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“Mi si scusi il paragone”: il dialogo ininterrotto tra canzone d’autore e letteratura

“La canzone non è altro che una poesia che ha ritrovato la sua melodia” (Giò Alajmo)


Dichiarazione di intenti, ad uso e consumo dei lettori: questa recensione è un’infrazione. Lo è nella misura in cui si parlerà di un libro firmato dal caposezione musica di questa testata – Daniele Sidonio - che ha indagato il rapporto tra canzone d’autore e letteratura, andando a stuzzicare con le sue domande giocolieri di parole (cantautori e critici) come Guccini, Benni, Alajmo, Talanca, Dente, Godano, Capovilla, Mesolella e Brunori Sas.


E allora partiamo dall’inizio. “Mi si scusi il paragone” – edito da Musicaos Editore – si presenta con un titolo curioso, carpito dall’autore tra le parole di Francesco Guccini, che rispondeva alla suggestione di accostare etimologicamente e semanticamente le parole libro e libero.
Intenzione e titolo, ovviamente, non bastano: il saggio offre molto di più, e non è un caso che “saggio” faccia rima con “viaggio”. Mentre si parte alla scoperta della musica dei cantautori di ieri, di oggi e, quindi, di domani, si scoprono digressioni filologiche circa definizioni e metodi compositivi, si scorge quel dialogo ininterrotto tra le parole e la musica, si coglie – efficace e mai banale – il senso dell’analisi comparatistica dei testi e l’importanza delle fonti letterarie; tutto senza mai appesantire la lettura di chi non ha avuto occasione di riflettere su quanta ricerca ci sia dietro il testo di una canzone d’autore.


Un libro da “ascoltare”, come sono da ascoltare le godibilissime interviste che – “da Guccini a Caparezza”, come recita il sottotitolo – restituiscono un’istantanea onesta della musica d’autore contemporanea, che oggi vive un nuovo fermento creativo, un’urgenza artistica (e sociale, politica) che abbraccia il panorama indie, il rock e il vituperato pop, quello spogliato (dalle dinamiche commerciali) della radice etimologica da cui effettivamente deriva: popolare.
Musica e poesia, rock e metrica, letteratura e indie, rap colto: il lavoro di Daniele Sidonio ha nella sua natura l’indole indomita dell’indagine costantemente aperta, piacevolmente irrisolta: questo è ciò che emerso anche durante gli incontri in occasione delle presentazioni del libro che – dal “Mercatino del Gusto” di Maglie (LE) fino al 20° Meeting degli Indipendenti di Faenza (con l’intervento di Giò Alajmo), passando per il Book Cafè Primo Moroni di Pescara (con Giulia Madonna, Paolo Talanca e l’intervento musicale di Marlò) – presto arriverà anche a Roma.


Dunque, per una volta, su la puntina, disco sul piatto e profumo di carta stampata: letteratura e musica aspettano di invadere come una potentissima sinestesia i vostri sensi.

Adriano Sgobba
12/10/2016

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