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Recensito incontra Barbara De Rossi, protagonista in teatro de “Il Bacio”

Debutterà il 7 gennaio 2017 al Teatro Fellini di Pontinia, per poi proseguire in una tournée che toccherà molte città italiane (tra cui Bologna, Milano, Torino), l’intenso spettacolo “Il Bacio” di GerThijs, con Barbara De Rossi e Francesco Branchetti, il quale ne cura anche la regia. “Il Bacio” è un testo straordinariamente e profondamente intriso di umanità, “un testo che ha tutti i colori della vita, dalla risata al dramma”, afferma Branchetti.
Il lavoro che ho portato avanti – continua - è incentrato soprattutto sugli attori, sulle sfumature, sull’andare a fondo, cercando di avvicinarsi il più possibile al rapporto reale, che c’è nella vita, tra un uomo e una donna che si incontrano. Da questo incontro ne nascono così tante emozioni importanti, che arriveranno anche al pubblico. È un testo che ha una grandissima capacità di coinvolgere e io credo che il teatro debba tornare al pubblico. È uno spettacolo pensato per il pubblico e fatto con il cuore.”01derossi
Si tratta inoltre di un debutto nazionale, infatti questa drammaturgia, rappresentata in tutto il mondo, non era mai stata portata in scena in Italia, e vedrà come protagonista d’eccezione la celebre Barbara De Rossi, la quale torna in teatro dopo una lunga parentesi cinematografica e televisiva, per condurre gli spettatori in una meravigliosa esplorazione del cuore umano.
A Recensito l’attrice racconta i dettagli di questo spettacolo e ci parla del suo ritorno sul palcoscenico teatrale.

Debutterai ai primi di gennaio con “Il Bacio”, una storia emozionante che parla di un incontro tra un uomo e una donna, tra due vite segnate dall’infelicità e dalla paura. Come ti sei approcciata a questo testo? Hai delle affinità con il personaggio che interpreti?
“Credo che tutti possono riconoscersi in questo testo, perché i protagonisti sono due persone che vivono una vita che è in realtà non li rende felici, e che vorrebbero essere diverse. Ognuno di noi quando interpreta un personaggio, un testo, deve fare prima un viaggio dentro se stesso, quindi più che di affinità parliamo di episodi o esperienze che uno può aver vissuto direttamente o indirettamente. Il personaggio di questo spettacolo è una donna sdoppiata che non ha potuto vivere o forse non ha voluto vivere la vita che aveva sempre desiderato. Non ha mai probabilmente amato, vissuto una grande passione, e ne esistono tante di coppie così, che vivono di convenzioni, sono apparentemente felici, ma in realtà sono persone infelicissime, che non hanno avuto modo di essere loro stesse. Interpreto una farmacista, sposata con un uomo, che vive in un piccolo paesino dell’Olanda pieno di facciate. Non è mai stata veramente se stessa e in questo bosco, che è una terra di mezzo meravigliosa, incontra un uomo che porta la sua infelicità per fare di questi momenti una felicità perfetta, dove lei riscopre un suo lato anche infantile, vero, sensibile, e lo stesso lui, il quale è un attore che non è riuscito a realizzarsi e quindi ne soffre, vivendo una vita fatta di frustrazioni, insoddisfazioni. Si incontrano e riescono a vivere per una giornata quello che veramente vorrebbero essere.”

00derossiCosa di questo spettacolo speri arrivi al pubblico?
“È un testo molto tenero, introspettivo, nel quale le persone possono riconoscersi, poiché tutti abbiamo paure e fragilità, tutti abbiamo vissuto la bugia, chi subendola, chi praticandola, e non ci si rende conto della vita che si conduce, perché fatta di falsità e solo se ci si vede dentro, si scopre che non sono propriamente le cose che ci fanno felici.
L’essere umano perfetto è noioso e insopportabile, inutile, quindi è come se ognuno, guardando questo spettacolo, mettesse sul piatto quel che ha, e può, in un certo modo, rivedersi in alcune cose, magari non tutte.”

Lo spettacolo è “una via crucis dell’anima”, tra i tormenti che però l’amore può far superare. Credi che l’amore, inteso come sentimento in generale, possa essere un antidoto ai malesseri della vita?
“Un sentimento forte è un antidoto agli errori, è un sostegno ci aiuta a star meglio, a sopportare meglio tutte le difficoltà che sono enormi, quotidiane, per la gente. L’affetto e l’amore per qualcuno ci fa riflettere, è una spinta forte per sopportare questa vita che è molto difficile. Io mi sono accorta di quanta infelicità ci sia e di quanto il sogno sia importante per le persone, e il teatro è sogno. Per un’ora e mezza le persone stanno a teatro e il compito di chi lo fa è quello di far sognare in tutti i sensi , sia positivi che negativi. Il teatro è la rappresentazione di un sogno.”

Dopo tanto cinema e tanta tv, ritorni al teatro. Perché proprio con questo spettacolo? Cosa ti ha spinto a sceglierlo?
“Sono tornata al teatro dopo 20 anni per mia scelta. Dopo due anni di teatro formidabili con “L’anatra all’arancia”, avevo la mia bambina molto piccola, il primo anno la portai con me in una tournée teatrale lunghissima, però il secondo anno non la portai e soffrii moltissimo, quindi decisi di voler crescere mia faglia. Ho abbandonato per vent’anni l’idea del teatro, anche se ho sempre nutrito una grande passione, e l’ho ripreso l’anno scorso. Volevo fermare un punto come attrice, dopo tanti anni di film, in cui ho lavorato con grandi autori di cinema e di fiction, avevo il desiderio di rientrare nel teatro con un ruolo forte che mi desse quella soddisfazione che aspettavo da tempo, e ho scelto con Francesco Branchetti la “Medea” nella versione più potente e forte che c’è, quella di Jean Anouilh, dove c’è uno strazio infinito, dove c’è un dolore estremo, con tutti i sentimenti all’ennesima potenza. È stato faticosissimo rientrare con una Medea di questo tipo.02derossi
Abbiamo scelto poi questo testo di GerThijs, perché è un’altalena di emozioni, è uno spettacolo anche comico dove ci si diverte, succedono cose, e questa altalena trascinerà chi assiste ad un viaggio molto intimo, emozionale, ma anche divertente, volevamo una cosa diversa. “Il Bacio” è un fioretto dei sentimenti, inteso come fioretto della recitazione.”

Com’è lavorare con un regista e attore come Francesco Branchetti?
“Con Francesco, che è anche interprete e regista, come nella Medea, è nato un sodalizio molto bello e ci troviamo bene a lavorare insieme. Abbiamo gli stessi obiettivi e un percorso preciso di teatro che guarda al passato, perché secondo noi tutto quello che c’è stato dato dalle vecchie generazioni dei grandi attori e dei grandi registi va tenuto in considerazione. Anche dando vita ad un percorso moderno, però deve esserci quella sostanza, quella grazia, quella costruzione del personaggio vero, intenso, che c’era una volta.”

Maresa Palmacci 29/12/2016

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