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La “con-fusione” secondo “Yugo": a Roma nasce il primo Fusion Bar

Camminando per le strade di Roma si trova un po’ di tutto, non mancano punti di ritrovo dove provare nuove ricette e avvicinarsi attraverso la cucina a culture lontane. Senza contare la fortuna di avere a portata di mano la ristorazione made in Italy, un marchio di garanzia apprezzato e invidiato nel resto del mondo. Eppure fino a pochissimo tempo fa cercare un Fusion Bar nella capitale era un’impresa impossibile, semplicemente perché non c’era, anche se però le vie culinarie sono infinite e chissà se è uno “Yugo” con un altro nome esisteva già. Dal 4 luglio lo chef Anthony Genovese, con l’aiuto degli imprenditori e ideatori Maddalena Salerno, Marco Del Vescovo, Riccardo Sargeni e Gianluca Sette, ha rimediato a questa mancanza con l’apertura di un locale che offre piatti “mescolati” e serviti in un ambiente dai tratti orientali. Quella di “Yugo” è una cucina che dà valore al particolare, creando una sintesi che esalta ogni elemento che la compone, passando anche dalla cultura “veloce” del sempre più diffuso Finger Food. Il Fusion Bar è proprio questo, la possibilità di sperimentare diversi modi di fare cucina e di confluire così molteplici stimoli in un solo luogo. Lo stile di Danilo Maglio, l’architetto che ha dato vita alla forma visiva del progetto, raccoglie generi differenti in un complesso di tonalità scure e di dettagli realizzati con una cura maniacale. “Yugo” nasce dove i vicoli storici si offrono nella loro bellezza, a Largo Angelicum 2 all’interno del Roman Luxus Hotel che conta cinque stelle, il posto ideale dove accogliere il due volte stellato Michelin Anthony Genovese.
Da “Yugo” l’antico incontra le nuove tendenze e le bocche incontrano una commistione di sapori. Il menù si articola in tre proposte: fresco (questa variante, al contrario di come potrebbe sembrare, prevede anche cibi cotti), vapore e fuoco. Ogni piatto inoltre può essere richiesto in porzione mignon. Un incentivo non solo per provare più specialità nell’arco della stessa giornata, ma anche occasione per mangiare bene e spendere meno.
“Yugo” pensa ovviamente anche agli intenditori di cocktail e mette dietro il bancone un artista del mix liquido; dalla vodka al sakè Patrizio Boschetto permetterà al suo “pubblico” di assaggiare miscele classiche e drink d’avanguardia.
Ora arriva la parte più importante: a chi si rivolge “Yugo”? Un Fusion Bar non può non ricercare dall’altra parte un gruppo eterogeneo o “fuso” di fruitori. Dal professionista allo studente, “Yugo” tenterà con le sue offerte di incontrare i gusti e le tasche di tutti.

Elisabetta Rizzo 19/07/2016

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