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Recensito intervista Giampiero Vigorito, curatore di Raistereonotte - il libro

Recensito incontra Giampiero Vigorito, curatore e autore di “Raistereonotte – il libro” (Iacobelli Editore), un testo che ripercorre la storia del celebre programma radiofonico della Rai negli anni 1982-1995.
Il libro raccoglie numerose testimonianze e aneddoti raccontati dai conduttori storici del programma, dagli ascoltatori e alcune testimonianze di personaggi “eccellenti” da Arbore a Bennato, da Sandro Veronesi a Fiorella Mannoia, da Claudio Baglioni a Ligabue.

Perché ha deciso di scrivere un libro sul programma radiofonico Raistereonotte?

Il progetto covava sotto la cenere da diversi anni. La prima idea era quella di raccogliere il meglio delle lettere che ci scrivevano gli ascoltatori. Era il nostro unico modo di stabilire un contatto con loro. Eravamo in un’epoca in cui non esistevano internet e le mail, la messaggistica e i social. Non avevamo neanche un fax o un numero verde dedicato. Vivevamo in questo tempo sospeso, pieno di relazioni epistolari dalle quali emergevano racconti e pensieri profondi, stralci di vita personale, confessioni intime. Il tutto stimolato dalla musica che ognuno di noi conduttori mandava in onda. Poi nel tempo l’idea si è andata modellando. Abbiamo mantenuto i ricordi degli ascoltatori di allora che sono stati raccolti attraverso un gruppo di Facebook cresciuto esponenzialmente fino a arrivare a 6000 iscritti e che ci ha rituffato negli anni di Stereonotte. Il tutto è stato condito dalle testimonianze di noi conduttori, dagli interventi dei personaggi famosi e da una serie di preziosi contributi come la prefazione di Carlo Massarini e di molti altre personalità legate al mondo di Raistereonotte. 

Com’è nata la sua collaborazione col programma?

Ogni conduttore aveva fatto le sue esperienze nelle prime radio private sorte nella seconda metà degli anni Settanta e nei primissimi network che stavano pioneristicamente formandosi allora. I primi a essere interpellati fummo una decina di speaker di una radio romana molto ascoltata e apprezzata in quegli anni: Radio Blu. Il primo periodo, infatti, vide alternarsi ai microfoni di Stereonotte molta gente di Roma cresciuta attraverso quella esperienza. Poi, col passare degli anni, si inserirono conduttori provenienti da altre zone d’Italia come la Napoli di Lucio Seneca, Asti di Massimo Cotto, Genova di Ida Tiberio, L’Aquila di Maurizio Iorio. Molti di noi erano da tempo critici musicali e fu proprio questo il passepartout più importante per entrare a far parte dei conduttori di Stereonotte: scrivevamo per riviste che prima dell’intervento di internet avevano tirature altissime, come Rockstar, il magazine che ha maggiormente contribuito a infoltire le schiere degli speaker del programma notturno. Oltre a me ricordo Stefano Mannucci, Enrico Sisti, Alberto Castelli, Peppe Videtti, Paolo De Bernardin, Alex Righi, Alessandro Mannozzi e molti altri che si dividevano tra la carta stampata e i microfoni della radio.

Raistereonotte è stato la fucina di numerosi talenti del giornalismo, cosa ha rappresentato per lei questa esperienza?

L’esperienza basilare che ognuno di noi ha maturato fu che non si trattava più di scrivere di dischi che spesso la gente non conosceva e che in qualche modo doveva decriptare dai giudizi delle nostre spesso cervellotiche recensioni. La radio permetteva per la prima volta di far ascoltare quello che prima era stato affrontato in maniera più fredda e virtuale. Alla fine il nostro compito era quello di creare delle colonne sonore per la notte, di unire con i nostri interventi confidenziali due brani tangibili, reali. Passavamo uno strato della colla più raffinata e suggestiva che avevamo a disposizione per incollare dei brani tra loro. Il gioco era semplice.

Chi sono stati i suoi maestri?

Sono cresciuto leggendo avidamente le riviste di settore del periodo e ascoltando i primi programmi che la Rai destinava al pubblico più giovane come “Per voi giovani”, “Radio2, 21 e 29”, “Master” o “Popoff”. Nel libro, ognuno di noi, in una scheda standard che vale per tutti, cita i suoi maestri: Beh, molti di noi non hanno potuto fare a meno di indicare Carlo Massarini come il nostro nume tutelare e il maggiore ispiratore.

Ha un aneddoto legato alla sua esperienza a Raistereonotte che vorrebbe raccontarci?

Più che un aneddoto una considerazione finale. Raaistereonotte è stata una trasmissione davvero entrata attraverso la porta principale dell’immaginario collettivo di molti e che ha scavato un solco nel cuore di quelle creature della notte che hanno dedicato alla musica le ore che li accompagnavano nello studio, nel lavoro, negli impegni notturni. Un programma che per 14 anni dall’82 al 95 ha riempito i sogni sonori di moltissime persone. Inizialmente si pensava, soprattutto in quegli anni, che la notte fosse appannaggio solo di alcune categorie, che so come i fornai, i vigilanti, i camionisti in realtà capimmo che c’erano molti giovani: liceali e studenti che amavano accompagnare i loro studi con il sottofondo di una radio accesa nel cuore della notte. E la cosa che mi è rimasta più impressa è che dalle valanghe di lettere che ci arrivavano in redazione ogni ascoltatore, proprio perché sveglio come noi, avvertisse come le nostre parole e la nostra musica fossero dirette proprio a lui. 

Che consigli darebbe ad un giovane che aspira a diventare un conduttore radiofonico?

Di ascoltare molta radio, di non fermarsi davanti a niente, di studiare i numerosi format delle più diverse radio, da quelle di nicchia ai grandi Network nazionali. I mezzi di approvvigionamento musicale sono orami tantissimi: dalle piattaforme come Spotify o Apple Music con le loro playlist personalizzate ai canali che sono sorti sulla scia di You Tube e che permettono di fare delle scalette autonome, in completa libertà, fuori dalla logica degli algoritmi. E poi non mancare l’appuntamento con le tante radio web e i podcast che si trovano in rete. Bisogna essere curiosi e affinare le proprie conoscenze per poi formarsi un gusto personale. La radio rimane il mezzo più caldo di cui continuiamo a disporre.

D.B.  04.01.2021

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