Questo sito utilizza cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione e rispetta la tua privacy in ottemperanza al Regolamento UE 2016/679 (GDPR)

                                                                                                             

“Corto Maltese e la poetica dello straniero” un libro di Stefano Cristante

Intrigante quanto avventuriero, Corto Maltese è senza alcun dubbio tra i personaggi a fumetti più desiderabili grazie al fascino indiscusso di pirata e gentiluomo, straniero ad ogni approdo. In questi tempi di xenofobia diffusa e di sentimenti smodatamente nazionalisti, inquadrare Corto Maltese per quello che è, ovvero uno straniero in qualsiasi patria, significa mostrare come la forza innovatrice di Hugo Pratt si inserisca alla perfezione in un discorso sociologico che resiste a ogni epoca. Stefano Cristante, docente di Sociologia della comunicazione Università del Salento, parte esattamente da qui e propone un saggio che ripercorre l’errare del pirata prattiano, concentrandosi sugli aspetti che lo rendono un personaggio controverso, affascinante e praticamente eterno. Cristante si sofferma tanto sui tratti estetici quanto su quelli interiori e narrativi che fanno di Corto Maltese un “mezzosangue” dall’irrequietezza pacata che solca i CortoMaltese2sette mari: egli è figlio di un marinaio inglese e di una gitana di Siviglia, ma è stato cresciuto da un rabbino sull’isola di Malta ed ha viaggiato tra le rivoluzioni, i complotti e i misteri del mondo. Anche i suoi compagni, così come i nemici o le semplici comparse della sua vita, sono tutti caratteri atipici che si trascinano sulle spalle una biografia irregolare.
La componente autobiografica in Corto Maltese (Mimesis) è evidentemente fortissima. Spesso le vicende del personaggio sono simili a quelle dell’autore, ma Pratt ha inserito la sua personalissima esigenza di avventura in questo pirata dai modi gentili che rinuncia alla violenza tipica del malvivente. Cristaldo spiega anche come “la figura di Corto Maltese è il modo di Pratt di assecondare la propria natura di eterno straniero” e, per analizzarne la natura, scomoda i principali sociologi del Novecento che hanno studiato il profilo antropologico del “forestiero”.
Il volume “Corto Maltese e la poetica dello straniero”, è un saggio che si perde nelle narrazioni delle avventure di Corto Maltese per farne emergere la figura di apolide e di cittadino del mondo allo stesso tempo, mettendo in continua relazione le vicende a fumetti del protagonista con l’esperienza prattiana. Infatti, in tutte le storie, è molto difficile distinguere lo sguardo dell’autore dagli occhi orientali del personaggio sui quali scorrono scenari di terre lontane, rivoluzioni ed esoterismi.

Susanna Terribile 09/07/2016

Libro della settimana

Facebook

Formazione

Colori e sapori

Digital COM