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Dite “cheeese”! Ecco il Festival del Formaggio Ubriacato

Il 28 e 29 maggio 2016 Bagnolo di San Pietro di Feletto, località in provincia di Treviso, ospiterà per la prima volta un Festival dedicato al “Formaggio Ubriacato”. L’evento, che sarà anche una vetrina per gli artisti del formaggio, è uno dei tanti dedicati a “Conegliano-Valdobbiadene Capitale della Cultura Enologica Europea 2016”.
L’origine del formaggio ubriacato conta due diverse versioni che risalgono a eventi casuali. Si dice che sia nato in Veneto durante la Prima Guerra Mondiale, quando i contadini di Conegliano e Oderzo nascondevano il formaggio agli austriaci Formaggioubriacato2mettendolo nelle vinacce in quanto ritenute di poco valore e quindi lontane dal rischio di attirare il nemico. Secondo altre fonti, invece, il formaggio incontra il vino per merito di un contadino trevigiano che, non potendo utilizzare un prodotto pregiato come l’olio per ammorbidire le croste, si servì del mosto d’uva. Più gradevole del previsto, in tutti i casi, il formaggio ubriacato riuscì a sopravvivere alla “fame”, diventando una combinazione da tenere stretta anche in tempi di “pace”.
La procedura per ottenerlo prevede che il formaggio, invecchiato dai due mesi fino ai due anni, venga tenuto nelle tenere vinacce per più giorni. Il risultato è una specialità gastronomica dal sapore intenso, fruttato, leggermente piccante e dai colori che colpiscono grazie al bianco che si contrappone al viola intenso. Questa pratica, impiegata in origine a livello artigianale nelle campagne venete, oggi trova spazio nelle industrie caseari diffuse in tutta Italia e non solo. Il formaggio ubriacato è, infatti, apprezzato al di là dei confini del nostro paese.
L’iniziativa è coordinata dall’Accademia Internazionale dell’Arte Casearia, un’associazione senza scopo di lucro che nasce nel 2011, grazie all’unione tra l’Associazione Famiglie Rurali Sinistra Piave e la Perenzin Latteria, con l’obiettivo di promuovere il lavoro nell’ambito caseario. Il “Festival del Formaggio Ubriacato” troverà spazio nei “Cheese Bar PER”, i locali messi a disposizione dall’Accademia, dove sabato e domenica si terranno: corsi per imparare a riconoscere il buon formaggio, i laboratori “Il piccolo casaro. Baby Academy” rivolti ai bambini, incontri sulla possibilità di sostituire il vino con la birra, la presentazione di “Caseus. Il grande libro dei formaggi italiani” di Renato Brancaleoni, ecc. Mangiando e bevendo non mancheranno, ovviamente, le occasioni per esplorare in tutte le sue forme questo incontro vivente tra formaggio e vino.

Elisabetta Rizzo 24/05/2016

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