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Recensito incontra Filippo Arlia direttore del "Fortissimo festival"

Quando sonorità diverse si mescolano, nascono contaminazioni che creano  suoni unici, irripetibili. Un mix che può nascere solo dall’incontro tra formazioni e culture differenti, come  l'Orchestra Filarmonica della Calabria e quella dei Solistes de Megrine. L’Italia e la Tunisia saranno più vicine dal 22 al 27 settembre, con la quarta edizione del Fortissimo festival che, dalla Calabria, trasloca nello spettacolare anfiteatro di El Jem. Un programma ricchissimo: dai tributi a Ennio Morricone e Pierpaolo Pasolini, alle interpretazioni  di Gabriele Lavia e Federica Di Martino. Il tutto, sotto la direzione artistica del maestro Filippo Arlia, che Recensito ha incontrato prima della partenza per questo incredibile viaggio.  

Perché la scelta di Tunisi?

La Tunisia è un paese arabo che non ha una tradizione sulla musica classica occidentale, ma è forse quello che dimostra maggiore tendenza a voler costruire una cultura musicale europea. 

Un evento per celebrare  l’amicizia tra questi due Paesi del Mediterraneo, come un ponte per sviluppare un dialogo tra le nostre culture?

Sì, Italia e Tunisia sono paesi così vicini eppure a volte sembrano così lontani. È incredibile come a poche miglia di distanza possa completamente cambiare il modo di vivere. La musica, l'arte in generale, sono degli strumenti che possono veicolare la vicinanza tra i popoli. 

Italia e Tunisia: come dicevi tanto vicini geograficamente  ma con culture musicali lontane. Cosa dobbiamo aspettarci?

Senza dubbio unire due orchestre non è una cosa semplice o scontata. Ma è una sfida interessante costruire qualcosa di innovativo, unico nel suo genere. La contaminazione, per gli artisti, è sempre stata un carattere positivo. 

Un progetto che mette al centro soprattutto i giovani..

Tantissimi giovani, calabresi e italiani. Duecento maestranze in trasferta in Tunisia, perché per montare questo genere di spettacolo, oltre ai musicisti, ci sono anche tante altre figure che lavorano alacremente dietro il palcoscenico. 

Inaugurerete il Festival con un omaggio a Ennio Morricone, suonato dall'Orchestra Filarmonica della Calabria e da quella di Le Solistes de Megrine. Poi sarà la volta di un tributo a Pasolini e al grande tenore Franco Corelli. Vuoi mettere alla prova la tua versatilità e quella dei musicisti?

Si, credo che essere trasversali in questo momento storico possa aiutare la musica classica ad attirare i giovani.

Ormai in tutto il mondo la lirica non è più percepita come una forma di occidentalizzazione: quanto unisce queste due orchestre?

La lirica è senza dubbio diffusa ovunque, però ancora oggi è un marchio italiano. È un modo per esportare il prodotto italiano nel mondo, come la pasta o la pizza. Anche i cinesi fanno la pasta, ma la nostra, parliamoci chiaro, è un'altra storia. 

Hai calcato, nella tua carriera, alcuni tra i palcoscenici più prestigiosi al mondo, tra cui  la Carnegie Hall di New York e la Cairo Opera House. Il Fortissimo Festival, si svolgerà  tra il Teatro Municipale di Tunisi e l’anfiteatro romano di El Jem. Cosa significa esibirsi su palchi così “di peso” e tanto diversi da quelli di “casa propria”?

Credo siano esperienze fondamentali per la crescita di un professionista, sia dal punto di vista musicale che umano. Conoscere platee così diverse ti aiuta a capire che ognuno ha il proprio modo di ascoltare la musica, ma alla fine conta un solo principio: non bisogna fare ciò che è giusto ma ciò che è bello. 

Il Fortissimo festival tornerà qui il prossimo anno?

Stiamo dialogando con le istituzioni del luogo. Spero che si possa creare qualcosa di importante perché la Tunisia è un paese meraviglioso. 

Elisa Sciuto  19/09/2022

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