Questo sito utilizza cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione e rispetta la tua privacy in ottemperanza al Regolamento UE 2016/679 (GDPR)

                                                                                                             

L’attrice e autrice Antonella Questa racconta a Recensito il suo nuovo libro "Questa sono io"

L’autrice, attrice e regista, Antonella Questa, conosciuta al grande pubblico per la sua lunga carriera teatrale, ha realizzato raccoglie QUESTA SONO IO, libro edito da Caracò nella Collana “Teatri di Carta” diretta da Emanuele Tirell, appena uscito in libreria.
Nel volume, che ruota intorno al teatro,  l’autrice raccoglie il testo integrale degli spettacoli VECCHIA SARAI TU!, Vincitore del Premio “Museo Cervi – Teatro per la Memoria” e del Premio Calandra come miglior spettacolo, regia e interpretazione, e SVERGOGNATA: due commedie che raccontano l’animo, il corpo e la vita delle donne in due circostanze differenti, ma reali o potenziali, con un piglio umoristico e amaro.
In questa intervista sulle pagine di Recensito, Antonella Questa, ripercorre la nascita di questo lavoro così importante, svelandone retroscena, dettagli e spunti di riflessione interessanti.fotolibroQuesta

Da attrice a scrittrice. Quando e perché hai deciso di pubblicare “ Questa sono io”?
"In realtà direi che attrice e autrice vanno di pari passo: quando creo uno spettacolo parto sempre da frasi o brani di testo che ho buttato giù, sui quali inizio ad improvvisare come attrice e sui quali sperimento col corpo, insieme alla coreografa Magali Bouze, per creare i movimenti di scena e la fisicità dei personaggi. Poi torno a scrivere e di nuovo sperimento. E’ proprio una sinergia, l’attrice e l’autrice coesistono fin dall’inizio e insieme arrivano al prodotto finale.
QUESTA SONO IO è nato dal felice incontro l’anno scorso con l’editore Caracò - nelle persone di Alessandro Gallo e di Emanuele Tirelli, che ne cura la collana Teatri di Carta - i quali mi hanno proposto di pubblicare un volume che unisse i miei due testi teatrali: VECCHIA SARAI TU! e SVERGOGNATA. Sono stata davvero felice dell’idea anche perchè Caracò è una casa editrice estremamente attenta a quello che pubblica, lavora con cura ai dettagli dal formato alla copertina (della bravissima Michela Muserra) alla distribuzione, insomma era impossibile rinunciare a una proposta così bella!"

“Vecchia sarai tu” e “Svergognata” sono due storie di donne che parlano alle donne. Storie diverse ma reali e fortemente attuali. Quanto c’è di autobiografico?
"Non ti nascondo che quasi tutti i miei spettacoli hanno una parte autobiografica, o per lo meno partono da esperienze personali che alla fine mi danno modo di osservare la realtà che mi circonda e mi ispirano poi storie e personaggi da portare in scena. Forse per questo, come dici, quel che racconto è sempre molto attuale e reale. In questi due testi i temi sono il rapporto col tempo che passa, la condizione dell’anziano oggi, la ricerca dell’amore, dell’approvazione degli altri dimenticandoci che se noi per primi non ci amiamo, non ci accogliamo, gli altri non potranno mai farlo."

Come sono nate queste storie? Cosa ti ha ispirato?
"In VECCHIA SARAI TU! ho assistito il fine vita di mia nonna passando dagli ospedali ad una casa di riposo. L’umanità che ho incontrato in quei momenti così dolorosi, non solo per me e lei, mi ha colpito molto. Dalle persone di famiglia, ai pazienti, ai loro famigliari, alle figure professionali che operano in questi settori. Contemporaneamente poi stavo per compiere 40 anni e l’atteggiamento della maggior parte delle donne intorno a me considerava o aveva vissuto questo passaggio come una tragedia. Ne rimasi molto colpita… anche perchè in realtà ambisco ad arrivare ai 100 anni, 40 sono ancora pochi nel percorso.
Per SVERGOGNATA l’ispirazione è partita quando mi sono iscritta ad Instagram, un social in cui ci si racconta per foto. Mi ha incuriosita il tipo di commenti da parte degli uomini sotto le foto di donne in pose provocanti. Ho iniziato ad intervistare delle persone per chiedere cosa le spingesse a fotografarsi così, come reagivano a quei commenti. Ho scoperto un immenso bisogno di piacere, di specchiarsi nello sguardo altrui. Ho pensato a me, alle mie amiche “sciure” che pretendono di tener insieme casa perfetta, famiglia perfetta, magari lavoro perfetto, corrono a destra e a manca per mostrare quanto siano brave a tener insieme tutto, dimenticando magari di chiedersi: ma è quello che voglio anche io? sono felice così? Di riflesso l’ho chiesto a me, e anche se meno “sciura” di loro, mi sono resa conto di quanto facessi attenzione all’approvazione altrui, a non deludere gli altri, a star zitta invece di dire “no, non mi va bene/non sono d’accordo."

Quale delle due drammaturgie senti più vicina a te?
"In realtà non c’è una che sento più vicina dell’altra. Le porto dentro in eguale misura, sono parti di me come del resto tutte le altre storie che racconto."

Ti senti meglio nei panni di attrice e regista o scrittrice?
"A dirti il vero non faccio più molta distinzione, sento la necessità oggi di essere tutte queste figure per arrivare a raccontare quello che mi porto dentro."

Antonella QuestaInizierai una lunga tournée. Pensi che conoscere e leggere il testo dello spettacolo può essere un vantaggio per i futuri spettatori?
"Penso possa essere un vantaggio soprattutto rispetto a coloro che non mi conoscono ancora o pensano che porti in giro spettacoli solo “a tema prettamente femminile”. Mi viene in mente un aneddoto legato ad un critico teatrale che mi definì così e portò ad esempio VECCHIA SARAI TU! "che tratta il tema della menopausa” Mi misi a ridere leggendolo! Non mi aveva mai visto e stava scrivendo tra l’altro una grossa bugia: non ho mai parlato ancora di menopausa nei miei spettacoli. Però lo ringrazio, mi sono resa conto di un certo pregiudizio sul mio lavoro.
Aggiungo che leggere questo libro non rovinerà la sorpresa di vedere poi lo spettacolo. Dal vivo è sempre tutto un’altra cosa, poi uso moltissimo il corpo, ricordo le efficaci coreografie di Magali che mi aiutano a raccontare spesso più di quel che riesco a fare usando le parole. E queste nel libro non si vedono. Per chi mi conosce già invece, il libro QUESTA SONO IO è l'occasione di portarsi a casa un pezzetto di Armida, di Sabine o di Carmé, insomma di quelle donne e uomini che racconto e nei quali possiamo ritrovarci tutti."

Hai altre drammaturgie in cantiere?
"Sì! In questo momento sto lavorando ad un nuovo spettacolo che debutterà nell’estate del 2018, il tema stavolta ruota intorno alla pedagogia, alla scuola, ai bambini … per me è un piccolo grande tuffo nell’infanzia ed infatti il titolo provvisorio che ho scelto è INFANZIA FELICE."

Maresa Palmacci 20-10-2017

Libro della settimana

Facebook

Formazione

Recensito su Twitter

Digital COM