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La Compagnia "Gli Insoliti" racconta lo spettacolo "L'amore è questione di naso" al debutto dal 16 gennaio

Dal 16 al 19 gennaio in scena al Teatro L’Aura, la Compagnia Gli Insoliti presenta lo spettacolo “L’amore è questione di naso” scritto e diretto da Chiara Gambino con il supporto alla regia di Marta Fogazza. In scena, insieme alla stessa Gambino, Benedetta Aiello e Claudio Pellerito daranno vita a una commedia brillante che riflette, attraverso l’amore, su temi sociali, di genere e sul sesso in modo mai banale.

- Cosa rappresenta per voi essere arrivati a portare in scena “L’amore è questione di naso” a Roma?

Sicuramente è un grande traguardo: essendo una compagnia nata da meno di un anno arrivare ad esibirci fuori dalla nostra città natale ci rende entusiasti e fieri del nostro lavoro. Anche perché essendo una piccola compagnia ci occupiamo da soli di ogni aspetto che riguarda la messa in scena dei nostri spettacoli.

- Lo spettacolo è una commedia brillante: qual è stato lo spunto da cui si è partiti per la scrittura del testo? Quali le tematiche che era vostra intenzione portare in scena?

Locandina Lamore è questione di naso ROMA(C.G) mi sono resa conto, forse anche per il contesto da cui veniamo, che la libertà di dialogo attorno alle questioni sessuali non è accettata; non parlo di argomenti troppo intimi o che sfiorano l'erotico, ma delle basi della sessualità intrinseche in ognuno di noi, perché al contrario di come comunemente si pensa sia il bambino di sei anni che l’anziano di ottanta possiedono una sessualità, e questa va rispettata. Il modo in cui pensiamo all’identificazione di noi stessi è molto occidentale, pensiamo che la nostra persona si identifichi con i nostri ragionamenti, le nostre deduzioni e perdiamo di vista che anche il nostro corpo ci rende “noi” e l’accettazione della sessualità è il riconoscimento del corpo per antonomasia (quanto meno per me).

- La Compagnia “Gli Insoliti” si presenta come un progetto artistico carico di quell’entusiasmo puro che solo la passione per il teatro può generare, nonostante le tante difficoltà: quali sono, se ci sono, gli ostacoli più difficili da superare per produrre e poi circuitare con un proprio spettacolo?

Volete che li elenchiamo in ordine alfabetico? La nostra provenienza di certo non ci aiuta...vivere in un'isola e quindi essere geograficamente separati dall'Italia è già di per sé un problema, per tutto quello che concerne fare teatro. Ovviamente il fatto che ci autoproduciamo, senza appoggio di realtà più affermate e rilevanti nel panorama teatrale italiano, è un grosso ostacolo da superare perché dobbiamo occuparci noi della ricerca degli spazi (per prove e per la vera e propria messa in scena), dei costumi, della scenografia, della pubblicità, e così via.. Noi andiamo avanti perché siamo giovani, intraprendenti e amiamo questo lavoro più di ogni altra cosa nella nostra vita, ma ogni giorno incombe su di noi la paura di un futuro senza alcuna garanzia e ci chiediamo quanto ancora riusciremo a proseguire se qualcosa non cambia. Per ora teniamo duro!

- Tornando allo spettacolo, esiste - secondo voi - una “questione femminile” ancora oggi, a vent’anni dall’inizio del non più troppo “nuovo millennio”, periodo in cui si sviluppa l’intreccio di “L’amore è questione di naso?

Assolutamente sì! Ecco perché nasce l'esigenza di scrivere e produrre L'amore è questione di naso, perché ancora oggi spesso la figura della donna è collegata al sesso in modo volgare, sporco, sessista, ma non solo per misoginia: spesso sono le stesse donne che ricadono in comportamenti stereotipati. Noi in questa commedia cerchiamo di affrontare la questione basandoci sulla nostra ironia e sulla nostra cifra stilistica.

- Quanto c’è di Palermo e della Sicilia nello spettacolo? Anche “implicitamente” e cioè quanto di quel bagaglio di umori, sapori e costumi di una terra unica per patrimonio e storia?

In realtà in questo spettacolo se portiamo "sicilianità" è a livello inconscio, perché proprio per il tema scelto abbiamo cercato di essere il più "universali" possibili, per avere un'eco maggiore e accessibile a tutti.

- Lo spettacolo presto approderà in altre città e in altri teatri? Cosa vi aspettate da quest’anno appena iniziato?

Stiamo aspettando conferme per altre date, ma per scaramanzia non diciamo nulla. Incrociate le dita con noi! Da questo 2020 ci aspettiamo molto: stiamo già lavorando ad un altro progetto che debutterà a maggio a Palermo, e ci auguriamo di poter far circuitare entrambi. Le nostre menti sono una fucina di idee e quindi non escludiamo altri possibili progetti dietro l'angolo, non ci mettiamo paletti.

Redazione

13/01/2020

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