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Roma diventa la Città della pizza: un viaggio tra i colori d’Italia

“Fatte ‘na pizza c’ ‘a pummarola ‘ncoppa, vedrai che il mondo ti sorriderà”, cantava Pino Daniele.
Uno dei cibi che all’estero più ci invidiano è stato, nelle ultime settimane, al centro di numerosi dibattiti, in seguito all’apertura del nuovo bar bistrot di Carlo Cracco, nel centro di Milano, nella Galleria Vittorio Emanuele II.
Tra l’ironia mossa dai consumatori, c’è chi non si risparmia neanche sui social, sulla pizza a portafoglio a “n’euro, n’euro e cinquanta”, che si scontra con il prezzo di 16 euro della lussuosa pizza dello chef stellato. In alto il brand, dunque, della nuova pizza gourmet.
A rendere omaggio al cibo che negli anni continua ad avere una posizione di prestigio nella gastronomia italiana, Roma diventa la Città della Pizza, da venerdì 6 a domenica 8 aprile, dalle ore 11.
Il format, ideato da Vinòforum e realizzato con la collaborazione di Ferrarelle, giunge alla sua seconda edizione e si terrà al Guido Reni District.
Più di cinquanta ristoratori provenienti da tutta Italia proporranno tre diverse tipologie di pizze, tra le quali alcune special edition, create proprio per l’occasione.
Dopo il boom di partecipazioni dello scorso anno, la rassegna sarà arricchita da convegni e approfondimenti tenuti da chef e critici del settore.
Per sensibilizzare i bambini alla cultura del cibo, i più piccoli potranno partecipare ai Kids Lab, creati in collaborazione con la rete di TvBoing.
Protagonisti della rassegna saranno le materie prime, farina, pomodoro, olio extra vergine di oliva e mozzarella.
Tra i tanti ospiti di questo importante evento gastronomico, spiccano noti esperti del settore, quali, ad esempio, Gino Sorbillo (Pizzerie Sorbillo di Napoli), Franco Pepe (Pepe in Grani di Caiazzo), Salvatore Grasso (Pizzeria Gorizia di Napoli), Marzia Buzzanca (Percorsi di gusto, L’Aquila), Antonio Starita (Pizzeria Stabile di Napoli), Enzo Coccia (Pizzaria La Notizia di Napoli), Francesco e Salvatore Salvo (Pizzeria Fratelli Salvo di Napoli) e Gennaro Nasti (Bijoy di Parigi).
Nella capitale, tre giorni alla scoperta della cultura e del culto della vera pizza italiana, delle sue molteplici sfaccettature, inimitabile nel sapore: così rendere onore alla nostra tradizione culinaria diventa necessario, nei tempi della nuova cucina 2.0, quella dei blog e delle trasmissioni televisive.

Lucia Santarelli 29/03/2018

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