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Musica, Fonzies e Matrimoni, una chiacchierata con I Camillas

‘Na Cosetta, localetto nel cuore del Pigneto ha aperto i sipari alla nuova stagione, a metà settembre, proponendo una programmazione ampia ed eclettica. Dalle serate swing alle jam session e ospiti come The Niro e Godano, fino alla novità del format radiofonico “Mondial Tips” in collaborazione con Radio Kaos Italy, o quello di “Zelo In Condotta”: cene musicali che ogni mese ospiteranno personaggi e racconti speciali sulla musica.
Per inaugurare degnamente questa lunga trafila di appuntamenti I Camillas si sono spediti direttamente da Pesaro, la loro cuccia. Ormai è dal 2014 che sono di casa e dopo anni di album, pane, web series e apparizioni televisive, è amore verso il loro pop minimal hardcore.

Hanno pubblicato questa primavera “Tennis d’amor” album che racchiude tutte le sfaccettature del loro stile: dall’andamento minimalista/comico/satirico con cui caratterizzano la loro musica sin dalla formazione, poi le novità: la venuta di camillasMichael Camillas, una paio di mani, giunte a sorreggere la spinta ritmica che dona ancora più tono alla loro attitudine punk. E “Il Postino”, canzone scritta per loro da Calcutta, che non è mancata dalla setlist della serata, come non sono mancate “La canzone del Pane”, la ridarella di “Bisonte” e la bellissima “Macchina Motivazionale”.

Noi siamo arrivati un po’ prima della loro esibizione e ci siamo sollazzati con alcune domande nel sofficissimo e soffusissimo salottino di ‘Na Cosetta.

Litigate mai?
Zagor: no, siamo due belle persone.... ogni tanto ci lanciamo degli sguardi avvertimento
Ruben: come i gatti.

Il vostro umorismo è quasi inglese, come nascono le vostre canzoni?
Zagor: noi usiamo l’umorismo, ma nelle nostre canzoni non usiamo delle strategie, lo so che sembrerà quasi scontato ma ci affidiamo all’inconscio, all’istinto a ciò che viene fuori al momento. L’umorismo è una sfaccettatura, come ce ne sono mille nelle nostre canzoni. Noi stiamo dentro lo stagno dell’umorismo, la piscina della malinconia, il mare dell’entusiamo, giochiamo con tanti liquidi e poii.. ci laviamo.
Ruben: sì, ci laviamo.

Niente di speciale, che musica ascoltate?
Zagor: NO mi piace parlare di musica, io ho anche un negozio di musica a Pesaro. Adoro Flavio Giurato, Enzo Carella, poi ovviamente Battisti, distante da loro anche uno come Aphex Twin o Steve Reich...
Ruben: poi a me piace quella musica un po’ complicata, quelle cose che devi sapere che cos’è e ti piacciono, e ti chiedi “ma questa musica vale davvero? O è una cosa che se non sapessi cosa sta dietro mi piacerebbe lo stesso?"
tipo?
tipo Bruno Maderna.

camillas2E gli album più importanti per voi?
Zagor: Gli album più importanti per me sono “Anima Latina” di Battisti che mi stupisce per una bellezza ulteriore che già vedo nel resto della sua produzione. Di Flavio Giurato, “Il tuffatore” ma anche tutto il resto.
Ruben: ...poi c’è il punk californiano
[tutti]: Ahhhh!!
Ruben: Sì quello prima della Epitaph [etichetta discografica californiana nata verso la fine degli anni Ottanta ndr] quindi quelle band primordiali, praticamente quasi miei coetanei come i The Zeros, i Weirdos.

Mi fate pensare ad un gruppo un po’ sconosciuto in Italia, gli Ween, li conoscete? un duo come voi, diverso per genere ma dalle attitudini simili..
Zagor: cavolo gli Ween, li ho pure ascoltati sti giorni.
Ruben: sì pure loro fratelli, o finti fratelli.
Zagor: di loro un album bellissimo è “Quebec”.
Ruben: Il mio preferito è “Pure Guava”
Zagor: Sì, loro hanno questo stile un po’ surreale, e il registro diverso all’interno di ogni disco, stessa cosa in “Chocolate and Cheese”. In questi album qui come nei nostri si cambia sempre registro, c’è il pezzo hard rock, la ballata malinconica, il pezzo più giocoso, quello più strambo, un cambio di stile continuo, un’influenza d’attitudine, indiretta, dove ci riconosciamo molto.

Parentesi - Italia’s got talent - se foste state due belle gnocche sarebbe andata meglio?
Ruben: NO sarebbe andata molto peggio. Ci avrebbero solo guardato le tette. Non sarebbe arrivata la nostra bellissima musica!
Zagor: perché il nostro aspetto ci rende attraversabili, trasparenti, le nostre panze inutili, rendono percepibile quello che facciamo
Ruben: però avrei voluto averlo un bel seno [si palpa il petto con tristezza].

Avete avuto una certa notorietà con questo show, mi sembra che vi siete piuttosto divertiti anzicchè cercare di vincere, e di essere competitivi, anzi, avete piuttosto messo voi alla prova un format del genere con la vostra attitudine.
Zagor: si è esatto, eravamo curiosissimi e ci siamo divertiti moltissimo. In realtà quello che abbiamo riscontrato alla fine è che facciamo cose per cui la gente o ci ama, e piacciamo tanto, oppure ci odia, non ci sono mezze misure per quello che facciamo.
Ruben: abbiamo imparato un sacco di cose.
Zagor: tieni conto che non è X-factor, è uno show dove loro ascoltano te e tu ascolti loro e devi presentarti senza maschere o fronzoli, così come sei. Infatti la prima volta eravamo tesissimi. Ma poi alla finale entriamo in questo spazio enorme, bellissimo, dove ci siamo divertiti un sacco. Non è stato così finto come si crede della tv.
Poi abbiamo lavorato anche con la Gialappa che per “Mai Dire Europei”. Hanno usato come sigla la nostra canzone “Il gioco della palla” e ci hanno fatto suonare dal vivo alla finale.

Avete ricevuto critiche del tipo “vi siete venduti”?
Zagor: no in realtà no, proprio perché non ci siamo snaturati, abbiamo suonato lì come suoniamo da Ciro. Ma specialmente abbiamo voluto che apparissimo così come siamo, la produzione alla fine è stata brava e incredibilmente professionale.camillas3
Ruben: e poi abbiamo mangiato un sacco di Fonzies.

Siete ancora amici con gli X-Mary (gli X-Mary fanno parte del loro stesso ambiente, genere un po’ più pesante e omogeneo, hanno fatto un album insieme chiamandolo “X-Marillas”)
Zagor: TANTISSIMO, suoneremo a breve insieme.

Altre collaborazioni con gli artisti?
Zagor: adesso probabilmente faremo un album con Flavio Giurato e con gli X-Mary sì, penso collaboreremo ancora.
Ruben: quando suoniamo negli stessi eventi a volte suoniamo proprio insieme.

Il vostro ultimo album “Tennis d’amor” è molto vostro, c’è quest’attitudine al cambio di registro di cui abbiamo parlato prima. “Atalanta” è un pezzo incredibile perché mi ha fatto pensare tantissimo a una bacheca di facebook.
[Entrambi alternandosi in ordine sparso e movimentato]: VERO! Bella questa! ma in realtà parla di una persona che non ha le idee chiare su tutto, è agitato, deve far parte di ogni cosa, non ha un’opinione, desidera tutto, desidera far parte di tutto ed essere amico di tutti. Agitazione, agitazione. Guarda! sembro propri lui! Lo vedi come gesticolo?!

Cos’eravate prima dei Camillas?
Zagor: Allora noi esistiamo da 11 anni, ma suoniamo insieme da 18 anni. Prima eravamo un trio chiamato Aerodynamics e con questa formazione abbiamo prodotto un disco bellissimo chiamato “Courmayeur”; [il disco è veramente BELLISSIMO ndr] è agli antipodi del nostro genere, l’intento era di fare musica felice. Ci sono campionamenti, è ballabile, c’è techo, new wave, funk. Poi il nostro “terzo” membro ha deciso di cambiare vita, ma noi non ci siamo mai sciolti.

E allora poi perché “Camillas”?
Zagor: perché tu ti chiami come ti chiami?
Perché mi ci hanno chiamata i miei genitori
Zagor: ecco, noi la stessa cosa, solo che ci siamo chiamati noi da soli, così, è venuto così, senza una ragione.

In futuro lavorereste di nuovo in televisione?
Ruben: Si si. Ma noi facciamo tutto, noi suoniamo anche ai matrimoni, cavolo se ce ne siamo fatti di matrimoni, bello lì, la gente si diverte ed è veramente felice, perché ogni matrimonio è un giorno speciale in cui si sta proprio bene.
Zagor: E si mangia proprio bene.

Emanuela Platania 17/09/2016

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