistica. Per il poeta francese l’artista ha bisogno di percepire se stesso come un altro. E’ questo il tema portante della mostra in scena alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea: “I is an Other / Be the Other” (Io è un altro / Essere l’altro). Il curatore dell’esposizione Simon Njami ha selezionato le opere di 17 artisti contemporanei di origine africana ma di formazione e ispirazione internazionale. La mostra comprende 34 opere - fotografie, sculture, dipinti, istallazioni - in cui viene esaminata la relazione con l'altro. Un percorso espositivo nel quale ogni artista racconta la sua personale ricerca dell'alterità, permettendo al visitatore di confrontarsi con punti di vista diversi. Njami - 29425106 1711570252215423 5440950538638196736 oscrittore, critico d’arte e curatore del primo padiglione africano alla 52/a Biennale di Venezia - è partito dalla convinzione che l’incontro con l’altro sia necessario per riuscire a conoscersi. “Il primo motore della tua esistenza - ha affermato - quello che ti fa uscire dalla tua caverna per spingerti oltre, oltre ciò che hai già visto, oltre ciò che già sai, è il bisogno di un altro. In ogni caso, favorevole o contrario, solo un altro ti permette di costruirti”. 

Nella mostra sono presenti le maestose e abbaglianti sculture di Nick Cave (omonimo del musicista rock), “Soundsuits”. Si tratta di opere che l’artista cominciò a realizzare nel 1992, nelle quali la moda e l’arte si fondono. Bili Bjoca ha invece deciso di raffigurare il Paradiso, il Purgatorio e l’Inferno. Maurice Pefura ha creato un’installazione dal titolo “The silent way”, ispirata alla Divina Commedia; l’opera comprende un labirinto costituito da grandi tele appese al cui interno sono trascritti i versi del Paradiso dantesco e una scultura raffigurante Beatrice. L’artista franco-camerunense Beya Gille Gacha ha realizzato il busto senza testa di una Venere, decorato con delle perline e rappresentante di un mito che contiene tutti i miti. Queste sono solo alcune delle opere che costituiscono l’esposizione: “I is an Other / Be the Other”, che sarà possibile visitare fino al 24 giugno alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea. Una mostra Cristiana Collu, direttrice del museo, ha definito come la più importante della stagione poiché incentrata su un tema di estrema attualità.

Chiara D’Andrea  09/04/2018

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