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La storia di Astrea, una giovane associazione, e il loro motto “HeArt eArth Art”

L’estate non è solo salsedine e ombrelloni ma anche escursioni, gite fuori porta, scampagnate in compagnia, grigliate in allegria e paesini che si ripopolano. Le comitive di amici si ritrovano dopo un anno trascorso fuori, si ritorna a casa, si condividono le esperienze vissute e ci si incontra per rinsaldare i legami, si raccontano storie ed esperienze, e davanti un tavolino nascono idee e progetti.

Così nel 2011 è nata Astrea, un’associazione formata da ragazzi con l’intento di valorizzare il patrimonio storico-culturale del territorio di Gesualdo, che nel corso degli anni si è accresciuta sempre di più, saldando generazioni differenti, mossi da un’energica voglia di fare e dalla volontà di potenziare e sviluppare la macchina turistica dell’Alta Irpinia. I ragazzi di Astrea non sono spinti da sterile orgoglio patriottico, anzi hanno voglia di aprire le porte del proprio paese per condividerne storie e tradizioni, vogliono creare momenti conviviali e di festa per tutti, esportano la bellezza, la ricchezza, il fascino dei borghi, dove si è cresciuti e dove sempre si ritorna.  
Sono loro l’anello di congiunzione tra il passato e presente, tra la chiusura e l’apertura delle piccole realtà verso l’esterno. Cercano di conservare e tramandare visioni, paesaggi, tradizioni al più alto numero di persone, hanno finalmente sfondato quel muro invisibile fatto di geloso attaccamento al propria cultura.  Le loro radici sono ben salde ma dopo anni vissuti fuori, di confronto con altri coetanei, di studenti fuori sede, nasce la voglia di ramificarle ed espanderle. Il proprio bagaglio di esperienze diventa energia rigenerata da investire per progettare ancora.                                  
“Saperi e Sapori. Storia e Tradizioni nel Borgo Antico” di Gesualdo è uno degli eventi organizzati da Astrea, dal 18 al 20 agosto 2015 a Gesualdo (Av), che rianima con mostre, musica, buon cibo e vino le strade del centro storico “aggrappato” e diroccato intorno al castello, che fu dimora di Carlo Gesualdo. Il centro storico accoglie nelle sue viuzze e scalinate espositori e turisti armati di forchette e macchine fotografiche.
Abitanti del posto, e non, si stupiscono delle potenzialità di un posto che per anni è rimasto uno scrigno chiuso, luogo di ispirazione di Igor Stravinskij  per la realizzazione dell’opera “Monumento pro Gesualdo da Venosa” e di Werner Herzog per il documentario “Gesualdo: Morte a cinque voci”.
Questa associazione costituisce la memoria, non enciclopedica, ma vissuta e partecipata di un paese, ed è un esempio di tutte quelle associazioni di ragazzi che non si sono arresi all’apatia, all’inevitabile deterioramento e invecchiamento dei numerosi borghi, che possono essere solo valorizzati. 
 
Gerarda Pinto 11/07/2015 

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