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TINALS ovvero This Is Not A Love Song: Recensito incontra Andrea Provinciali

In occasione della collaborazione con i fumettisti Zerocalcare e Nova, creatori a quattro mani della VHS Star Wars - Episode 4: A new hope, abbiamo fatto quattro chiacchiere telefoniche con Andrea Provinciali, fondatore di uno dei progetti editoriali più interessanti del panorama italiano: TINALS, acronimo di This Is Not A Love Song.

Volendo partire dalle origini del tuo progetto, qual è l’idea che ha fatto nascere TINALS?

Il progetto è nato nel 2013, le basi però erano state gettate nel 2010, quando ho curato un libro per Arcana Edizioni in cui c’era già l’idea che sta dietro This Is Not A Love Song. Il titolo del libro era Tiamottì – 11 + 1 canzoni d’amore italiane a fumetti. Ho pensato di unire le mie due passioni, la musica e il fumetto, ma non sapendo io disegnare ho chiamato alcuni amici artisti che stimavo e ad ognuno di loro ho assegnato una canzone da illustrare. Erano delle storie, più lunghe delle cassettine che stiamo facendo ora. Dopo questa esperienza non avevo più voglia di fare un altro libro, dato il funzionamento dell’editoria italiana in cui dopo un mese i libri prendono già polvere nelle librerie. Cercando la locandina dell’album No Control dei Bad Religion su Google il primo risultato di ricerca mi diede l’idea: era il booklet aperto della cassettina di quell’album e così ripensai ai libretti delle “vecchie” cassettine, arrotolati su sé stessi. Fu l’ispirazione che mi spinse a usare questo formato per creare diverse cassettine, ognuna con una canzone diversa.

Visto che il titolo This Is Not A Love Song è esso stesso una negazione, cosa non è il tuo progetto?

Non è una canzone musicalmente intesa perché è illustrata e non è un libro ma un formato atipico, tascabile, pop a più livelli di lettura. TINALS gioca molto sulla negazione perchè le cassettine non sono vere e proprie audiocassette, ma una volta aperte rivelano commistioni tra diverse arti: la musica, il fumetto e con le VHS anche il cinema.

Assodato che uno dei punti di forza del progetto è l’operazione-nostalgia che questi prodotti generano in chi ha vissuto un’epoca che non c’è più, quali sono gli altri punti di forza di TINALS secondo te?

L’elemento nostalgico sicuramente gioca un certo ruolo ma non è da lì che è partito il progetto, è stata più una conseguenza. Il vero punto di forza penso sia l’idea di diversificare il formato editoriale: creare un prodotto atipico e breve, che arriva subito e non necessita di molto tempo d’attenzione, e indirettamente anche di creazione. Questo in netta antitesi rispetto al mondo del fumetto, il cui mercato richiede sempre maggiormente graphic novels composte ognuna da una serie di tavole il cui numero oscilla tra un minimo di 170 a un massimo di 300. Secondo me in Italia oggi manca il formato breve e TINALS, ovviamente nel suo piccolo, riesce a sfondare in questa direzione. Inoltre c’è da dire che essendo la cassettina un prodotto trasversale, si apre a diverse fette di pubblico rispetto a quello limitato del fumetto.

Nonostante questa trasversalità, si riescono ad individuare delle fasce (età, genere) di pubblico affezionato al progetto?

In realtà non molto, perché passando dai festival di fumetto a quelli musicali ai mercatini vintage e così via, vediamo avvicinarsi a noi sempre diverse categorie di persone. Molti giovani, e sicuramente molte donne. TINALS è molto femminile: la maggior parte delle cassettine sul sito riprendono brani di cantanti donne.

Nel catalogo online si possono trovare oltre 200 cassettine. Qual è il processo di stampa del formato?

Essendo un progetto autoprodotto, dietro c’è un lavoro in un certo senso artigianale. Di solito creo 24 copie di ogni cassettina, la inserisco nel catalogo e vedo come va. Inoltre, uno dei punti di forza di TINALS è l’eterogeneità del catalogo: si passa da canzoni pop mainstream a cavalli di battaglia come le canzoni degli Smiths a brani un po’ più di nicchia o di gruppi semisconosciuti. Questo credo sia un valore aggiunto.

Parlando dell’ultima notizia della VHS su Star Wars, com’è nata la collaborazione con Zerocalcare e Nova?

Zerocalcare lo conosco da un po’, mi piace molto come artista e i suoi fumetti fra l’altro sono pieni di citazioni da Star Wars. La nostra collaborazione è riconducibile allo spirito di passione e umiltà con il quale è nato il progetto. Ci siamo conosciuti partecipando agli stessi festival, ed è nata una vicinanza per così dire umana prima che artistica. Poi è arrivata Nova, che è stata fondamentale: addirittura una delle prime a realizzare le cassettine. È un’artista che stimo molto, ha un immaginario che si sposa benissimo con TINALS, attingendo molto dagli anni ‘80/’90.

Una curiosità, qual è la tua canzone preferita tra quelle delle cassettine?

È una canzone che mi gira nella testa già da un po’ e mi piace molto anche per l’illustrazione che ne è stata fatta: I know it’s over degli Smiths, cassettina numero 77 illustrata da Silvia Rocchi. È una canzone tristissima, parla della fine di un amore, ma lo fa in un modo straordinario.

Invece il tuo film preferito fra quelli in VHS?

Sicuramente Annie Hall di Woody Allen…e io odio Woody Allen! Grazia Sacchi ha preso Io e Annie e l’ha trasformato in un modo bellissimo, facendo un lavoro enorme.

Una canzone che manca ancora alla collezione di cassettine?

Ne mancano tante, a pensarci per esempio manca una canzone di Pino Daniele.

Progetti futuri su cui puoi anticipare qualcosa?

Parlando degli appuntamenti estivi, saremo al Crack! Fumetti prorompenti di Forte Prenestino dal 21 al 24 giugno, poi al Lars Rock Fest a Chiusi con due gruppi di musicisti e anche al Sud al festival Locus di Locorotondo. Per quanto riguarda i progetti futuri, sicuramente ne abbiamo in cantiere uno sui cartoni animati per il Lucca Comics, uno sui porno e uno sui gattini…vedrete!

Maria Castaldo, Erika Di Bennardo, Chiara Rapelli

08/06/2019

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