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“Corpi in bilico” tra danza e recitazione

Corpi in bilico- danza contemporanea per gli attori” è la prima opera letteraria realizzata da Monica Vannucchi, docente di Danza e Analisi del testo coreografico presso l’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, già coreografa, interprete e collaboratrice di importanti registi, edita da Massimiliano Piretti per la collana “Biblioteca di danza”.
Un testo innovativo, che non si pone come un canonico manuale di danza, ma come un libro in grado di descrivere, narrare, esplicare il significato dell’arte del movimento e di cosa voglia dire insegnare oggi danza contemporanea a coloro che operano nell’ambito teatrale, e non solo.
Ad arricchire il tutto l’attenta prefazione di Lorenzo Salveti, regista, docente di recitazione e in precedenza direttore dell’Accademia, il quale sottolinea quanto vi sia la necessità di porre attenzione al corpo dell’attore, poiché a partire dagli anni ‘70 ci si sta allontanando da un teatro di sola parola a favore di un teatro di immagine. L’attore non può più quindi prescindere dall’unita’ corpo/mente, e Monica Vannucchi ha posto, in un certo senso, le basi e le fondamenta di questa disciplina in cui si pensa e si parla con il corpo.
Corpi in bilico” e’ strutturato in maniera molto efficace, con un’ introduzione nella quale l’autrice racconta la sua esperienza di insegnamento in Accademia, per poi passare alla presentazione di quei concetti fondamentali sui quali si basano le composizioni e la stessa danza, ossia presenza, permeabilità, livello di definizione formale, transizione, pensiero ed immaginario.
Il vero e proprio corpus dell’opera si rivela però la sezione costituita dall’analisi e dalla descrizione dei tre progetti realizzati per la scena, in questi anni, con gli allievi della Silvio D’Amico, suddivisi in “testo, contesto e fuori testo” proprio in virtù della relazione tra il movimento e le parole.
Il primo lavoro, "Sogno di mia madre", tratto dal romanzo di Alice Munro, e’ l’esempio di un testo espresso attraverso il linguaggio del corpo; il secondo, "Noi, gli eroi", realizzato con il regista Valentino Villa, è il prodotto di cosa voglia dire la collaborazione tra regista e coreografo per la messa in scena di un testo drammaturgico; e infine "Ci(t)tazioni", è uno spettacolo del tutto indipendente dalla testualita’, in cui si spazia dalla modern dance, ai cori di movimento nei luoghi pubblici di Laban degli anni 20/30.
Per ogni singolo progetto Monica Vannucchi illustra un’ analisi chiara e dettagliata, gli obiettivi didattici, e soprattutto riporta il punto di vista e le testimonianze di alcuni suoi allievi che hanno vissuto sulla propria pelle quelle esperienze.
Tre giovani attori e registi, Chiara Catalani, Francesco Petruzzelli e Giovanni Firpo, ormai professionisti del settore teatrale, raccontano in soggettiva il loro incontro con la danza contemporanea. Per tutti e tre la danza si è rivelata come una forte esperienza perturbante, emozionale e risolutiva, che permette di conoscere in profondità la realtà .
Essenziale, inoltre, è l’accompagnamento delle meravigliose gallerie fotografiche, che forniscono un importante apporto e supporto alla descrizione dei lavori, rendendone maggiormente l’idea.
Per “Storia di una madre” le immagini di Cristina Gardumi, anche attrice, restituiscono uno sguardo più interno, mentre "Noi, gli eroi" si lascia percepire e svelare dalla perfezione tecnica del grande fotografo di scena Tommaso Le Pera, e infine per il terzo, agli scatti di Le Pera si alternano quelli di una ex studentessa, Noemi Euticchio, i quali danno molto l’idea della temperatura del lavoro.
Non mancano poi veri e propri suggerimenti per percorsi didattici e naturalmente le dovute conclusioni.
“Corpi in bilico” è dunque un testo che riesce nell’ardua impresa di traslare il movimento e una materia priva di un linguaggio codificato, in parole chiare, specifiche, interessanti, rivolte ad un pubblico variegato, sia a chi si approccia a questa materia, talvolta sconosciuta, per la prima volta, sia ai professionisti del settore.
L’autrice è in grado di raccontare con naturalezza e competenza come l’attore sia dotato di uno strumento, appunto il corpo, che deve costantemente mantenersi in equilibrio tra danza e recitazione, tra due universi espressivi autonomi che possono compenetrarsi.
Un volume di cui la letteratura italiana della danza, da sempre molto scarsa, aveva bisogno, in quanto permette di mettere a fuoco i principi del fare e insegnare danza contemporanea, di riflettere su alcune tematiche centrali intorno alle quali si snoda il processo di trasmissione di questa arte, e ad appassionare e coinvolgere i lettori alla disciplina.

Maresa Palmacci 27/03/2017

Leggi qui l'intervista a Monica Vannucchi: http://www.recensito.net/rubriche/interviste/monica-vannucchi-corpi-in-bilico-intervista.html

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