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Un pianeta è esploso. Il nostro. "Vietato calpestare le rovine" di Andrea Appetito

Vietato calpestare le rovine di Andrea Appetito prima ristampa, collana Stellefilanti, Effigie edizioni, 2019.

“Vietato calpestare le rovine” - Presentazione di Massimo Bucchi

Un pianeta è esploso. Il nostro. Era un caleidoscopio impazzito e i suoi frammenti vagano e si confondono nello spazio. Arrivano fluttuando e vengono rilevati dagli strumenti della mente narrante immagini, arrivano suoni, arrivano storie. Incuranti del tempo cronologico, si salvano documenti della memoria che spaziano dal contemporaneo ai secoli oscuri, a un improbabile futuro.  I racconti di questo libro si susseguono legati l’uno all’altro in modo organico come una catena impossibile da spezzare. Ogni anello del puzzle s’identifica col suo riferimento a un luogo geografico, ognuno permeato da una costante atmosfera gotica in cui i sentimenti umani non bastano alla sopravvivenza e in cui tutto sembra perduto. Andrea Appetito scava nell’archeologia delle sue invenzioni raccontando ancora, come nel suo precedente romanzo, la nebbia in cui ci troviamo, l’orrore della perdita di orientamento, la distruzione dei nostri valori. Il paradosso è che la catastrofe è già avvenuta. Il disperato messaggio dell’autore grida come sia forse ancora possibile evitarla.

 

L’autore

Andrea Appetito (Roma, 1971) ha pubblicato "Cluster Bomb" (Altrastampa edizioni, 2002) e partecipato a un’antologia di racconti sulla città di Roma intitolata "Allupa allupa" (DeriveApprodi, 2006). Ha scritto "L’eredità", un testo teatrale tradotto in portoghese e messo in scena nel 2006 a Rio de Janeiro. Ha realizzato, insieme a Christian Carmosino, alcuni cortometraggi e il film documentario L’ora d’amore (2008). Con Gianluca Solla ha scritto "Senza nome", tradotto in spagnolo e pubblicato nel libro collettivo "El impasse de lo político" (Bellaterra, 2011). È presente nell’antologia di racconti "Sorridi: siamo a Roma" (Ponte Sisto, 2016) ed è autore del romanzo "Tomàs" (Effigie, 2017).

Il titolo del libro mi è ronzato in testa per anni. L’ho incontrato nel 2012, mentre visitavo gli studi di Cinecittà per la realizzazione di un documentario. Fuori da uno dei magazzini in cui si trovavano accatastati oggetti di ogni sorta, provenienti dalle monumentali scenografie di vecchi film, ho trovato un cartello con la scritta: “Vietato calpestare le rovine”. Queste parole mi sono sembrate la cifra della disperata custodia di un mondo, reale e simbolico, ormai disfatto. Da allora il superamento di questo “culto delle rovine” mi è apparso come l’unica via d’uscita dalla situazione di stallo in cui viviamo da anni”.

Andrea Appetito

LINK https://effigiedizioni.wordpress.com/2019/04/24/vietato-calpestare-le-rovine/

Redazione 28/01/2020

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