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Sentieri dell'arte

Tra marmo e ruggine: gli Androidèi di Pixelpancho
Ospitata nella piccola e suggestiva Galleria Varsi, situata nel cuore di Roma, la mostra di Pixelpancho ci svela il mondo di un artista che, per il ruolo artistico che assume, indugia velatamente ad un tradizionalismo di genere con questo tipo di esibizione. Classe '84, di origini torinesi e con una formazione che lo ha spinto in terra spagnola, Pixelpancho affermatosi nel mondo del graffitismo in Europa decide in quest'occasione di mettere su un'esposizione di pitture che raffigurano i cosiddetti Androidèi, una fusione di uomini e dèi che prendono le forme più svariate e allucinate. All'interno della dimensione di un mondo…
CoBrA – il serpente del dopoguerra che ha fatto il giro d'Europa
Introdotta dal presidente della Fondazione Roma, Emmanuele Francesco Maria Emanuele, l'esposizione viene presentata con le definizioni d'identità stilistica del gruppo Co.Br.A:“Riluttanza dalla razionalità dell'astrattismo geometrico, dalla retorica del realismo socialista, dal modernismo formalista degli artisti post-cubisti” e infine “dall' «astrazione lirica» della scena artistica parigina. “Quando sono entrata a vedere la mostra mi sono accorta che la descrizione di un'esposizione di pezzi d'arte del genere, ai giorni nostri, risulta proibitiva per molti, perché questo tipo di influenze europee che partono dall'imminente dopoguerra fino alle Neoavanguardie degli anni Settanta, vengono spesso etichettate in termini comprensibili esclusivamente agli “addetti al settore”.Se si…
Segrete, fino ad ora, sono le “Storie sovietiche” esposte alla Galleria del Cembalo
Non è candido, né innocente il bianco che inabissa ogni scatto di Danila Tkachenko. Le fotografie che ricoprono la stanza della "Aurora", nella Galleria del Cembalo, sembrano lanciare un grido di taciuta disperazione. È sordo, infatti, lo scoppio accidentale che investe Celjabinsk, città dove nasce e muore nel 1964 una bomba atomica sovietica. Come sordo e taciuto rimarrà a lungo questo devastante incidente (paragonabile a Chernobyl), confinato nelle cosiddette “Aree riservate”. Questo giovanissimo fotografo moscovita (classe 1989) decide di rompere il silenzio indagando con il suo obiettivo le macerie della tragedia. Resti e detriti: ogni cosa è avvolta dal bianco…
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