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Letture d’Estate: il vero “gusto” della lettura

Verrò, ma deve essere una cena seria. Odio le persone che prendono i pasti alla leggera.
Oscar Wilde

L'estate è tempo di letture e di passeggiate all'ombra degli alberi. Tempo di giochi, benessere e gusto. La città, è un dato di fatto, sa di doversi attrezzare anche per chi non si sposta dall'Urbe, romani di nascita e d’adozione che per lavoro sono ridotti a involontari turisti fra i turisti.
A Letture d’estate, lungo i viali dei Giardini di Castel Sant'Angelo, i buoni libri, i giochi e il benessere non mancano, ma anche il gusto rappresenta un vero percorso nel percorso. La manifestazione, oltre a offrire mille occasioni di intrattenimento intellettuale e giocoso, propone di soddisfare ogni papilla gustativa12ldestagliandosi dal carattere dozzinale del fast food turistico. Entrando nei giardini da via della Conciliazione, i profumi del "Sole" accolgono gli avventori: panini gourmet, verdure fresche, capricci di gusto di ogni genere e sorta contano i primi passi della passeggiata che, tra le botteghe dell’artigianato e quelle dell’abbigliamento raffinato, si affastellano fino all’esclamazione di meraviglia per eccellenza: “Mamma mia” IMG 20180705 WA0007

E allora, dopo una bibita fresca e un’irrinunciabile focaccia farcita, potrebbe capitare di avvertire, per sogno o bisogno, la voglia di qualcosa “di diverso”: la diversità, si sa, è ricchezza e il sapore vegano di “Different Food” è come il vino secondo Dumas, “la parte intellettuale di un pasto”. 

Different food

Con Castel Sant’Angelo a misurare l’ombra lunga degli alberi, è impossibile dimenticare di essere nella Città Eterna, la capitale sorniona che pare “fatta cor pennello”, l’Urbe che irride anche la fortuna: ecco il carattere tiberino di “Semo Fritti”, che tra un Narghilé e un allestimento giocoso con protagonista il buon vecchio Popeye, mette a disposizione qualsiasi sfizio dolce e salato: la buona frittura fa bene allo spirito. Due passi ancora e il paradigma cambia:

Altroquando

 

da “Altroquando” la dimensione è quella raffinata, ma sempre accogliente, degli abbinamenti gastronomici alle buone letture. Un’insalata di farro e una buona birra artigianale spillata con la stessa intenzione sapiente dei tessitori: come sarti del buon gusto. Poco più in là, tra uno spazio performativo e uno dedicato ai più piccoli, un’apecar sprigiona ostinato profumo di pane appena tostato e farcito con ingredienti doc: "Capatoast" è così, come in via Cicerone, semplice e deciso, prezzi contenuti e sapori mai banali.

Capatoast

Dal fiume che ottuso scorre poco più in là, il richiamo è forte e la passeggiata arriva al suo compimento: due librerie più in là, in amichevole antitesi con il Sole che apre il percorso, ecco la "Luna", il satellite che regola l’appetito con una tradizionale pinsa romana e poi lo rinfresca con granite e frutta fresca, come a contornare di colore l’uscita dai giardini. Poi però la voglia di gioco dal vivo – ping ping e calcio balilla, scacchi giganti, tornei di bridge e una accurata selezione di giochi da tavolo sono un vero spettacolo da condividere! – e il piacere della lettura invertono la direzione: dal Sole alla Luna, l’invito è a restare, a tornare a ripercorrere i viali e lasciare che il profumo dei libri e quello del cibo si fondano, come a saziare un unico appetito che è fisico quanto spirituale.

La ragione dovrebbe dominare e l’appetito obbedire – Appetitus rationi oboediant. 

Marco Tullio Cicerone

Ph. Giusy Esposito, Margherita Schirmacher

Redazione

04/07/2018