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"Il teatro, che emozione": Recensito incontra Elisa Silvestrin

Un po' trafelata – le prove iniziano a breve – ma comunque disponibile, solare e sincera nelle risposte. Elisa Silvestrin è "nata" come annunciatrice Rai nel 2006 dopo un secondo posto a Miss Italia, ma da tempo si dedica ormai a quella che, confessa, è la sua vera passione: il teatro. Dalle fiction a "Lo zoo di vetro" – pièce di Tennessee Williams portata in Italia da Luchino Visconti e dalla compagnia Morelli-Stoppa – con cui ha debuttato il 13 novembre al Teatro dell'Angelo, abbiamo ripercorso con l'attrice veneta le prime tappe della sua esperienza sul palcoscenico.

Partiamo dall'inizio. Molto spesso le grandi attrici del nostro teatro passano, col tempo, a cimentarsi con il mezzo televisivo e cinematografico. È quello che stai facendo anche tu però al contrario, nel senso che sei "nata" in tv e poi hai iniziato a calcare i palchi nel 2009 con il "Sogno di una notte di mezza estate" di Luigi Rendine. Ecco, cosa cambia per Elisa Silvestrin dalla recitazione per una fiction, ad esempio, a quella per un adattamento shakespeariano?
"Sono due cose diverse, ovviamente. Io ho fatto l'Accademia d'Arte Drammatica [Pietro Scharoff, ndr] nel 2009 e ho scoperto l'emozione che ti può regalare il teatro. Mi sono sempre esibita sui palcoscenici fin da quando facevo danza classica, ho conosciuto sin da piccola l'odore e l'adrenalina del palco. Sono felice di poter fare questo percorso e ho scoperto nel teatro un grande amore, mi auguro di poter continuare così. La preparazione e l'indagine psicologica ti portano a vedere le affinità con il tuo personaggio, ti insegnano a toccare le corde giuste. Nel teatro, poi, si lavora per molto tempo con il regista prima di andare in scena, cosa che nelle fiction non avviene. Questo ti consente, una volta in scena, di poter davvero rivivere il personaggio, senza essere fermata da "ciak" e "stop": ti porta a vivere delle emozioni vere."

Poi "Senza via d'uscita" tratto da "Porte chiuse" di Satre, e l'"Antigone". Che esperienze sono state?
"Meravigliose. "Senza via d'uscita" è stata fatta dal maestro De Robertis, che è morto un mese prima della messa in scena. È stato nostro maestro all'Accademia e ha chiamato me e altri compagni per il suo ultimo progetto, e noi abbiamo voluto portarlo a termine. È stato bellissimo e l'ho vissuto con forte emozione, anche perché era la mia ripresa dopo la maternità. Quella di quest'estate [Antigone, ndr] è stata la mia prima tournée, con Lia Tanzi che ha un estro incredibile e Giuseppe Palmieri, che mi ha insegnato molto, è un grande professionista. Naturalmente più esperienza si fa, più si cresce e si acquista sicurezza."

Passiamo allo spettacolo al Teatro dell'Angelo, "Lo zoo di vetro". Nelle note di regia Giuseppe Argirò scrive che Laura, personaggio da te interpretato, "è il motivo malinconico del dramma". Sei d'accordo?
"Assolutamente. Sono andata proprio a toccare quelle corde. Laura è inabile a vivere, molla gli studi e non riesce a frequentare i corsi per diventare segretaria a cui la iscrive la madre, non ha relazioni con l'esterno. È timida perché è diventata zoppa da una malattia d'infanzia, e questo è un piccolo difetto che non viene accettato dalla famiglia e si trasforma in tabù, causandole diversi complessi. È stata abbandonata dal padre, ha scarsa autostima ed è cresciuta con questa madre forte, alla quale si rivolge senza trovare comprensione. Tengo molto a questo personaggio perché mi ha aiutato a indagare su delle insicurezze e fragilità che mi appartengono, come ci sono in ognuno di noi. È un personaggio psicologicamente debole ma al tempo stesso è buona d'animo, trasparente e pura come il vetro, lo Zoo della sua collezione."

Sempre dalle note di regia si legge che "l'attrice, Elisa Silvestrin, è dotata di una grande carica emotiva". Ti ritrovi in quest'espressione?
"Beh, se l'ha detto il regista va bene così (ride, ndr). Io adoro il personaggio e cerco di tirar fuori tutto quello che ho dentro. È questa la grande opportunità del teatro: far emergere emozioni che non tireresti fuori nella vita di tutti i giorni."

Che rapporto avevi con il teatro prima di praticarlo così assiduamente come attrice?
"Ho iniziato ad andare a teatro quando sono venuta a Roma e mi sono iscritta all'Accademia."

Quanto è importante stare accanto a un'attrice del calibro di Pamela Villoresi?
"Guarda, adoro Pamela. Sapere di essere al suo fianco mi dà grande sicurezza. Mi basta guardarla ed entro subito nel personaggio. Mi ritengo fortunata a poter lavorare al fianco di grandi artisti come lei e Palmieri, perché si impara davvero tanto. Pamela mi ha dato anche tanti consigli sul mio personaggio."

Ultima domanda, quasi d'obbligo: dove andrà e cosa farà Elisa Silvestrin dopo "Lo zoo di vetro"?
"Saremo in tournée a gennaio, poi quest'estate ho in progetto una commedia, ma non posso dirti altro, ovviamente. Poi lavorerò a un altro progetto per la prossima stagione. Sto cercando di concentrarmi sempre di più sul teatro."

"Lo zoo di vetro" di Tennessee Williams
regia di Giuseppe Argirò
con Pamela Villoresi, Elisa Silvestrin, Maurizio Palladino e Alberto Caramel
in scena al Teatro dell'Angelo dal 13 al 22 novembre 2015

Daniele Sidonio 15/11/15