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Conoscere i classici per conoscere noi stessi. Quattro chiacchiere con Vincenzo Zingaro

Attore, regista, drammaturgo, fondatore della Compagnia CASTALIA, Vincenzo Zingaro è attualmente in scena al Teatro Arcobaleno - Centro Stabile del Classico, di cui è anche direttore, con lo spettacolo “Èpos - Iliade, Odissea, Eneide”.

Sono passati sei anni dal debutto di “Èpos - Iliade, Odissea, Eneide” presso i Fori Imperiali. Qual è stato il motivo che l’ha spinta a riportarlo in scena?
“Lo spettacolo ebbe molto successo quando lo presentammo sia al Teatro Arcobaleno, sia ai Fori Imperiali dove ci fu veramente un entusiasmo comune, tanto che la stessa direttrice dei musei lo definì una delle cose più belle mai rappresentate lì. Da anni mi chiedevano di riportarlo in scena e quindi ho pensato che fosse arrivato il momento”.

Una richiesta comprensibile, “Èpos” si differenzia molto da altri spettacoli dedicati ad autori classici.
“È una formula molto particolare, è un spettacolo - concerto in cui la voce si interseca con la musica costituendo un’unica partitura, una cosa che effettivamente non fa nessuno. Di norma, nei recital, vengono citati dei brani con un accompagnamento musicale, ma non c’è questo studio. La nostra costruzione, invece, va a creare un’orchestrazione generale in cui la parola dell’attore e la musica trasferiscono lo spettatore in un universo di immagini, che lo travolgono in una sorta di film. La parola stessa è così musicale che se recitata fa risuonare i vari echi dell’anima dei personaggi; non si limita a riferire e a dire, ma a scavare nel profondo, cercando di restituire un’emozione viscerale. È come una sorta di trance in cui entriamo per trasportare lo spettatore in un’altra dimensione”.

Il suo adattamento sembra voler mettere in evidenza il lato umano di questi eroi, che come noi vengono ingannati, soffrono e si interrogano sulle loro scelte. Era questo il suo intento?
“Sì. La forza di questi grandi poemi sta nel fatto che condensano veramente tutto quello che è l’umano sentire: i sentimenti più positivi, i dubbi, le angosce, i tormenti, il rapporto con l’eternità, con la morte, con la propria debolezza, con i doveri, con i piaceri e le proprie passioni. Sono metafora di tutto ciò che ci accade e non dobbiamo vederli come qualcosa di lontano. La straordinarietà dei Classici sta proprio in questa capacità di raccontare qualcosa che non ha tempo, che ci riguarda sempre”.

Lo slogan della stagione 2015/16 del Teatro Arcobaleno è “Il Teatro dell’Anima” e in effetti gli spettacoli scelti sono accumunati da una visione introspettiva dell’animo umano.
“Il teatro va sempre più verso l’intrattenimento puro, quasi volesse fare il verso alla televisione. La vuole sfidare sia mettendo sul palco personaggi televisivi sia cercando un tipo di estetica semplice, sciatta, omologata, pensando che questo possa portare più pubblico. Allestire uno spettacolo di intrattenimento sarebbe molto più semplice, ma non è una scelta che mi interessa. Il teatro non deve copiare la vita pedissequamente ma ci deve dare l’opportunità di vederne gli aspetti più profondi. Non un caso che l’etimologia della parola “Théatron” derivi dal verbo vedere. Il teatro è uno sguardo oltre, che la vita quotidiana o la televisione non riescono a offrirci. Lo spettatore teatrale ha un punto di vista privilegiato e attraverso la visione dell’attore o del regista può assaporare qualcosa di nuovo, può entrare in un’altra dimensione e guardare il mondo da un’angolazione alternativa rispetto a quella di tutti i giorni”.

Ha già qualche progetto per la prossima stagione estiva o invernale?
“Quest’estate saremo in scena con il “Truculentus” in molti teatri antichi: Segesta, Pompei e vari teatri romani. Nella prossima stagione invernale continueremo il percorso sulla Commedia Classica con “Le Donne al Parlamento” di Aristofane e poi, forse, riprenderò “L’Orlando Furioso””.

Giada Marcon 05/05/16

Leggete qui la recensione di “Èpos - Iliade, Odissea, Eneide””: http://www.recensito.net/index.php?option=com_k2&view=item&id=14815:epos-iliade-odissea-eneide-lo-schema-senza-tempo-di-vincenzo-zingaro&Itemid=121 

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