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"Eyes Wine Shot", il gustoso omaggio al teatro e al buon vino

«Quanto sarebbe più godibile alle volte uno spettacolo teatrale se tra le mani avessimo un bicchiere di buon vino?» devono essersi chiesti gli attori Gianantonio Martinoni e Giuseppe Gandini quando hanno messo al mondo la loro creatura, ormai qualche anno fa. In scena al Teatro Sala Uno di Roma dal 28 marzo al 2 aprile, “Eyes Wine Shot” - di cui Gandini cura anche la regia - fa eco ironicamente all'ultimo film di Stanley Kubrick (e soprattutto al romanzo "Doppio sogno" di Schnizler da cui è tratto) e coniuga per l'appunto la messinscena cabarettistica e la degustazione dei vini, in un clima che in qualche modo “sdrammatizza” l'idea di solennità che spesso aleggia intorno alle sale teatrali. Nella suggestiva location di Piazza San Giovanni, la coppia di interpreti accoglie infatti il suo pubblico come nel salotto di casa propria, riempiendo più volte i bicchieri e chiacchierando con loro amichevolmente.

EyesWineShot2Lo spettacolo vero e proprio, quando gli ospiti si sono accomodati in platea col proprio calice, inizia sulle note di “Barbera e champagne” di Giorgio Gaber, poetico omaggio alla dualità della bevanda, status symbol che unisce allo stesso tempo ricchezza e semplicità. Pian piano la performance si trasforma in una sorta di programma scolastico alternativo e tutto da ridere. Dalla letteratura con Pablo Neruda e William B. Yeats, alla filosofia di apollineo e dionisiaco con Friedrich Nietzsche, Giuseppe e Gianantonio, tra una risata e l'altra, illustrano l'origine dei vitigni e il processo di fermentazione, passando in rassegna la storia d'Italia, l'etnografia, la geografia, la chimica e, per spiegare l'etimologia della parola, il latino e persino il sanscrito. Concludono poi il percorso istruttivo facendo il verso ai sommelier e leggendo alcuni passi della Bibenda, la Bibbia dell'enologia, il cui linguaggio forbito e talvolta incomprensibile ricade “inavvertitamente” nel doppio senso. Nozioni e curiosità tra un sorso e l'altro, tra il serio e il faceto, compongono questo percorso dedicato a uno degli emblemi della cultura italiana nel mondo, nonché un omaggio alla convivialità e all'amicizia.

Per questa particolare celebrazione del nettare degli Dei, i due compagni ferraresi ma romani d'adozione, propongono i prodotti de La Tognazza di Velletri, azienda vinicola della famiglia di Gian Marco Tognazzi, sulla cui etichetta spuntano scritte inconfondibili: “Tapioco” (bianco), “Come se fosse” e “Antani” (rossi), slogan d'amicizia e goliardia, non a caso, di quel grande capolavoro che fu il film “Amici miei”.

Denise Penna 31/03/2017

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