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Zero, nessuno e centomila. In libreria uno scritto sull’arte teatrale dell’istrione della musica italiana

Quinta di copertina del libro Zero, nessuno e centomila di Sasha Piersanti

«Un fenomeno culturale troppo spesso sottovalutato, snobbato da chi crede alle gerarchie, all’antidemocraticità dell’essere artista, da chi pensa che “cultura” siano solo le cose che decidono le scuole e le accademie o, il che è lo stesso, si ribalti solo prospettiva, i mercati.»
Nelle conclusioni di Zero, nessuno e centomila. Lo specifico teatrale nell’arte di Renato Zero scritto da Sasha Piersanti ed edito da Arcana si coglie il senso finale e per questo forse molto consapevole della ricerca per certi versi audace del giovane scrittore. Sasha Piersanti, classe 1993, è prima di tutto un “sorcino”, un fan o un ammiratore, che dir si voglia, del più eclettico dei cantautori italiani e si dia il caso che anche chi si trova a scrivere questa riflessione lo sia. Cinquant’anni di carriera sono un traguardo, e Zero ci è arrivato non scendendo mai a compromessi con la noia, l’abitudine, il crogiolarsi dietro un nome ottenuto con sacrificio e grande forza di volontà.
Zero, nessuno e centomila è il titolo azzeccato per ricercare e sviscerare le mille sfaccettature di un’artista straordinariamente versatile, forse come nessun altro in Italia. Obiettivo (dichiarato) del libro quello di “riabilitare” Zero nell’olimpo dei grandi cantautori italiani, alla stregua di Tenco, De Andrè, De Gregori, Guccini e così via analizzando una carriera lunga quanto complessa, costellata di molta musica ma anche, e questo si rivela l’aspetto più interessante dello scritto di Piersanti, di molto teatro. Renato Zero è un’artista “totale”, così come sono totali alcune delle sue opere d’arte, partorite musicalmente e cresciute scenicamente in molti tour pensati appositamente come macchine teatrali dotate di propri quadri e con una coerenza drammaturgica interna stratificata e giustificata. Basti pensare all’ultima grande produzione zeriana, lo spettacolo Zerovskij solo per amore. Prosa, poesia, danza, canto, musica, teatro: ci sono tutte le discipline artistiche dal vivo in questo grande calderone in cui si esibiscono sessantuno elementi d’orchestra, trenta coristi, sette attori, una band di cinque musicisti, dodici ballerini, sette doppiatori, uno special guest e naturalmente Zero. Piersanti azzarda giustamente il termine Gesamtkunstwerk, l’opera totale di Wagner, per definire questa operazione artistica così audace, a maggior ragione se pensata in un presente storico come il nostro, povero economicamente ma anche culturalmente. Per occhi (e dita) attente come quelle di Piersanti però questo non è un caso isolato, anzi: forse rappresenta il punto d’arrivo (per il momento, poi chissà?) di un percorso artistico nato e sviluppatosi dapprima in senso teatrale e poi musicale.
Interessante e sicuramente unico allora il capitolo riguardante gli inizi in teatro di un giovane Zero alle prese dapprima con la versione italiana del musical Hair della mitica coppia Garinei & Giovannini e successivamente attore protagonista nell’Anconitana di Ruzante diretta da Gianfranco De Bosio. Dal teatro Zero impara molto e al teatro ritornerà ad attingere a piene mani per le tournée a cui si accennava sopra. Sezione fra le più affascinanti del libro, quella riguardante appunto un’attenta e cronologica disamina degli spettacoli zeriani più teatrali, dagli albori di Zerofobia del 1977 agli ultimi sviluppi, come appunto il già citato Zerovskij solo per amore.
Zero, nessuno e centomila si rivela un ottimo libro, godibile e fresco ma allo stesso tempo accurato e colto, come dimostrano i molti paragoni che affiancano la figura di Zero a personaggi come Paolo Poli (più che il sempre citato David Bowie) o l’indimenticato poeta romano Trilussa. A Sasha Piersanti il merito di aver scritto un libro interessante (al contrario di altri lavori/interminabili elenchi di canzoni e premi attribuiti al cantante), utile anzi essenziale per chi voglia approfondire o anche solo accostarsi alla figura dell’istrione della musica italiana che, proprio in questi giorni, ha annunciato l’uscita del nuovo album Zero il Folle a ottobre e da novembre il tour in tutta Italia.

Erika Di Bennardo

15/05/2019

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