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"Transtiberim": il libro di Giuseppe Lorin che rivela l'origine di Trastevere

“Transtiberim – Trastevere, il mondo dell’oltretomba” è l’ultimo saggio di Giuseppe Lorin (attore, poeta, regista, romanziere, critico letterario, autore, conduttore e giornalista) sulla Roma nascosta, in uscita l’8 febbraio per Bibliotheka Editore. Si tratta della sua sesta pubblicazione dopo l’apprezzato “Manuale di dizione” con prefazione di Corrado Calabrò e contributi di Dacia Maraini. Il suo incommensurabile amore per la capitale l’ha portato a scrivere “Da Monteverde al mare”, “Tra le argille del tempo”, primo romanzo post-fantastorico, “Roma, i segreti degli antichi luoghi” e “Roma, la verità violata”, volume pensato per una fiction. giuseppe lorin
“Transtiberim” è la narrazione leggera e inequivocabile di un’area particolarmente densa di storia, misteri e segreti. La sponda destra del Tevere, considerata come una zona di transito delle anime, ha visto alternarsi i re sabini e quelli etruschi ed è stata sede di sepolture per centinaia di anni. Diverse ipotesi di studiosi fanno risalire il Pantheon etrusco proprio su questa riva. È ancora visibile infatti la più antica strada di fattura etrusca: la via Campana poi sostituita dall’imperatore Claudio con la via Portuensis che conduceva ai porti di Traiano, Tiberio e Claudio. Il libro, ricco di curiosità, si può leggere anche come una guida illustrata che vuole ricostruire l’origine di Trastevere e tramite le parole, renderne il fascino immortale al lettore. Fotografie, descrizioni di monumenti, strade, eventi, targhe e abitazioni vogliono ricordare posti scomparsi e riscoprire l’immenso valore culturale e artistico del luogo. Non mancano aneddoti tra il leggendario e il verosimile, racconti delle vite di personaggi più o meno celebri che hanno legato le loro azioni a questo storico rione e alcune poesie (di Michela Zanarella) dedicate alla Città Eterna.
Un omaggio dunque, ma anche un testo di denuncia per la perdita di simboli storici nei quartieri che si affacciano sul fiume Tevere, a causa dell’incuria e della cementificazione, che troppo spesso distrugge le migliori opere dell’uomo.

Sara Risini 25/01/18

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