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“La casa di Maran”: un appassionante thriller dal gusto tropicale, ai confini remoti tra scienza e mistero

Le incantevoli notti stellate di una straordinaria isola caraibica vengono improvvisamente stravolte da una serie di misteriosi omicidi, compiuti da chi si muove nell’oscurità, appare dal buio e lacera il petto delle sventurate vittime, come i lampi che squarciano il cielo all’orizzonte della Grand Anse di Grenada.
Fin dalle prime pagine, il seducente romanzo si impregna di un sangue caldo che cola lentamente tra le pieghe della coscienza e si allarga ai misteri secolari di un popolo sospeso tra schiavitù e magia, lambendo le vite di quattro personaggi destinati a incrociarsi fatalmente.
Le parole palpabili di un linguaggio musicale, dettagliato e preciso, accendono immagini sgargianti e fervide di infiniti particolari, invadendo tutti i sensi. Si respirano con il vento dei Tropici e vengono assaporate dal lettore come il caffè che gusta Claudio Lelli, un dentista italiano sospettato di avere barbaramente ucciso le scienziate Laura Miller e Amanda Gibbs.
Ci sembra di essere nascosti lì, sotto le grandi foglie di banano picchiettate dalla pioggia, quando ha inizio una storia avvincente vissuta tra i luoghi, i sapori e i profumi che avvolgono “La casa di Maran”. In questo splendente rifugio affacciato sull’oceano, Claudio trova l’ospitalità degli amici Marina, Andrea e Giulia (della quale si innamora perdutamente), nonché un’improvvisata centrale operativa da cui partono, intrecciandosi, folti e tortuosi percorsi da seguire.
Ci immergiamo con i personaggi nelle più oscure ossessioni tra le onde increspate del mar dei Caraibi, attraversiamo le lunari sabbie bianche assieme alle tartarughe nelle notti feconde, ci emozioniamo tra le lenzuola di passioni travolgenti, alla luce di un thriller che mescola sapientemente scienza e mistero, pathos e poesia.
Sullo sfondo di indizi rubati e tracce invisibili - inseguite e calpestate nei sogni dagli occhi glaciali del detective Coutain - deflagra folle, mascherato e grottesco, il maestoso Carnevale: dissimulante e catartico, il cerimoniale che celebra la liberazione del popolo nero trasporta sul suo carro misteri perturbanti, cantilene inquietanti sussurrate ai bambini, teste di maiale in cui annegare con un pesante bagaglio di miseria e sopraffazione, ancora difficili da dimenticare tra i ritmi inebrianti della Soca e della possessione (“il porco deve soffrire...il porco deve morire”).
In un linguaggio dinamico che rincorre i vari capitoli come un montaggio alternato - scene sovrapposte, inaspettati flashback, approfonditi zoom e inquadrature che mettono a fuoco i diversi punti di vista dei personaggi - il testo sembra arricchirsi di un nitido sguardo cinematografico, per un lettore che sfoglia avidamente tra le dita, in dissolvenza, le entusiasmanti pagine come fossero i frame di un film.
Spiriti, maghe dei boschi e macabri voodoo abitano le ombre di questo thriller, ma alla luce del testo si nota con chiarezza una forte presenza umana, scrutata e sezionata quasi chirurgicamente da una penna che analizza la dimensione del corpo come un bisturi, tra anatomie da indagare, pesi da calibrare, spazi da penetrare e fisionomie da fotografare con estrema attenzione.
Delicata e sensibile, la scrittura sviscera descrizioni accurate e dettagli in corsivo, con una verosimiglianza di particolari che sanno bene come “servire un ottimo Martini Cocktail” e, al tempo stesso, sprofondano in abissi impenetrabili, intercapedini della mente umana difficilmente raggiungibili da una sonda o da una macchina da presa.
Saverio Pelosini compone il mosaico iperrealista di un noir sensuale che sa stendere e dipingere con cura, servendosi spesso di decise pennellate che giocano, come le pedine di un gioco funesto, a creare zone incerte dagli echi espressionisti. Le tinte vive, dai contorni in chiaroscuro e dalle sfumature colorate, esplodono in uno spettacolo mozzafiato, come il tramonto contemplato da un’indimenticabile terrazza a Maran.

Giulia Sanzone
23/11/2016

Book trailer : https://www.youtube.com/watch?v=Qakvc8klqpQ
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