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"La madre americana. Un’educazione sentimentale nell’Italia della Dolce Vita" è il titolo dell’ultimo libro di Laura Laurenzi, penna di «Repubblica», edito da Solferino, dal 21 febbraio in libreria.
Questa è la storia di una madre diversa dalle altre madri e della sua famiglia, una storia vista attraverso gli occhi di una bambina degli anni Cinquanta divista fra due patrie, due Paesi, due lingue. «Mia madre non era come le altre madri: era americana». A partire da queste prime righe, tutta la vita e la carriera di una donna sono raccontate in questo libro dalla figlia che di lei dipinge a parole il suo ritratto più bello, disponendo immagini di fatti e ricordi e immergendo il lettore in quella che è stata l’età della Dolce Vita romana. Un giro di anni detto Dolce Vita nel senso di vita dolce, espressione di un habitus dal sapore di zucchero, memoir di un retrogusto nostalgico tra i lussi e i fasti della mondanità e della giovinezza. Nelle rievocazioni giornalistiche e nell’opinione comune, infatti, i primi anni Sessanta sono considerati una sorta di età dell’oro della società italiana. Nascono nuovi consumi e costumi, cosa che avviene in Italia in ritardo rispetto agli USA e agli altri Paesi europei. Si sfreccia con l’automobile e si tiene il cibo in frigorifero, le bambine giocano con le barbie e le ragazze indossano minigonne…
I due contesti qui illustrati, quello familiare e quello sociale, corrono le pagine paralleli ma ben intrecciati: il boom economico viene illustrato, quando se ne parla nei giornali o in tv, quando al cineforum con le immagini dei film dell’epoca, in un intreccio così forte da sembrare ricostruito a pennello negli studi di Cinecittà. Ricorrenti sono i fatti di cronaca della realtà presente, ripresi e riportati attraverso il nome di quotidiani storici come «Il Messaggero» e settimanali come «Il Mondo», come gli aneddoti presi e persi tra i ricordi di bambina delle pagine de «Il Corriere dei Piccoli» (o «Corrierino») o l’esperienza amorosa di adolescente della lettura di uno dei primi best seller, Il dottor Živago, dopo i classici russi. Tema di Lara nella Dolce Vita di Laura, La madre americana è un libro che è una rivoluzione "che percorre, con chi cambia ogni giorno, i giorni che hanno segnato i cambiamenti di tutti" (Rivoluzioni): i cambiamenti di contesto, le grandi individualità di letterati e intellettuali dell’epoca, le invenzioni e i suoi oggetti con i quali è stato costruito un percorso dal punto di vista narrativo privilegiato e dal lessico familiare, che accompagna il lettore in un andirivieni di cinquant’anni di cultura e costume italiani. Entro questa cornice, il libro colpisce con gesto esatto laddove non vorremmo essere colpiti, in un punto dello stomaco o del cuore, in un tempo in cui niente sarà più come prima. Ruit hora, rintocca una vecchia frase latina che veniva spesso incisa sulle meridiane, a suggerire nell’ora il passaggio e il senso di ogni cambiamento e di ogni fine, di ogni mutamento epocale e personale.

Elvia Lepore 03/02/2019

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