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VEGACHEF “ Gustati la vita” di Mara di Noia: un mix di cucina naturale, allegria ma soprattutto una sfida per il futuro

Il nostro viaggio alla scoperta dei blog e i siti di cucina più cliccati comincia da VEGACHEF “Gustati la vita” di Mara di Noia,(http://www.vegachef.it/) un sito nato dalla volontà di diffondere la cultura vegan con corsi di cucina, eventi e catering, seminari e convegni, con un’ampia sezione dedicata alle ricette con verdure di stagione.

   

La Vegachef Mara di Noia ci racconta la sua idea di cucina e il suo nuovo libro “Tutto il resto è soia. Una storia di amore, cucina e altre cose”(AnimaSrl). Alla fine di questa intervista vi ricrederete su molte false convinzioni legate alla cucina vegana, e scoprirete quanto è parte integrante del nostro patrimonio enogastronomico.  Leggere per credere.

La prima sensazione che si prova sfogliando il suo Ricettario Naturale sul suo blog VEGACHEF è tanta allegria, dal “Cous cous di curry con verdure e ceci” alla “Mousse di frutti di bosco e tofu” i suoi piatti sono colorati, curati, con materie prime estremamente semplici, con cotture che non alterano le loro proprietà e con un’utilissima legenda (ricette senza lievito e senza latte, ricette per i più piccoli). Quali sono le regole che segue per la composizione dei suoi piatti?

Mi piace la cucina naturale semplice, quella che faccio io tutti i giorni per la mia famiglia. Abbiamo tutti una vita complicata, ma cucinare per chi amiamo, ogni giorno, è possibile e si può fare: è questo il messaggio che ho voluto passare con il mio blog. Le ricette sono estremamente facili con ingredienti di base: i cereali, i legumi, le verdure, gli ingredienti della nostra tradizione povera. Tutti possiamo cucinare una cucina sana e senza cibo animale, tutti i giorni, con semplicità e allegria.

Cosa la spinge a ricercare sempre nuovi abbinamenti con risultati sempre diversi?

Nella mia famiglia cerco di avere dei piatti “ forti” di sicuro successo, perché sono ad esempio i piatti preferiti delle mie figlie o di mio marito, e dei piatti sempre nuovi, per sperimentare e soprattutto per non annoiarci mai a tavola. Per me questo è fondamentale: bisogna stupire e stupirsi, anche a tavola.

Dalla sua biografia si evince che il suo primo contatto con la cucina è cominciato davvero presto. Quando invece ha capito che era arrivato il momento di studiare per diventare chef, anzi, più precisamente Vegachef?

La cucina nella mia famiglia pugliese è importantissima: cucinare è un atto di amore che ho imparato da piccola, con le ricette tradizionali della mia famiglia, di mia nonna e di mio padre, grande amante della buona tavola. Negli anni ho fatto dei cambiamenti alimentari che sono iniziati presto, prima della mia laurea in medicina veterinaria, a Milano, per problemi di salute: il percorso è continuato fino alla nascita delle mie figlie gemelle, sei anni fa, con la scelta di non mangiare più cibo animale e derivati. E’ stato un percorso naturale e spontaneo senza nessuna imposizione. L’incontro con mio marito, medico gastroenterologo e omeopata, è stato determinante. Insieme abbiamo iniziato ad aiutare persone che volevano fare dei cambiamenti alimentari, ma non sapevano come fare, e per questo mi sono diplomata alla scuola di alimentazione naturale “La Sana Gola” di Milano, in Terapia Alimentare. E’ nato cosi nel 2012 il mio progetto Vegachef, con il mio sito, oggi magazine online, e il mio blog con video e ricette naturali, per aiutare le persone a curare la loro salute a tavola, con cibi sani per gli animali e il pianeta.

Mangiare vegano non è solo una scelta che condiziona i piatti in tavola, ma è un vero e proprio stile di vita, il vegan lifestyle, con una dieta priva di derivati animali nel totale rispetto della vita degli animali e della natura. Secondo lei perché negli ultimi anni è cresciuto il numero di vegani in Italia, in un paese con una fortissima tradizione culinaria improntata sui prodotti di origine animale? Ci sono ancora pregiudizi verso la cucina vegana?

In realta’, la nostra cucina tradizionale povera, come le dicevo, non è affatto improntata sul cibo animale, ma sugli ingredienti della terra, i cereali, i legumi e le verdure. Possiamo divertirci a fare elenchi di ricette naturalmente vegan e sono davvero tante! Nella cucina meridionale ancora di più. In questi ultimi anni le persone stanno ragionando molto su che cosa mangiano, sulla qualità del cibo: cos’è la bistecca prima di finire sulla nostra tavola? Come viene allevato l’animale? In più grossi centri oncologici stanno diffondendo i dati dei loro studi e la correlazione tra eccesso di cibo animale e malattie oncologiche è ormai accertata. Ci sono ancora pregiudizi sulla cultura vegan: che la cucina sia insapore, monotona, che sia povera di sostanze nutritive, che non sia sufficiente per i bambini o per le persone che fanno attività fisica. Non solo non è cosi, ma ormai anche i grandi chef la considerano la sfida per il futuro e non solo una cucina senza questo e senza quello. Sulla cultura c’e’ molta diffidenza, la parola vegan spaventa ancora: ma siamo persone normali, con vite normali… Ho scritto il mio primo libro “Tutto il resto è soia”, un romanzo, per questo motivo, per spiegare queste cose.

Lei è anche una terapista alimentare, quali sono gli errori più frequenti che riscontra nelle abitudini alimentari delle persone che le chiedono una consulenza?

La terapia alimentare ci permette di considerare il cibo uno strumento di salute e questo mi ha dato la possibilità di spiegare alle persone che la differenza la si fa quando sappiamo cosa fa un cibo al nostro corpo, non ragionando secondo lo schema “ Fa bene o fa  male” della nostra mentalità occidentale. Quando sappiamo cosa fa un cibo al nostro organismo, siamo liberi: di scegliere, di curarci veramente. Ci sono tante patologie che affliggono le persone da tantissimi anni, il mal di testa, i dolori, le malattie cutanee, esofagiti, gastriti, coliti, e che con una dieta adeguata rientrano, in modo armonico, senza farmaci. Gli errori si fanno quando ragioniamo su ciò che ci è stato inculcato, come abbiamo fatto tutti, senza informarci in modo approfondito o senza avere veramente dei riferimenti credibili.(Credo che il successo del mio blog sia stato proprio questo: informare con credibilità e anche con passione e allegria) Ad esempio la questione del latte, che la pubblicità ci induce a considerare cibo indispensabile per tutta la vita. Quando in realtà è il cibo per eccellenza del cucciolo, per un periodo limitato di tempo, delle mezze verità spacciate per verità assolute che fanno male alla nostra salute. Un altro problema è che ormai la qualità del cibo animale non è più quella di quaranta anni fa: l’allevamento intensivo ha fatto saltare tutte le regole e se è vero che “ il mio bisnonno mangiava latte formaggio e carne tutti i giorni ed è vissuto 100 anni”. Oggi purtroppo non è più così e come medico veterinario queste cose le spiego sempre a tutti, in qualsiasi situazione e occasione, perché questo è il mio modo di essere un veterinario. Vorrei aggiungere che a breve partirà la nostra Scuola di Alimentazione Naturale a Milano, presso Libreria Anima in Galleria dell’Unione (Piazza Missori) e il negozio di prodotti bio vegan "Anima Veg".

 

(Gerarda Pinto) 

 

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